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Economia e finanza
La campagna sarà il futuro dei giovani italiani
Considerazioni socio-economiche a margine del report "La dinamica dell'occupazione giovanile" di Coldiretti.
Articolo di Andrea Elia Rovera
Pubblicato in data 25/09/2022

Da anni il mainstream dell’informazione ci ha abituati a pensare che i giovani italiani non abbiano voglia di lavorare nelle campagne. Questo, a detta dei malpensanti, per incentivare l’assunzione e l’impiego di manodopera a basso costo di immigrati (per lo più irregolari).

Coldiretti Cuneo”, la più grande associazione di categoria presente sul territorio della Granda, in un report dal titolo “La dinamica dell’occupazione giovanile” fa sapere che non è così e che, specialmente nel trimestre aprile-giugno 2022, 19mila giovani sotto i 34 anni hanno trovato occupazione presso le aziende agricole del Paese e che il numero dei Giovani Imprenditori Agricoli è aumentato dell’8%.

Marco Bernardi, Delegato Giovani Impresa di “Coldiretti Cuneo”, a margine di una conferenza stampa fa sapere che “la pandemia ha accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo”.

Parole degne di attenzione in un periodo nel quale non si fa altro che parlare di crisi economica, energetica e occupazionale. Il ritorno alla campagna, in una regione come il Piemonte, non solo indica un segnale positivo di crescita, ma porta nella comunità giovanile la speranza di poter avere paga e contributi senza dover abbandonare la terra natia.

Proprio per questo Bernardi prosegue dicendo che “occorre ora sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagna, abbattendo gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono”.

Ancora una volta il dramma del mondo imprenditoriale si trova a dover fare i conti con la burocrazia che strozza letteralmente il sogno di chiunque vuol dare avvio ad un’attività produttiva.

A sostenere questo trend positivo ed incoraggiante è intervenuto anche Enrico Nada, Presidente di “Coldiretti Cuneo” che ha dichiarato: “Nonostante le criticità legate alla pandemia e ora alla guerra con il mercato completamente sconvolto, le nostre imprese non si sono mai fermate e l’agricoltura cuneese ha bisogno di nuova linfa che proprio le giovani generazioni sanno portare grazie a idee fresche che nascono da esigenze e sperimentazioni, ma che sanno poi concretizzarsi in vere progettualità, come quelle che ogni anno presentiamo anche attraverso il concorso ‘Oscar Green’”.

La fiducia che l’attuale classe dirigente del mondo agricolo ripone nei giovani è sintomo di grande maturità e grande attaccamento a quello che è il mondo produttivo più antico e diffuso del nostro Paese.

A conclusione è intervenuto Fabiano Porcu, Direttore di “Coldiretti Cuneo”, che, analizzando la situazione economica delle imprese del territorio, ha chiosato: “in un periodo in cui l’economia soffre, è grave e inaccettabile ostacolare le progettualità economiche di coloro che hanno scelto l’Italia quale luogo per realizzare le proprie idee imprenditoriali, impedendo lo sviluppo degli impatti sociali che ne derivano, in primis i posti di lavoro”.

Considerazioni, queste, che richiamano il mondo politico a smettere di ostacolare e burocratizzare tutto e ad investire, invece, in alleggerimenti normativi e finanziamenti alle nuove idee imprenditoriali.

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