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Politica Nazionale
Immigrazione. "L'Italia non ha lezioni da imparare da altri".
Parole nette del Ministro Piantedosi sul tema dell'immigrazione e dello scafismo del mare.
Articolo di Andrea Elia Rovera
Pubblicato in data 25/11/2022

L’Italia in queste settimane è finita nel mirino di molti paesi membri dell’UE per le sue posizioni non allineate a quelle delle ONG e dei pro-immigrazionisti.

La Francia ha osato accusare l’Italia di inumanità e pensava che il nostro Governo avrebbe taciuto senza reagire. Pessima intuizione.

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, uomo ponderato ma molto schietto, prendendo parte alla riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltosi presso la Prefettura di Napoli, ha detto chiaramente che “l’Italia non ha lezioni da imparare da altri” in quanto “ha già delle esperienze che vanno messe a sistema e rese funzionali, che siano da contraltare alle azioni di fermezza”.

Parole pronunciate da un ex-prefetto che conosce bene sia l’ordine pubblico che la sicurezza nazionale. L’immigrazione, in fondo, non è nota per portare ricchezza e prosperità e basta semplicemente guardare le nostre città.

Nelle maggiori città del Paese vi sono interi quartieri, spesso nel centro storico o nelle zone di maggior interesse turistico, che sono diventati dei bivacchi a cielo aperto. Il degrado che ammorba queste zone è proverbiale e negarne l’entità è semplicemente menzognero.

Il ministro Piantedosi, rivolgendosi alla stampa presente, ha dichiarato: “Siamo fortemente convinti che ogni azione di fermezza per respingere i traffici illegali, soprattutto, nel Mediterraneo dovrà essere compensata con fenomeni di più lunga durata, strutturali, che prevedano flussi di ingresso legali e corridoi umanitari”.

Con queste parole si sfata il mito secondo cui il Governo Meloni sarebbe razzista.

Palazzo Chigi non vuole impedire l’ingresso di tutti gli stranieri che bussano alla porta dell’Italia ma vuole far entrare solo persone oneste, pulite e per bene che desiderano sbarcare nel nostro Paese con il desiderio di lavorare, specializzarsi e portare arricchimento alla nostra economia. Ragionamento più che lecito.

Un passaggio fondamentale quello in cui Matteo Piantedosi elogia il lavoro portato avanti dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. Nella bellissima provincia siciliana, infatti, nei giorni scorsi è stato portato a compimento un blitz straordinario denominato “Mare Aperto”.

Con questa intensa attività d’indagine della Procura di Caltanissetta, dice il ministro, si è “svelato cosa ruota attorno al traffico di uomini che avviene nel Mediterraneo, che non riguarda le ONG. Il sogno migratorio dei giovani provenienti dall’Africa lo dobbiamo gestire noi e i Paesi da cui provengono, non certo i trafficanti”.

Per capire meglio la questione pensiamo sia doveroso lasciar spazio al dottor Emanuele Ricifari, Questore di Caltanissetta, che, il 17 novembre scorso, rivolgendosi agli organi di stampa, ha detto: “Siamo soddisfatti del risultato colto oggi con il sostegno e la guida della Procura distrettuale nissena. E’ stato un lavoro investigativo complesso e molto impegnativo che ci ha portato su diverse province e a tutte le ore. Per la Polizia è un risultato di grande valore che dimostra che il tema merita grande attenzione, scevra da posizioni preconcette e ideologiche. Infatti in questo caso era una impresa criminale privata italo-tunisina che usava natanti d’altura e che reinvestiva parte degli utili nel lucroso affare illegale”.

Non si può non essere grati alla Questura di Caltanissetta per l’ottima operazione portata a compimento e, parimenti, non si può ignorare il fatto che il Questore Ricifari non è nuovo a brillanti risultati di questo tipo.

Quando era alla guida della Questura di Cuneo, infatti, si era occupato della questione dei migranti che bivaccavano, si ubriacavano e spacciavano sostanze stupefacenti nella famigerata zona denominata “Movicentro”.

Purtroppo nel 2020, l’allora Ministro dell’Interno del Governo Conte Luciana Lamorgese decise di spostare il Questore Ricifari da Cuneo a Caltanissetta. Se così non fosse stato, probabilmente, oggi il “Movicentro” non sarebbe la zona di alto degrado e forte criminalità che conosciamo tutti tristemente.

Certamente torneremo a trattare il tema migratorio, il tema della criminalità organizzata legata al traffico di esseri umani ed il tema della presenza dello Stato dinanzi a simili fenomeni deviati.

Per il momento ci congratuliamo con il Viminale per l’ottima piega che sta prendendo il Ministero dell’Interno.

#Governo Meloni
#immigrazione
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