UGO: l’assistente personale che ti riporta a casa con la tua auto

Disponibile da luglio per iOS e Android, l’app fornisce un servizio sicuro finalizzato a ridurre gli incidenti automobilistici dovuti a stanchezza o alcol. Federica Allasia per "Civico20"

Guidare, si sa, può rivelarsi estremamente pericoloso qualora non ci si trovi nelle condizioni ottimali per farlo.

Una cena pesante, qualche bicchiere di vino, la stanchezza accumulata a causa del lavoro o dello studio: possono essere molteplici le ragioni per le quali qualsiasi automobilista dovrebbe astenersi dal salire sulla propria vettura e mettersi alla guida. Il condizionale resta però d’obbligo, perché il più delle volte il bisogno di tornare a casa e l’apparente insussistenza di soluzioni alternative per farlo, inducono il conducente a trascurare valutazioni circa la sicurezza propria ed altrui e ad inserire le chiavi nel quadro, mettere in moto il mezzo e partire.

Chiunque almeno una volta sia stato protagonista di una simile condizione avrà rimpianto l’impossibilità di disporre di un autista personale, un assistente sobrio e sveglio investito di funzioni sostitutive al volante; a partire da luglio, a Milano, il soddisfacimento del desiderio di essere riaccompagnato a casa a bordo della propria vettura, non è più appannaggio esclusivo dell’alta borghesia, ma è divenuto il sogno realizzabile di quanti abbiano scaricato sullo smartphone “Ugo”, l’applicazione che consente di mettersi in contatto con l’autista più vicino.

Gli autisti (gli “Ugo” appunto) fino ad ora reclutati sono un’ottantina, ma verosimilmente cresceranno non appena il servizio inizierà a diffondersi e ad essere sponsorizzato dai fruitori; si tratta perlopiù di ragazzi giovani e studenti alla ricerca di entrate, ma la flessibilità del lavoro, che presuppone siano gli stessi autisti a decidere quando mettersi a disposizione degli utenti a seconda delle proprie esigenze, è destinata ad attrarre anche uomini e donne adulti intenzionati ad arrotondare lo stipendio proveniente da un’altra stabile occupazione.

La qualifica di Ugo, che non comporta l’instaurazione di un rapporto di dipendenza con l’azienda, ma sorge nel momento in cui l’applicazione pone il driver in contatto con i fruitori, presuppone almeno 3 anni di patente, un numero di punti sulla patente non inferiore a 20 e l’assenza di condanne penali. È inoltre previsto un colloquio e una prova di guida a cui gli ideatori della start up sottopongono i candidati prima di ammetterli alla piattaforma, oltre ad un sistema di valutazione online che sostituisce alle classiche stelline i papillon azzurri simbolo del servizio.

Inoltre, salito sulla vettura ed inserita nell’app la targa della macchina di cui è al volante, l’autista attiva una polizza kasko stipulata ad hoc con Zurich e finalizzata a proteggere l’automobile del cliente per l’intera durata del servizio.

In virtù del carattere geo localizzato della prestazione, è rimessa agli Ugo la scelta del luogo in cui trovarsi per poter raggiungere l’utente entro 15 minuti, riportarlo a casa guidando la sua macchina ed andarsene utilizzando il car sharing o i mezzi pubblici. La piattaforma impone il rispetto di alcuni “consigli” relativi ad aspetto, abbigliamento e discrezionalità da adottare durante lo svolgimento del servizio, che ha un costo pari a 0,45€ al minuto in città (fermo restando una tariffa minima di 10€) e 1,20€ al minuto fuori città (con tariffa minima di 20€).

Il pagamento deve essere effettuato via app previa registrazione della carta di credito ed il guadagno effettivo dell’autista non coincide con il prezzo totale della prestazione, dal momento che la piattaforma trattiene il 15% delle transazioni (impiegando il ricavato anche per far fronte alle coperture assicurative).

L’idea del servizio è unica in Italia, ma non innovativa a livello mondiale. Alessandro Zaccaria, che insieme con Francesca Vidali ha sviluppato il progetto al Politecnico di Milano attraverso l’incubatore di start-up Polihub, ha infatti mutuato e modificato secondo le esigenze nostrane un modello di servizio di cui è venuto a conoscenza in Corea durante un periodo di studi, e che ad oggi viene utilizzato con successo anche negli Usa, in Sud America e Sudafrica. Obiettivo dei due ragazzi, la cui idea ha acquisito forma concreta grazie al contributo di altri tre giovani soci milanesi, è estendere il servizio a Roma e in pochi mesi ad altre città, anche europee.

A quanti, diffidenti, domandano loro se la start up avrà lo stesso destino di Uber Pop, il servizio che impiegava autisti privati e di cui non è più possibile disporre in Italia a causa delle proteste legittimamente riconosciute dei tassisti, i due rispondono che Ugo è diverso dai taxi ed anche da Uber, perché comporta l’utilizzo della macchina del cliente, e sottolineano che quello offerto “non è un servizio di trasporto persone, ma di accompagnamento. Gli Ugo non sono infatti formalmente designati “autisti”, ma “guidatori sostitutivi” o “accompagnatori”, ed il servizio è disponibile anche per assistere negli spostamenti, in macchina o a piedi, non vedenti o anziani, o per le commissioni quotidiane”.

La volontà dei cinque ragazzi non ancora trent’enni è chiara: diffondere un sistema agile e sicuro per prevenire i fattori di rischio sulle strade partendo da un papillon azzurro, sintesi di eleganza e tecnologia. Un progetto ambizioso, ma dotato di tutti i requisiti necessari per diventare realtà.

 

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Articolo pubblicato il 09/07/2016