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Economia e finanza
Le inutili sanzioni alla Russia sono costate all’Italia 1,4 miliardi di euro nel settore Agroalimentare.
Promemoria per il Governo
Articolo di Francesco Rossa
Pubblicato in data 09/09/2021

Si è da pochi giorni concluso il Forum Ambrosetti a Cernobbio. Indubbiamente i grandi numeri dell’economia sono positivi, anche se alcuni settori di nicchia non stanno ridendo, anzi temono che il protrarsi di misure restrittive possano ancor più compromettere i risultati del 2021.

 

Tra i settori penalizzati ci sono le esportazioni agroalimentare con specifico riferimento all’embargo nei confronti della Russia.

 

Com’è ormai noto, negli ultimi sette anni le esportazioni agroalimentari italiane verso la Russia hanno registrato un calo di 1,4 miliardi di euro. Un colpo durissimo per il Made in Italy.

Tutto ebbe inizio con l’embargo deciso da Putin il 7 agosto 2014 come ritorsione alle sanzioni dell’Unione Europea. Il blocco tuttora colpisce una lista di prodotti europei: frutta e verdura, formaggi, pesce, carne e salumi, dunque anche Parmigiano Reggiano, Grana Padano, prosciutto di Parma e di San Daniele.


E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della visita a Roma del ministro degli esteri russo Sergey Lavrov.

 

La visita segue di poche settimane la decisione del Consiglio Ue di prorogare di ulteriori sei mesi, fino al 31 gennaio 2022, le sanzioni nei confronti di Mosca che, a sua volta, ha rinnovato l’embargo commerciale.


Al danno diretto delle mancate esportazioni si aggiunge – sottolinea la Coldiretti – la beffa della diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione come parmesan, mozzarella, robiola, scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia, ma anche salame Milano, parmesan e gorgonzola di produzione Svizzera e parmesan o reggianito di origine brasiliana o argentina.

 

Non abbiamo notizie di provvedimenti o ravvedimenti dalla parti del Governo. A difesa dei nostri produttori e della qualità dei nostri prodotti, sarebbe opportuno che almeno un ministro sentisse la impellente necessità di riportare con decisione il problema all’Unione Europea, considerato che nel frattempo molti cambiamenti sono avvenuti anche da quelle parti e, alla  faccia dei nostri principi, i falsari stanno facendo affari.

 

Il realismo politico è sempre stato un fattore positivo, nel rapporti politici anzitutto.

Quindi…

 

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