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Economia e finanza
Lo Stato lucra sui farmaci. Gli italiani faticano a comprare le medicine
Inchiesta sul caro I.V.A. applicato ai farmaci.
Articolo di Andrea Elia Rovera
Pubblicato in data 24/08/2022

Il 25 settembre prossimo dovremo votare per rinnovare il Parlamento ed il Governo del nostro Paese.

Le liste in corsa sono molteplici e, tra loro, ci sono tutti quei partiti che hanno sostenuto il Governo Draghi ed i suoi provvedimenti non voluti e non decisi dal Popolo sovrano.

In questi giorni abbiamo voluto occuparci della crisi economica che sta colpendo le famiglie italiane. Non si parla solo dell’aumento delle bollette di luce e gas (di cui ci siamo già ampiamente occupati qua) ma del vergognoso costo dei farmaci che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire a quei pazienti che hanno una regolare esenzione dal pagamento del ticket sanitario per via di una patologia cronica.

In Italia vi sono moltissimi cittadini, diverse decine di migliaia, che soffrono di patologie tiroidee, che devono dipendere quotidianamente e per tutta la loro vita terrena da una pastiglietta contenente Levotiroxina sodica per sopperire alla mancata produzione dell’ormone tiroideo da parte della ghiandola stessa.

Bene, anzi male. Questi cittadini, nonostante una regolare esenzione per patologia rilasciata dalle ASL – dietro richiesta esplicita di un medico chirurgo specialista in Endocrinologia – devono pagare una franchigia che è quasi pari al 30% della scatola del farmaco.

Ma non basta. La Levotiroxina sodica – e basta guardare lo scontrino rilasciato dalle farmacie – viene tassata dallo Stato con un 10% di I.V.A.

Questa è una vergogna visto e considerato che la Levotiroxina sodica è un farmaco che può salvare una vita e che viene monitorato mediante esami ematochimici con cadenza periodica e valutazione dello specialista in Endocrinologia.

Se si va a fare un giro sul sito dell’Agenzia delle Entrate si vede che “In Italia l’aliquota ordinaria Iva è del 22%. Sono previste, inoltre, delle aliquote ridotte per specifici beni e servizi: 4%, per esempio per alimentari, bevande, e prodotti agricoli; 5%, per esempio per alcuni alimenti; 10%, per esempio per la fornitura di energia elettrica e del gas per usi domestici, i medicinali, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio per specifici beni e servizi”.

Per lo Stato e per l’Agenzia delle Entrate un farmaco salvavita è equiparabile, a livello di aliquota I.V.A., ai “Biscotti con gocce di cioccolato senza latte e uova”. Per lo Stato un farmaco per salvare una vita equivale ad un pacchetto di dolciumi per vegani!

Quel che è grave è che questo sistema di ripartizione delle aliquote I.V.A. è stato accettato e non modificato da Mario Draghi e i suoi sodali.

Per il “governo dei migliori” la priorità è stata quella di obbligare – pena la sospensione della retribuzione – i lavoratori a farsi inoculare un farmaco non ancora del tutto sperimentato. Per Draghi e i suoi ministri la priorità è stata quella di inviare denaro ed armi all’Ucraina per combattere una guerra contro la Federazione Russa, preziosa risorsa economica per l’Italia, in virtù di una sudditanza immotivata agli Stati Uniti d’America. Per l’Esecutivo Italiano la priorità è stata quella di creare “immense cattedrali nel deserto” – costate un sacco di soldi – per fare le vaccinazioni contro il Covid-19.

Il “governo dei migliori” si appresta ad abbandonare Palazzo Chigi per far posto a chi, democraticamente, verrà scelto dagli italiani ma intanto fa finta che i problemi reali di famiglie e consumatori non esistano.

Tutto questo avviene sotto lo sguardo vigile e attento del Capo dello Stato Sergio Mattarella che, dalla sua fortezza dorata del Quirinale, non si rende conto di ciò che il Popolo che egli dovrebbe rappresentare sta passando.

Sicuramente torneremo ad occuparci del “caro scontrini” perché crediamo fermamente che compito del cronista sia raccontare la verità sempre e comunque, anche a costo di essere impopolari.

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