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Musica
Il repertorio sacro della Germania tra Seicento e Settecento
L’etichetta tedesca CPO arricchisce il suo catalogo con due invitanti novità dedicate alla produzione sacra di Johann Rosenmuller e Georg Philipp Telemann.
Articolo di Giovanni Tasso
Pubblicato in data 18/05/2021

Dopo aver pubblicato alla fine del 2017 uno splendido disco dedicato ai geistliche Konzerte di Johann Rosenmüller, la CPO presenta oggi un nuovo volume incentrato su opere di ampio respiro di questo geniale compositore, che seppe ben presto attirare l’attenzione dei suoi contemporanei con uno stile perfettamente bilanciato e un instancabile slancio creativo, sostenuto da una continua ricerca di spunti innovativi. Nel suo inimitabile stile, Rosenmüller seppe fare coesistere armoniosamente la ricchezza di sfumature e la nuova sensibilità tonale provenienti dall’Italia con i toni austeri della musica della Germania centrale.

 

Le oltre cento opere che ci sono pervenute di Rosenmüller – molte delle quali concepite per un organico molto ampio – tratteggiano l’immagine di un compositore che si impegnò al massimo per fondere nella maniera più perfetta possibile l’idioma italiano con lo stile della Germania centrale, un’impresa che aveva iniziato ad affrontare durante la sua permanenza a Lipsia e che gli avrebbe permesso di dare con contributo molto personale al genere del geistliche Konzert. Recensendo il primo volume di questa serie, il critico dell’autorevole sito klassik-heute.de ha scritto nel gennaio del 2018: «La musica parla per se stessa, grazie alla presenza di numerosi momenti veramente appassionanti.

 

Una scoperta di questo tipo non sarebbe stata sicuramente possibile senza un’interpretazione illuminante come quella dell’Ensemble 1684. I solisti sfoggiano una meravigliosa articolazione, che enfatizza al massimo grado i contenuti del testo, mentre i componenti dell’ensemble aggiungono un fitto dialogo strumentale, perfettamente bilanciato».

 

Il programma del secondo disco comprende invece una scelta di cinque cantate per Pasqua scelte tra le numerosissime – e in gran parte tuttora sconosciute – opere che Georg Philipp Telemann scrisse per questa festività nel corso dei quasi 60 anni che prestò servizio a Eisenach (1708-12), Francoforte sul Meno (1712-21) e Amburgo (1721-67). Quattro cantate furono composte negli anni Venti del XVIII secolo, un periodo in cui il quarantenne Telemann aveva da poco assunto l’impegnativo incarico di direttore musicale delle cinque chiese principali di Amburgo, ponendosi gli scopi di riorganizzare gli ensemble vocali e strumentali che eseguivano il repertorio liturgico nella potente città anseatica e di aggiornare il gusto musicale.

 

Più in particolare, le due opere tratte dal ciclo annuale di cantate prive di recitativi non prevedono l’impiego di ampi organici strumentali con legni e ottoni e di arie in cui i cantanti sono accompagnati da strumenti obbligati, ma pongono l’accento sui contenuti delle arie e sulle citazioni bibliche; in queste due opere l’importanza maggiore viene posta sul movimento d’apertura, che è sempre molto lungo e spesso elaborato con ricchissime architetture contrappuntistiche.

 

Nel suo insieme, questo ciclo annuale presenta un carattere intimo e sommesso, mentre la musica non cerca di fare colpo sull’ascoltatore con ricercati effetti tonali, ma piuttosto di affascinarlo per mezzo di raffinati dettagli concepiti per sottolineare l’essenza dei testi che intonano. Le cantate del secondo ciclo annuale di Lingen sono invece caratterizzate da una sequenza fissa di movimenti. Più in particolare, la sinfonia iniziale è seguita da un recitativo accompagnato dai toni molto solenni e poi da due duetti alternati da strofe affidate al coro. Sotto il profilo strutturale, i duetti sono concepiti nella forma dell’aria con il da capo, con un cantante che esegue la prima parte e l’altro che canta la seconda parte.

 

Davvero eccellente l’interpretazione dell’ensemble di strumenti originali Kolner Akademie, diretto con polso e molto buon gusto da un ispirato Michael Alexander Willens, uno dei maggiori specialità di questo repertorio.

 

JOHANN ROSENMULLER (1619-1684)

opere sacre

Ensemble 1684, Gregor Meyer, direttore

CPO555174 (CD alto prezzo)

Johann Rosenmüller (1619-1684): Magnificat anima mea Dominum; Der Name des Herren; Domine, probasti me; Ego te laudo; Sinfonia prima, Sinfonie e sonate da camera; Confitebor tibi, Domine; Welt, ade! ich bin dein müde; Nunc dimittis; Bleibe bei uns, denn es will Abend werden

 

GEORG PHILIPP TELEMANN (1681-1767)

cantate di pasqua

Johanna Winkel, Margot Oitzinger, Georg Poplutz, Peter Kooij, Kölner Akademie, Michael Alexander Willens, direttore

CPO555425 (CD alto prezzo)

Georg Philipp Telemann (1681-1767): Ich war tot, und siehe, ich bin lebendig TVWV 1:872; Triumph! Ihr Frommen freuet euch TVWV 1:1424; Er ist auferstanden TVWV 1:460; Brannte nicht unser Herz in uns TVWV 1:131; Verlass doch einst, o Mensch TVWV 1:1470

 

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