Malvagie al potere #6: Isabeau di Baviera, la regina che tradì la sua patria

La maggior parte dei francesi la condanna: da alcuni tacciata di aver venduto il paese agli inglesi e di essere stata donna frivola; da altri è considerata solo una donna fragile in balia degli eventi e di uomini spietati, chi era realmente questa donna?

Isabeau di Baviera (1371-1435) diventa regina un po' per caso, unendosi a un ragazzo che doveva a tutti i costi sposare una tedesca, per ragioni politiche e strategiche. Con trattative comunque lunghe e complicate si giunse a un accordo: un incontro casuale in cui il ragazzo potrà scrutare Isabeau, senza che lei ne sapesse qualcosa.

 

La quattordicenne fa breccia nel cuore di Carlo VI e le nozze vengono celebrate il 17 luglio 1385: Carlo è talmente innamorato che rifiuta la dote e dona anzi alla sua sposa una corona di enorme valore. Ovviamente Carlo avrà, senza scandalo alcuno, delle amanti sicché era una consuetudine per i re dell'epoca.

 

La Francia è vestita d'apparente tranquillità data dalla sospensione della guerra con l'Inghilterra, ma in diverse città del regno si scatenano rivolte piuttosto gravi. La coppia reale non curante di questo, sguazza nello sfarzo delle loro sontuose dimore, dei loro immensi giardini e molti animali che Isabeau adora, tanto quanto i costosi gioielli, gli abiti raffinati e le acconciature stravaganti. Un re che governa secondo i costumi dell'epoca, una regina frivola che accumula ricchezze e mette al mondo una serie di figli. Tutto normale.

 

Improvvisamente però qualcosa si spezza: nel 1392 uno straccione si para davanti alla carrozza reale urlando che qualcuno volesse tradire il re e questi preso dal panico finisce per colpire molte delle persone che in quel momento lo circondano, tra cui quattro scudieri e il fratello.

Cosa accadde? All'epoca nessuno lo capì fino in fondo, la psichiatria moderna però azzarda una diagnosi: schizofrenia, scatenata forse da una infezione virale.

 

Nel giro di qualche mese l'episodio è dimenticato e lo si attribuisce al caldo e alla stanchezza. Non fu però un episodio isolato e durante un ballo nel 1393, il re e le sue piume prendono fuoco: viene salvato dalla gonna di una dama, ma la situazione però peggiorerà e Isabeau diviene presto una specie di vedova bianca: sola e in balia dello zio duca di Borgogna e del cognato duca ddi Orléans, che si contendono i suoi favori.

 

Intanto la regina fa quello che può, prega e copre d'oro abbazie e monasteri, convinta che potessero risolvere la situazione (oramai insopportabile) nella quale riversava il marito. In un raro momento di lucidità il re nomina reggente suo cognato, ritirandosi in una vita parallela nella quale continuerà comunque ad avere rapporti carnali con la moglie: genitori di cinque figli, ne avranno altri sette.

 

Quando ogni suo appoggio verrà meno, la regina si rivolgerà al duca di Orléans, scatenando la gelosia del duca di Borgogna, o meglio Giovanni Senza Paura. Incerta e confusa, la regina sigla un accordo con quest'ultimo, rimettendo in gioco tutti gli equilibri: quando il duca di Orléans, con l'assenso della regina, aumenterà la pressione fiscale, il signore della Borgogna furioso, si presenterà in armi davanti al palazzo e la regina sarà costretta alla fuga, insieme al delfino.

 

Lo scontro tra i due duchi sarà senza tregua e sfocerà nell'eliminazione fisica del duca di Orléans e il paese è sull'orlo di una guerra civile.

La regina non sposterà un dito in favore di nessuno.

Di un momento così difficile approfitta subito il re d'Inghilterra, Enrico V: Parigi viene conquistata dagli armagnacchi, alleati con il principe Carlo, ultimo figlio maschio della coppia reale, che diviene reggente nel 1417. La regina posta coattivamente in un angolo, organizza a Troyes un governo rivale.

Durante un successivo tentativo di negoziato, Giovanni Senza Paura viene ucciso a colpi d'ascia: questa volta la rottura è irreparabile.

 

Carlo VI nel frattempo, nelle mani della moglie e del nuovo duca di Borgogna, sigla con gli inglesi il 20 maggio 1420 un trattato in cui rinnegherà nella sostanza il proprio figlio, lasciando agli inglesi campo libero. Per mettere fuori gioco il delfino, suo figlio, la regina dichiarerà che egli non è figlio del re ma frutto di una "scappatella", preferendo esser considerata fedifraga, umiliandosi pur di vendicarsi di questo figlio così poco stimato: sacrifica il suo onore di sposa e donna per ragioni politiche e per suo figlio il colpo è tremendo.

 

Il delfino ormai in esilio richiamerà, alla morte del padre, la sua corona ma Isabeau prenderà le parti del nipote e ancora una volta non quelle di suo figlio.

In una Francia messa a ferro e a fuoco, divisa in un nord di dominazione inglese e bretone, in un centro e sud che appoggia Carlo VI e i suoi paladini, giunse una ragazzina soldato a mettere ordine in questo caos e scacciare gli ingles: Giovanna d'Arco.


Otto giorni dopo l'unificazione avvenuta con il trattato di Arras del 1435, Isabeau morirà nel suo palazzo sola e poco compianta anche dalla sua gente.

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Articolo pubblicato il 11/10/2015