L'ignoranza laicista distrugge il Natale

Presepe vietato a scuola: che danno arrecano le statuine?

Ogni anno che passa nasconde sempre più la tradizione occidentale di festeggiare il Natale ed estromette il presepe dalla vita di tanti cittadini europei. In Italia, Paese vittima del terrore di essere tacciati di razzismo, l’effetto dell’ignoranza laicista si fa vedere con maggior forza, grazie anche alle dichiarazioni scellerate di esponenti di spicco degli ultimi due governi, come l’ex ministro Kyenge e l’attuale Presidente della Camera Boldrini.

Negli anni si è silenziosamente eliminato il Crocifisso dalle aule scolastiche, la cui presenza è prevista per legge all’interno di scuole e tribunali, e sempre più di frequente comincia a mancare il presepe in ricordo della natività del Signore. Il caso in questi giorni è stato sollevato dal Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha portato insieme a Roberto Calderoli e a Paolo Grimoldi un presepe in dono ai bambini della scuola elementare De Amicis di Celadina, un paese in provincia di Bergamo. In questo istituto il preside aveva vietato il simbolo cristiano affermando che “la scuola pubblica è di tutti e non vanno create occasioni di discriminazione. Qualcuno potrebbe subire ciò che non gli appartiene”, riflessione interessante soprattutto per l’utilizzo della parola “subire”, infatti è risaputo che le statuine del bue e dell’asinello lanciano onde energetiche di conversione sugli infedeli…

Analoga situazione si è verificata più vicino a noi, nella scuola elementare Anna Frank di Leinì, dove il dirigente scolastico ha vietato il simbolo cristiano per gli stessi motivi, aggiungendo che “il divieto è emanato per tutelare la sicurezza dei bambini di altre culture”. Fino all’anno precedente si era sempre allestito un piccolo presepe senza che i bambini si scontrassero a colpi di pistole ad acqua o lanciandosi i giocattoli divisi tra cristiani e non cristiani, di quale problema di sicurezza starà parlando? In questo caso i militanti della Lega Nord del Canavese hanno chiesto al sindaco una presa di posizione e hanno fatto sapere che in caso contrario organizzeranno una manifestazione in difesa delle identità occidentali.

In difesa del simbolo natalizio si schiera gran parte della politica italiana, come Forza Italia con Carlo Giovanardi, il Partito Democratico con Edoardo Patriarca che ha affermato che “essere multiculturalisti non vuol dire negare le nostre radici” e anche il Partito Socialista con Pia Locatelli.

Naturalmente non si è schierata solo la politica ma anche il mondo del giornalismo dove emerge più che mai la pochezza di giornalisti di sinistra che nascondono il loro odio verso la religione cristiana dietro alla favoletta del “gli altri si sentono discriminati”. Come il blogger Antonio Sicilia, che dalle pagine de “L’Huffington Post” accusa la Lega di fare del cattolicesimo part-time. Meglio difendere le radici e le origini del mondo occidentale ed essere accusati di essere dei cattolici part-time oppure fare il paladino di tutte le religioni tranne quella cristiana full-time?

Questo blogger, così come tutti gli altri che sostengono che gli studenti non cristiani si sentono discriminati, sono mai entrati a scuola per chiedere se è davvero così? Se davvero i bambini musulmani sono intimoriti da una grotta di cartapesta e da alcune statuette di plastica? Chi ne risente davvero sono i bambini italiani, ovvero la maggior parte degli studenti delle scuole, che sono stati privati di un emblema di gioia, speranza e fratellanza da persone ignoranti che scelgono di eliminare le nostre radici e con esse la nostra identità cristiana che non reca alcun danno ai bambini di altre religioni. Meditate gente, e buon Santo Natale.

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Articolo pubblicato il 17/12/2014