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Economia e finanza
Italia, il debito pubblico s’impenna a giugno e raggiunge un nuovo record negativo.
Meno Btp nei portafogli esteri, interrompendo un trend al rialzo
Articolo di Francesco Rossa
Pubblicato in data 17/08/2021

Il Covid è occasione per le amministrazioni pubbliche di spendere senza ritegno con l’erogazione di contributi a pioggia, quasi mai oculati e controllati. Ogni tanto qualcuno lancia l’allarme, perché alla fine del tunnel tutto ricadrà sulle tasche dei cittadini.

La notizia del giorno, peraltro poco evidenziata, ci dice che Il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 9,2 mld di euro a giugno rispetto al mese precedente, a 2.696,2 mld.

Secondo l’analisi del Codacons, pesa per 45.499 euro a cittadino e in un solo mese ha registrato un +359,5 euro a famiglia, contro +24,6% le entrate tributarie.

A maggio il controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuto da soggetti esteri è calato a 727,312 mld, interrompendo un trend di rialzo in corso da 4 mesi.

Banca d'Italia, nella pubblicazione statistica "Finanza pubblica: fabbisogno e debito", ha precisato che il fabbisogno (15 miliardi) e l'effetto di scarti e premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che hanno complessivamente aumentato il debito per 0,9 miliardi) hanno più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,8 miliardi, a 84,4).

Più in dettaglio, con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 9,3 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di quasi 0,2 miliardi. Quanto al debito degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato e la quota del debito detenuta da Banca d'Italia è stata pari al 23% (22,7% nel mese precedente) con la vita media residua del debito rimasta stabile a 7,5 anni.

Inoltre, sempre a giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 32,6 miliardi, in aumento del 24,6% (6,4 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2020. Un andamento, ha spiegato Banca d'Italia, che rifletterebbe anche lo slittamento di alcuni versamenti fiscali disposto con i decreti emergenziali approvati lo scorso anno. Invece, nel primo semestre di quest'anno le entrate tributarie sono state pari a 194,8 miliardi, in aumento del 14,7% (24,9 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Infine, a maggio il controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuto da soggetti esteri è calato, interrompendo un trend di rialzo in corso da quattro mesi. Secondo i dati del supplemento al bollettino "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" il valore di maggio è stato pari a 727,312 miliardi di euro dai 733,693 miliardi di aprile.

In base a calcoli Reuters sui dati di Via Nazionale, la quota dei titoli in mano ai non residenti sul totale in circolazione è risultata pari al 32,3% dal 32,7% di aprile. I dati includono i titoli di Stato detenuti da investitori domestici attraverso soggetti non residenti (come gestioni patrimoniali e fondi) e quelli in portafoglio direttamente all'eurosistema (non attraverso Bankitalia) e da banche centrali di altri Paesi. 

"Il debito pubblico dell'Italia pesa per ben 45.499 euro a cittadino residente, neonati inclusi, e in un solo mese ha registrato una crescita pari a +359,5 euro a famiglia", ha denunciato ieri il Codacons. "Il debito pubblico continua ad aumentare e rappresenta una zavorra pesantissima per il paese di cui faranno le spese le generazioni future", ha osservato il presidente, Carlo Rienzi.

E l'emergenza Covid, ha aggiunto, "allarga ancor di più la voragine, al punto che oggi su ogni singolo cittadino italiano, neonati compresi, il debito pesa per oltre 45mila euro. Una situazione insostenibile da affrontare e che peggiora di mese in mese: rispetto a maggio il debito pubblico è cresciuto, infatti, di 9,2 miliardi di euro, con un'incidenza pari a +359,5 euro per ogni singola famiglia italiana: un buco nero di cui non si vede purtroppo la fine", ha concluso Rienzi.

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