Boxe, Manny Pacquiao eletto senatore

L'ormai ex pugile ha ottenuto una quantità enorme di voti e resterà in carica sei anni

Il sogno politico di Manny Pacquiao è diventato realtà. Dopo aver fatto sognare le Filippine per mezzo della sua prestigiosa carriera da pugile, ottenendo la corona mondiale in otto categorie di peso differenti, si appresta a realizzare il suo sogno di entrare attivamente in politica per cercare di fare il meglio per il suo Paese.

Dopo il match contro lo statunitense Timothy Bradley dello scorso aprile il filippino ha appeso i guantoni al chiodo con non poche polemiche. Le accuse pesanti rivolte alla comunità gay gli sono costate un ricco contratto con la Nike che lo legava al celebre marchio sportivo da diversi anni e un danno di immagine che però non ha rovinato la sua reputazione nelle Filippine.

L'impegno politico di Manny Pacquiao era iniziato nel 2010, con l'elezione a membro del Congresso filippino, come rappresentate della provincia di Sarangani. Ma i numerosi impegni sportivi lo hanno portato ad essere uno dei rappresentati con il tasso più alto di assenteismo.

Adesso pare che il suo impegno verso la politica sarà totale, essendo stato eletto tra i dodici senatori che siederanno nella Camera Alta filippina che amministrerà sotto l'egida del neopresidente conservatore Rodrigo Duterte. Pacquiao resterà in carica sei anni e potrà così cercare di aspirare di raggiungere la carica di presidente delle Filippine, un desiderio che l'ex campione non ha mai nascosto di provare a realizzare.

Ma Manny non sarà il solo politico della famiglia Pacquiao. Anche suo fratello Bobby, ex pugile professionista con il record di 31- 15- 3 (16 KO) ritiratosi nel 2008, ha ottenuto l'elezione tra i dodici consiglieri del comprensorio filippino di General Santos City con  95,092 voti.



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Articolo pubblicato il 24/05/2016