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Cronaca
Torino. Spiccate 11 misure cautelari per l’assalto all’Unione Industriale nei confronti di militanti Askatasuna e altri collettivi
Soddisfazione per il lavoro della scientifica e della Digos, ma per il segretario generale provinciale del SIAP occorre “chiudere Askatasuna”
Articolo di Francesco Rossa
Pubblicato in data 13/05/2022

La Digos di Torino ha dato esecuzione nella giornata di ieri, a undici misure cautelari, nei confronti di militanti del centro sociale Askatasuna e di altri collettivi, per l'assalto all'Unione Industriali del capoluogo piemontese dello scorso 18 febbraio in occasione di una manifestazione studentesca.

Tre le misure cautelari in carcere, quattro ai domiciliari e altrettanti gli obblighi di firma.

Lesioni aggravate, resistenza e violenza le accuse contestate.
Secondo gli investigatori della Digos di Torino, guidata dal dirigente Carlo Ambra, gli undici antagonisti colpiti da misure cautelari tentarono con bastoni, petardi e lancio di oggetti di fare irruzione nella sede dell'Unione industriali, in via Vela.

Dopo aver lanciato uova di vernice contro il palazzo, i manifestanti forzarono la porta d'ingresso per entrare negli uffici, ma le forze dell'ordine riuscirono a bloccare il tentativo. Nell'assalto, durante un corteo contro l'alternanza scuola-lavoro in seguito alla morte di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, rimasero feriti sei carabinieri e un funzionario della polizia.

In seguito all’operazione di polizia, il Segretario Generale Provinciale  del SIAP, Pietro Di Lorenzo, ci ha dichiarato:

“Siamo davvero soddisfatti, i numerosi provvedimenti a carico di appartenenti al circuito antagonista confermano, senza ombra di dubbio, la professionalità e capacità investigativa della Polizia Scientifica e Digos Torinese capaci di individuare responsabilità precise nelle violenze contro le forze di Polizia nell’assalto alla sede di Confindustria”.

“E’ un segnale importante, prosegue il segretario SIAP, che vengano individuati e perseguiti i violenti esponenti dei centri sociali che, oltre ad attentare direttamente alla vita delle donne e uomini in divisa – tra i molti colpiti in quell’occasione un funzionario di polizia fu ferito gravemente alla testa - mettono a ferro e fuoco la nostra città ed è l’ennesima dimostrazione di quanto sia urgente procedere senza se e senza ma a chiudere covi come quello di Askatasuna”.

“Immagini e video chiarissimi nella loro durezza, testimoniano come a guidare gli studenti in protesta ci siano stati, come sempre, i professionisti del disordine dei centri sociali non dimenticando come, invece, in quei giorni, la politica ipocrita avesse scaricato sulla polizia in piazza la responsabilità di quanto accaduto le settimane precedenti in altre manifestazioni.” Conclude Di Lorenzo.

 

 

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