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Cultura
Il calendario piemontese «La Memòria dël Temp» 2020
Anche quest’anno l'Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella presenta il suo calendario piemontese, curato da Bruno Gambarotta e Michele Bonavero
Articolo di Milo Julini
Pubblicato in data 27/08/2019

A Fenestrelle (Torino), presso il Palazzo del Governatore del Forte, domenica 25 agosto 2019 si è conclusa la 24ma edizione del Salone del Libro, curata da Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella. Anche quest’anno vi è stata la partecipazione di diversi autori e la presentazione del calendario piemontese dell’Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella, “La Memòria dël Temp”, secondo una tradizione ormai consolidata, che risale ad oltre vent’anni or sono.

L’edizione del 2019 de “La Memòria dël Temp” è stata curata da Bruno Gambarotta e Michele Bonavero. Questo calendario fa rivivere Storia e storie del Piemonte grazie alle fotografie d’epoca e al commento storico, mentre i mesi, i giorni della settimana, il nome dei Santi e una parte delle notizie e curiosità sono in lingue piemontese.

La foto di apertura ci mostra l’Imbarco Pesca sul Po, all’altezza del Borgo Medievale, col ricordo del libro “Bevevamo l’acqua del Po” di Guido Borgna, edito dal Rotary Club di Moncalieri. È auspicato il ritorno alla consuetudine degli studenti del Bodoni di festeggiare la fine dell’anno scolastico con una gita sul fiume.

La presentazione de “La Memòria dël Temp” di quest’anno, scritta da Bruno Gambarotta e intitolata “Un po’ ‘d sossì e un po’ ‘d lolà”, spiega che il calendario vuol essere un navigatore satellitare tarato per viaggiare nel tempo oltre che nello spazio per mostrare il Piemonte di una volta. Sfogliando un faldone con le denunce dei reati commessi nel 1939, Gambarotta ha trovato un folto gruppo di furti di biciclette, allora mezzo di locomozione della maggior parte degli abitanti, ma anche un discreto numero di furti di animali domestici, conigli, galline ovaiole e anche maiali, da case di estrema periferia.

Le immagini d’epoca del calendario – conclude Gambarotta – permettono di misurare la strada percorsa da allora e addirittura di incontrare visi noti, come una lettrice che nell’edizione dell’anno precedente ha ritrovato i suoi futuri genitori nei panni di Gianduja e Giacometta sul carro di Carnevale della Croce Verde del 1924: «Sono i lettori come lei che ci incoraggiano a proseguire, anno dopo anno, nella nostra impresa».

Il calendario piemontese “La Memòria dël Temp” persegue la sua mission di rievocazione mediante le fotografie d’epoca con i loro commenti, accattivanti ma mai banali.

Si parla di Giacomo Dina (Torino, 1824-1879), giornalista di religione ebraica, filocavouriano, deputato punito dagli elettori torinesi nel 1878 per il suo appoggio  al trasferimento della Capitale a Firenze (“Neve in via Dina”), di Ceva e di Carlo Marenco, di Erminio Macario, della linea ferroviaria Torino-Chivasso, della statua del Duca Emanuele Filiberto d’Aosta, comandante della Terza Armata, inaugurata il 4 luglio 1937 sul retro di Palazzo Madama, del Monviso, della mitica 500, della Gelateria Alpina di Perosa Argentina, dello Stadio di corso Sebastopoli con i suoi molti nomi, del tepore della stalla, di pietre e legno, materiali di costruzione nelle Valli di Lanzo, e di una famiglia, proprietaria per quattro generazioni di un banco di pesce a Porta Palazzo.

In ogni pagina del calendario, oltre all’indicazione dei mesi, dei giorni della settimana, dei Santi scritte in lingua piemontese si trovano anche dodici curiosità e la spiegazione di un modo di dire piemontese: “Andé a la maròda”, “Lassesse pijé an brass”, “I soma bele panà”, “Cariesse ‘d bòsch verd”, “Andé a vëdde lë stat”, “Sté coma un rat ant na scudela”, “Andé con ël cula nt la farin-a”, “Piantin d’erba brusca”, “Esse un cotel con doi man-i”, “Và nen a graté ‘nté ch’a smangia nen”, “Esse content parèj ëd na ciola” e “Avèj ël gat an sël feu”.

Particolarmente intriganti le dodici curiosità: i retroscena del “Grido di dolore” di Vittorio Emanuele II; l’amante di Paolina Bonaparte, il pianista torinese Felice Blangini; Palidone da Moncalieri, cavaliere citato da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso fra i caduti di una incursione notturna nell’accampamento cristiano; il fantasma di Luigi Comollo, protagonista di una terrificante visione notturna del giovane Giovanni Bosco nella notte del 3-4 aprile 1839, nel seminario di Chieri; Louis Armstrong a Torino nel gennaio 1935 per esibirsi al Politeama Chiarella col nome di Luigi Fortebraccio; Stanlio e Ollio in una torrida Torino nel giugno 1950, col ricordo del doppiatore piemontese di Stan Laurel, Mauro Zambuto; le lettere sexy di Cavour, bruciate nel 1894 da Costantino Nigra; i genitori di Perosa Argentina del comico francese Fernandel; l’origine del motto “Avanti Savoia!”; l’albero gigantesco di castagno, di 500 anni, a Monteu Roero; il Sancarlone di Arona come ispiratore della Statua della Libertà di New York e, infine, l’inno di Luigi Rocca, in piemontese, dedicato a Pietro Micca, da cantare nel 1864 nel corso dell’inaugurazione al suo monumento, censurato dal Ministero della Guerra.

Alle pagine dei mesi si associano vari inserti: una foto della Chiesa del Regio Parco, le schede editoriali dei libri più recenti editi da Il Punto – Piemonte in Bancarella, in particolare “I Savoia” di Mauro Minola. Michele Bonavero narra le vicende de “La balena sull’Erba di Torino”: la carcassa spolpata di una gigantesca balena uccisa in Norvegia, il 6 giugno 1954, è stata esposta – approssimativamente imbalsamata - per iniziativa di Giuseppe Erba, di cui rimane l’omonimo teatro, dal 20 al 25 luglio 1954, in piazza della Cittadella a Torino. Era anche possibile entrare al suo interno. È poi ritornata, per essere esposta al Parco del Valentino, il 28 aprile 1970 e ancora nel 1972!

La pagina di chiusura ritrae la Mole Antonelliana, vista con una angolazione che prende d’infilata la via Montebello, non ancora asfaltata, con i portici di via Po sullo sfondo. È così esaltata la snellezza di quello che viene definito «folle emblema di una città i cui abitanti sono conosciuti e stimati per la pratica della prudenza, della sobrietà, per un sobrio e poco appariscente stile di vita».

Decisamente, anche per il 2020, il calendario piemontese “La Memòria dël Temp” offre interessanti annotazioni sulla storia del Piemonte!

 

La Memòria dël Temp 2020

Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella

Pag. 18 – Prezzo € 5,90 – in omaggio calendarietto tascabile

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