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Cultura
Michela Murgia contro Forze Armate e Famiglia
La RAI caccia Montesano per la maglia della "X MAS" ma invita Michela Murgia a parlare di gender e tematiche LGBT.
Articolo di Andrea Elia Rovera
Pubblicato in data 19/11/2022

In queste settimane molti luoghi della cultura stanno invitando Michela Murgia per presentare il suo libro “God save the Queer – Catechismo femminista” edito da Einaudi nella collana “Stile Libero”.

Parliamo della questione non per fare un elogio del libro ma per dar voce a quanti si sono indignati per le esternazioni fatte dalla signora Murgia.

La scrittrice sarda asserisce che “quando parliamo di religione oggi occorre fare i conti con la domanda: ‘cosa vuol dire essere cristiani oggi in Italia?’. La risposta può contenere anche il capo di un partito che agita un rosario e fa un comizio con dietro l’immagine della Madonna, o vedere un cardinale in prima fila a una manifestazione delle Forze Armate. Può voler dire vedere commistioni tra simbologia religiosa e anche spirituale, che dovrebbe essere intima, e situazioni che riguardano l’autorappresentazione di un Paese intero”.

Alla signora Murgia, che probabilmente parla senza sapere le cose, va fatto presente che la Chiesa Cattolica partecipa alle iniziative delle Forze Armate in quanto ha un rapporto sincero di assistenza spirituale concordato con il Ministero della Difesa ed ha creato una Diocesi denominata “Ordinariato Militare per l’Italia”.

Alla prolifica scrittrice va detto che l’Ordinariato Militare per l’Italia ha un seminario diocesano che si chiama “Scuola Allievi Cappellani Militari” dal quale escono sacerdoti con il grado di Cappellano Militare Addetto, equivalente al grado di Tenente.

L’Arcivescovo militare italiano ha il grado di Ordinario Militare, equivalente al grado di Generale di Corpo d’Armata, lo stesso del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, per intenderci.

Il fatto che Michela Murgia si permetta di indignarsi per la presenza di un prelato ad una cerimonia delle Forze Armate, dunque, sottolinea la poca conoscenza dell’ordinamento giuridico delle Forze Armate italiane. Soprattutto ci si chiede che cosa ci sia di male nel vedere un prete vicino a chi serve Dio, la Patria e le libere istituzioni.

Probabilmente alla femminista sarda piacerebbe di più vedere un sacerdote ad un Gay Pride o ad un evento organizzato dalla Lobby LGBT visto che, in una recente intervista rilasciata a Eugenia Nicolosi, la Murgia ha detto: “Nel Vangelo ci sono gli strumenti per riconciliarsi con Cristo anche senza la mediazione della Chiesa. In particolare, chi vive una dimensione queer ed è credente, ha bisogno di sentirsi dire che non è l’anomalia del sistema”.

Insomma, Michela Murgia usa la sua arte oratoria per veicolare messaggi gender e per sostenere che la famiglia tradizionale non esiste e, anche esistesse, non sarebbe quella di Gesù.

Nella medesima intervista, infatti, la scrittrice dichiara: “E’ diventato quasi noioso ripetere ancora che Maria e Giuseppe sono la cosa più lontana che esiste dalla famiglia tradizionale: una madre single e un padre putativo crescono un figlio che ci tiene molto a specificare che suo padre sta nei cieli e che sua madre e i suoi fratelli non vengono dal sangue, ma da chiunque faccia la volontà di Dio. Direi che chi cerca in Gesù o nella famiglia di Nazareth le conferme del mito della famiglia tradizionale si appoggia molto male”.

Michela Murgia offende quei cattolici osservanti che credono in dottrine sancite dalla loro fede e lo fa con l’appoggio di tutta la sinistra ateista, agnostica e “mangia preti”.

Il fatto che una trasmissione seria e ben fatta come “Quante Storie”, in onda ogni giorno su Rai3, magistralmente condotta dal giornalista Giorgio Zanchini, abbia invitato Michela Murgia a parlare del suo “God save the Queer” è altamente disdicevole.

Nei giorni scorsi, in fondo, la stessa Rai ha estromesso Enrico Montesano dalla trasmissione “Ballando con le stelle” per aver indossato una maglietta della “X MAS”, flottiglia pluridecorata (37 medaglie al Valor Militare) delle Forze Armate italiane.

Secondo i vertici di Viale Mazzini, infatti, detta maglia avrebbe offeso migliaia di partigiani e di italiani che hanno subito danni e perdite durante la 2 Guerra Mondiale.

Michela Murgia, con le sue esternazioni sulla Sacra Famiglia di Nazareth, invece, ha offeso milioni di credenti. Cosa pensa di fare “mamma Rai”?

Seguiremo la questione e vi terremo informati.

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