L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Massimo Calleri: la lealtà

Talvolta diviene una scomoda dipendenza

La lealtà è un atto comportamentale che fa parte del bagaglio morale di ogni individuo fin dai primi anni della propria esistenza, dai giorni, cioè, in cui prende coscienza dei buoni insegnamenti ricevuti e li fa propri con il mantenimento degli impegni assunti, dei rapporti interpersonali intrapresi a qualsiasi livello.

Lealtà è quindi il rispetto della propria dignità in quanto la correttezza verso gli altri è direttamente proporzionale a quella che si nutre verso se stessi nel senso lato della parola, nel profondo significato che deve essere il solco della vita, quello in cui germoglia il seme della fedeltà e dedizione, per l'appunto, agli impegni presi.

E tutto ciò senza chiedere, senza che il proprio agire sia merce di scambio per ottenere favori personali o quant’altro.

Purtroppo oggi ci tocca assistere al rifiuto di questi concetti che sanno di purezza e rispetto delle regole, quelle disattese dalla maggior parte di coloro che cercano, per l’appunto, la lealtà interessata che produce un qualsiasi beneficio personale, quel “do ut des” che appartiene all’identità meno qualificante, alle consuetudini ormai consolidate nelle vare espressioni che incorniciano il quotidiano.

Nonostante il dilagare di questo increscioso fenomeno esistenziale di molti, c’è ancora chi osa erigere a baluardo della vita l’essere leali con il prossimo, chiunque esso sia e qualunque sia l’intrinseco rapporto.

L’unico pericolo che si corre è di essere emarginati in quanto portatori sani di una patologia contagiosa che potrebbe generare terapie di gruppo a discapito della normale amministrazione del male, quello incurabile per scelta del medico curante piuttosto che del paziente.

Per cui la lealtà diviene una scomoda dipendenza. Ecco perché chi raggiunge il potere difficilmente, anzi rarissimamente, conserva la lealtà, se mai l’ha concepita, nel proprio bagaglio morale, quello che consente di guardarsi allo specchio senza arrossire.

Ma che dico, questi sono concetti desueti e romanzeschi che appartengono alla fantasia e non certo all’odierna realtà fatta di compromessi e di comode strategie personali, effetto scatenante che produce ingratitudine e, talvolta, spirito di rivalsa verso chi, lealmente, ha offerto il proprio contributo alla crescita e alla maturazione.

E ciò accade in tutti i campi, in tutte le attività in cui gli allievi diventano troppo in fretta professori, supervalutati da chi, suo malgrado, si accorge di aver allevato la serpe in seno.

Ma la lealtà è superiore  a tutto ciò poiché, se è autentica, non si ritorce mai contro chi la preserva gelosamente  da attacchi esterni incapaci, ad insaputa degli aggressori, di scalfirne la purezza.

Quest’ultima riflessione è un messaggio affidato al vento o, se vogliamo, alla bottiglia affidata alle onde del mare: chi la raccoglierà potrà trarne utile insegnamento oppure rimanere sulle nuove posizioni conquistate grazie all’altrui lealtà.

 

                                                                                                          Massimo Calleri

 

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 15/05/2016