Ed quarto scudetto consecutivo

Con quattro giornate di anticipo, i bianconeri portano a casa il loro quarto scudetto consecutivo

Con la vittoria contro la Sampdoria, gli uomini di Allegri conquistano il loro trentunesimo scudetto, senza lasciare dubbi sulla superiorità rispetto ai rivali di campionato tanto è ampio il vantaggio di punti dalla seconda in classifica.

A inizio stagione molto si era detto sulla capacità di diversi giocatori, tra cui Pirlo e Vidal, di riuscire nell'impresa di avere quegli stimoli necessari a vincere nuovamente lo scudetto e stesso discorso si era detto sul valore di quell'allenatore giunto all'ultimo momento dopo il forfait di Antonio Conte.

Allegri era sembrato non piacere molto al popolo juventivo, forsanche per i suoi trascorsi come allenatore del Milan, ma alla fine Allegri è riuscito a non far deludere i tifosi sin dalle prime gare e oggi potrebbe addirittura fare più del suo precedessore, dal momento che la Juventus è riuscita ad approdare dopo molti anni alle semifinali di Champions League.

La Juventus di Massimiliano Allegri non è cambiata molto da quella di Antonio Conte, anche se i bianconeri degli scorsi anni giocavano con maggiore fisicità, pressing asfissiante, mentre la Juventus del livornese è più tattica, più quadrata e ha trovato in un paio di giocatori come Morata e Pogba le nuove leve del futuro bianconero.

Della Juventus di questa stagione, si può senz'altro segnalare la bravura tecnica di Tevez, giocatore stranamente lasciato a casa dalla Nazionale Argentina nei Campionati del Mondo, un Tevez che nonostante l'età pare avere risorse inesauribili, fantasista della nuova generazione di numeri dieci, tecnicamente eccezionale per rimanere dietro alle punte, ma capace di incursioni in area tanto da farlo diventare capocannoniere della serie A.

Poi da non dimenticare è stata la crescita di Pogba, un giocatore ormai imprescindibile per le sue qualità da centrocampista che non hanno altri giocatori juventini: tecnica, tiro, visione di gioco, velocità, potenza, e chissà che non possa essere lui a prendere il posto di Pirlo.

Anche quest'anno la gestione Marotta ha operato acquisti degni di nota, come Morata sottocosto arrivato dal Real Madrid, con la sua tecnica, velocità e soprattutto età che lo proietta nel futuro attaacco bianconero; Pereyra un nuovo Vidal che sa fare il centrocampista ma anche il trequartista aggiunto; Sturaro, arrivato nel calcio mercato di gennaio ma subito inseritosi bene nella squadra; Evra un "nonnetto" ancora rapido che sulla fascia destra non è stato all'altezza di Lichsteiner (ma chi potrebbe esserlo?) ma che ha sostituito degnamente un Azamoah che si è visto poco anche a causa di problemi fisici.

Alla Juventus ora non resta che dedicarsi anima e corpo alla Champions League, dove questo martedì dovrà incontrare il Real del giocatore più forte al mondo, Cristiano Ronaldo, e che in più avrà da disputare la finale di Coppa Italia con la Lazio, potendo, dunque, puntare laddove neanche Antonio Conte era riuscito ad arrivare: d'altronde quando si parla di Juventus, non è solo l'allenatore a far la differenza, ma un'intera società che dai giocatori sino a Marotta può cambiare qualche uomo, ma non la mentalità per vincere.










Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 03/05/2015