“Còse ëd na vòlta”

Il libro di Domenico Musci appare postumo, curato da Claudio Santacroce, Michele Bonavero e Massimo Centini, e ci presenta 101 oggetti quotidiani d’altri tempi da non dimenticare

“Còse ëd na vòlta” è il libro, postumo, di Domenico Musci che, come leggiamo nel sottotitolo, ci presenta 101 oggetti quotidiani d’altri tempi da non dimenticare”.

Domenico è prematuramente scomparso nel 2012, sono stato suo amico e considero la sua amicizia un episodio molto positivo della mia vita.

Per questo motivo, alla descrizione del suo libro desidero premettere alcune informazioni biografiche per far comprendere, e apprezzare, la complessa personalità di Domenico a coloro che non lo hanno conosciuto.

Domenico Musci è nato a Torino nel 1942. Diplomato in ragioneria, ha trascorso la sua vita seguendo le orme paterne: ha lavorato nel mobilificio di famiglia, senza tuttavia mai abbandonare i suoi innumerevoli interessi: l’arte, la storia locale, la cucina.

Grazie alla sua personalità eclettica è stato pittore, scultore, scrittore, conferenziere e appassionato collezionista di “tutto”: menù, insegne di negozi, oggetti antichi, attrezzi, cartoline, scatole e vassoi e soprattutto libri di gastronomia.

Proprio sulla storia della cucina e sui menù, temi di cui era uno dei maggiori esperti italiani, ha scritto vari testi, frutto di approfondite ricerche.

Ha sempre vissuto a Caselle Torinese dove è stato componente della Pro Loco, promotore del mensile Cose Nostre e dell’associazione La Forgia, e nel 2005 è stato proclamato “Casellese dell’anno”.

Il libro “Còse ëd na vòlta”, nato dagli antichi oggetti che Domenico aveva pazientemente raccolto, collezionato e fotografato (sono sue le foto pubblicate), è stato curato da Claudio Santacroce, Michele Bonavero e Massimo Centini.

“Còse ëd na vòlta” risponde alla domanda “Come si viveva quando non c’erano elettricità, automobili, computer, televisioni, cellulari, videogiochi, insomma tutte quelle tecnologie che in pochi anni hanno cambiato la vita dell’uomo come mai era successo per secoli e secoli?”.

Il libro descrive la forma e gli usi di “cose” che ci raccontano un pezzo della nostra storia, scandita attraverso la creatività, la fantasia, la tecnica e l’ingegno dei nostri antenati.

Sono oggetti che oggi si possono solo più trovare in polverosi solai o in umide cantine, o sui banchi dei mercatini, o nella mente di qualche anziano.

Un libro quindi per persone meno giovani, vissute quando ancora non esisteva la plastica, che ritroveranno gli oggetti, costruiti in legno, metallo, vetro, terracotta dalle abili mani di artigiani, ormai scomparsi, che usarono da bambini o videro usare da padri e nonni.

Ma un libro anche per le nuove generazione che di tali oggetti non conoscono né il nome né la funzione e si stupiscono nel vederli sui mercatini di cose vecchie e magari li acquistano per utilizzarli ormai solo come soprammobili.

“Còse ëd na vòlta” di Domenico Musci sarà presentato a Caselle Torinese, domenica 13 dicembre, presso la Pro Loco, con la partecipazione di Massimo Centini, noto scrittore e docente di antropologia culturale.

 

Domenico Musci - Còse ëd na vòlta. 101 oggetti quotidiani d’altri tempi da non dimenticare

Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino, 2015

Pagine 224 - oltre 200 illustrazioni - € 14,00

isbn – 9788868040352

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Articolo pubblicato il 06/12/2015