Renzi a New York per la finale Vinci – Pennetta

Sabato 12 settembre 2015. Storica giornata per il tennis italiano. Uno spot mediatico dal richiamo irresistibile

Chissà se all'inizio della loro carriera agonistica Flavia Pennetta e Roberta Vinci avrebbero mai pensato di giocarsi una finale del Grande Slam, probabilmente si, la vittoria è il sogno di ogni sportivo, ma è lecito pensare che le due ragazze pugliesi, amiche da sempre, avrebbero immaginato di poterlo realizzare prima di una pur giovane "certa età".

Ha vinto Flavia Pennetta dopo una partita giocata sul filo dell'emozione. Bello l'abbraccio finale, sorprendente l'annuncio di fine della carriera agonistica da parte della vincitrice. Un addio da campioni con un bell'assegno in tasca da oltre $ 3 milioni e una coppa da incorniciare, perché vincere a Flushing Meadows per una tennista vale quanto un campionato del mondo in altri sport.

Questo un lesto resoconto di una memorabile vittoria per i colori italiani. Ed è qui che il discorso si sposta sulle inquadrature dedicate ai vip che, dagli spalti gremiti di appassionati, hanno assistito al memorabile incontro.

Come è d'abitudine americana, l'appuntamento newyorkese è stato seguito da molte star del cinema, dello sport e della politica. Volti abbonati a questi rendez-vous. Tutti più uno, sorprendente new entry.

Chi ha seguito l'incontro in diretta su Deejay TV, come ho avuto la fortuna di fare, non so se ad un certo punto ha provato il mio medesimo sentimento di imbarazzata sorpresa di fronte a un volto noto. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, prendendo la palla al balzo, mollati gli impegni bicamerali, era volato in tutta fretta da Roma e faceva bella mostra di sé, vispo e gagliardo nella sua giacchetta d'ordinanza. Era certo della vittoria e dell'inno di Mameli.

In quel momento, uno spiritello satirico mi ha sussurrato da dentro: è davvero un uomo che sa bene quando è ora di salire sul cavallo vincente! Di come scommettere sul sicuro.

Ha avuto ragione lui, l'Italiana ha vinto, e forse non era poi così importante quale sarebbe stata tra le due atlete: bandiera fu, e inni di gloria comunque.

Ogni volta che il cameramen inquadrava il nostro uomo di Stato, restituendolo in mondovisione, io, disonesto, irriducibile polemico e misero schiavo di una natura sarcastica, mi sono chiesto se il Matteo nazionale avrebbe trasvolato l’Atlantico anche per un risultato meno scontato. In fondo lo sport è ancora più coinvolgente quando l'incertezza non garantisce il risultato e la bandiera.

Forse è un pensiero maligno, magari sarò smentito alla prossima occasione. Comunque sia, chissà perché, ma il buon Matteo mi è sembrato quasi a disagio in quel tempio dello sport. Si allacciava la giacca, faceva finta di non vedere che era inquadrato e sorrideva come dal fotografo, senza guardare in basso, verso il campo e la partita.

Piccole opinioni di ben poca importanza, istintive sensazioni a lato di un incontro di tennis che passerà comunque alla storia per ben altri contenuti. Chiedo perdono per l'ironia da bar, ma mi consola non essere l'unica penna ad aver graffiato un po' sull'argomento.

Mentre siamo in tema di sport, mi piace ricordare che, contemporaneamente, le nostre atlete impegnate ai Mondiali di ginnastica ritmica a Stoccarda, hanno vinto l’oro nella specialità 5 nastri a squadre.

L'Italia ringrazia il mondo delle donne che faticano tanto per mettersi in gioco, anche da qui.

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Articolo pubblicato il 14/09/2015