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Cronaca
Quando Adriano Celentano anticipò l’avvento del riscaldamento globale
A confronto la preveggenza storica di un artista di periferia e la presunzione di scienziati storiografi
Articolo di Carlo Mariano Sartoris
Pubblicato in data 14/06/2022

Pessime notizie dalla meteorologia. In questi giorni di caldo africano, Caronte è tornato più demonio che mai. Temperature previste oltre i 40° per tutta l’estate. Il Piemonte al forno non è che una parte del pianeta Terra chiuso nella morsa del riscaldamento globale e per chi ha iniziato a studiare queste cose tanti anni fa, è una grande sofferenza ascoltare voci teoricamente autorevoli che da tempo attribuiscono il fenomeno a un’attività esclusivamente antropica.

Sappiamo che, dai roghi dell’Amazzonia alle isole di plastica grandi come il Canada che sguazzano nel Nord Pacifico, l’attività umana ha la coscienza sporca e l’inclinazione dell’asse terrestre non c’entra niente.

In Europa la massiccia urbanizzazione delle coste sul Mediterraneo e quasi per intero nella fascia Pedemontana, hanno parecchie colpe nell’aumento del microclima, poiché c’è un’immensa differenza tra l’inerzia termica di un bosco o di un prato, rispetto a una ininterrotta metropoli di… “case su case, catrame e cemento”.

Lo aveva capito bene Adriano Celentano nel 1966 con quel brano degno di un chiaroveggente che ci aveva messo in guardia cantando. Molti di noi, ragazzi di periferia lo avevamo adottato subito. Gli amministratori, la mafia dei terreni edificabili e tutti gli incontentabili corrotti che ci hanno portato fin qui, hanno invece tramato in direzione contraria, per interessi, ignoranza o consapevole crudeltà.

Cos’altro raccontare di non detto già su queste pagine in più occasioni, a proposito dell’inferno che sta arrostendo il mondo e su tutto quello che si poteva fare? Spiegare con dovizia è servito a poco. Forse richiamare l’immortale brano dell’Adriano nazionale, potrà almeno riallineare qualche coscienza che si è dispersa con l’andar del tempo. Buona lettura per chi non conosce il pezzo. Per gli altri verrà normale canticchiarla con non poco rimpianto.

 

Il ragazzo della via Gluk

(strada di Milano, non lontana dalla stazione centrale, oggi abitata per lo più da arabi e cinesi)

Questa è la storia
Di uno di noi
Anche lui nato per caso in via Gluck
In una casa, fuori città
Gente tranquilla, che lavorava
Là dove c'era l'erba ora c'è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà

Questo ragazzo della via Gluck
Si divertiva a giocare con me
Ma un giorno disse
Vado in città
E lo diceva mentre piangeva
Io gli domando amico
Non sei contento
Vai finalmente a stare in città
Là troverai le cose che non hai avuto qui
Potrai lavarti in casa senza andar
Giù nel cortile

Mio caro amico, disse
Qui sono nato
In questa strada
Ora lascio il mio cuore
Ma come fai a non capire
È una fortuna, per voi che restate
A piedi nudi a giocare nei prati
Mentre là in centro io respiro il cemento
Ma verrà un giorno che ritornerò
Ancora qui
E sentirò l'amico treno
Che fischia così
"Uah, uah"

Passano gli anni
Ma otto son lunghi
Però quel ragazzo ne ha fatta di strada
Ma non si scorda la sua prima casa
Ora coi soldi lui può comperarla
Torna e non trova gli amici che aveva
Solo case su case
Catrame e cemento

Là dove c'era l'erba ora c'è
Una città, ah
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà, ah

Non so, non so
Perché continuano
A costruire, le case
E non lasciano l'erba
Non lasciano l'erba
Non lasciano l'erba
Non lasciano l'erba

Eh no
Se andiamo avanti così, chissà
Come si farà
Chissà
Chissà
Come si farà…

Prima e più iconica canzone ambientalista di Adriano Celentano, presentata a Sanremo in tempi non sospetti da un artista che in molti altri testi ha affrontato il tema dell’inquinamento con disarmante semplicità. Forse se la corsa allo sviluppo liberista e consumistico fosse avvenuta in modo più consapevole, si poteva fare e questo testo lo sa.

Condividerla con amici e parenti, e cantarla ai nostri figli è un dovere verso un messaggio che c’è stato consegnato affinché rimanga almeno nella memoria.

 

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