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Cronaca Internazionale
Tetto al prezzo del gas in UE a misura di speculatore
A misura di speculatori piuttosto che a tutela di imprese e famiglie
Articolo di Massimo Calleri
Pubblicato in data 26/11/2022

Senza l’Europa unita e coesa non si va da nessuna parte, ma la principale causa di tanto euroscetticismo è da ricercarsi proprio nella stessa Unione Europea che troppo spesso sembra proprio non azzeccarne una.

E’ il caso della tanto attesa proposta di tetto al prezzo del gas, aumentato a causa della guerra in Ucraina ma , soprattutto, a causa delle speculazioni senza scrupoli.

A proposte di contenimento del prezzo de gas si è sempre opposta la piccola , ma influente, Olanda che ospita il principale mercato mondiale per la negoziazione del gas.

Arriva finalmente la proposta di tetto al prezzo del gas e sembra tanto fatta a misura di speculatori piuttosto che a tutela di imprese e famiglie.

E’ Alberto Orioli, del giornale di Confindustria, a parlare chiaramente di presa in giro.

Secondo Orioli sul tavolo c’erano due direttrici, noi e i trader, quelli che comprano il gas sulla carta, come un’azione, un investimento che poi rivendi. Grossolanamente detto in soldoni.

L’UE ha virato decisamente nella direzione dei trader,  “Il tetto dovrebbe scattare se per due settimane consecutive i future del gas arrivano a 275 euro al megawattora o se il gas naturale per dieci giorni supera di 58 euro il prezzo del gas liquido così come definito in un basket di listini sul mercato. Non è un caso se le quotazioni al Ttf di Amsterdam si sono portate subito in rialzo intorno ai 140 euro”.

Non dimentichiamo che prima della guerra in Ucraina il prezzo del gas si aggirava attorno ai 40 euro al megawattora.

Viene quindi dato ampio margine alla speculazione internazionale prima di intervenire con una specie di calmieramento del prezzo del gas.

Tanto più abbiamo bisogno di una UE forte e presente sullo scacchiere internazionale tanto più i signori di Bruxelles paiono mettercela tutta per farsi screditare agli occhi dei cittadini, non certo a quelli dei grandi gruppi finanziari.

 

Luigi Cabrino

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