TANDEM TRA FINZIONE E REALTÀ: Frankenstein e il Conte Dracula, creature mostruose della letteratura

Frankenstein nasce nel giugno del 1816, nella villa di Lord Byron sul Lago di Ginevra, dalla penna della giovanissima scrittrice inglese Mary Wollstonecraft, mentre Dracula è creato dallo scrittore irlandese Bram Stoker nel 1897, nella Londra vittoriana

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Frankenstein vs Dracula: qual'è il mostro più mostruoso del cinema?

La data di nascita di Frankenstein, uno dei più noti e consolidati mostri della letteratura, si colloca nel giugno del 1816, nella Villa Diodati di Lord Byron sul Lago di Ginevra, dove sono ospiti il poeta e filosofo inglese Percy Shelley, uno dei più grandi lirici romantici, la sua futura moglie Mary Wollstonecraft, Claire Clairmont, sorellastra di Mary e amante di Byron, e John William Polidori, medico personale e intimo amico di Byron. Il maltempo li costringe a rimanere in casa, dove si divertono leggendo una antologia di racconti tedeschi dell’orrore. Byron suggerisce che ciascuno scriva una storia di fantasmi ma gli unici a rispettare l’impegno sono Mary e Polidori.

Nasce così il romanzo “Frankenstein, o il moderno Prometeo”  scritto da Mary Wollstonecraft, a soli 19 anni di età, pubblicato anonimo nel 1818 e poi da lei modificato per una seconda edizione del 1831. Protagonisti sono il dottor Victor Frankenstein e la sua creatura, spesso indicata come “mostro di Frankenstein” oppure soltanto col nome del suo creatore.

Frankenstein è ormai entrato nell’immaginario collettivo, il suo nome è spesso utilizzato, per estensione, in campo bioetico come esempio negativo per gli esperimenti illeciti ed eticamente discutibili eseguiti dal dottore.

Analogamente a quanto avvenuto per Sherlock Holmes i cui tratti più caratteristici (il berretto deerstalker, il pesante cappotto Inverness con mantellina, la pipa calabash e l’espressione “Elementare Watson!”) non provengono dal suo creatore Arthur Conan Doyle, anche l’immagine più nota di Frankenstein, utilizzata persino in alcune copertina del libro, non è quella descritta da Mary Wollstonecraft.

Il dottor Victor Frankenstein ha dato origine alla sua creatura mettendo insieme parti di cadaveri che ha trafugato di notte in cimiteri, obitori e mattatoi. Con scarsa logica, visto i materiali impiegati, è venuto fuori un essere alto più di due metri (ma quali ossa ha utilizzato?), informe (aveva trovato soltanto parti di corpi di individui brutti?), dotato di forza sovrumana, poco loquace e terrorizzato dal fuoco. Nel libro il dottore non rivela come abbia fatto per dargli la vita: l’impiego dei fulmini con gli elettrodi ai lati del collo deriva da una versione cinematografica!

Alla comparsa del romanzo, l’idea di una creatura che prendeva vita da elementi morti e il suo complesso rapporto con lo scienziato creatore hanno destato entusiasmo (unito a qualche critica moralistica). Ma queste idee innovative oggi appaiono piuttosto datate, diluite in una trama noiosa e inutilmente prolissa, tanto da far ritenere che la longeva notorietà di Frankenstein più che al testo sia dovuta alla successiva produzione cinematografica.

Occorre ritornare ora a John William Polidori autore del racconto intitolato “The Vampire”, con protagonista Lord Ruthven, primo vampiro della letteratura inglese, aristocratico dal fascino perverso, modellato sull’eroe byroniano tenebroso e maledetto, pubblicato nel 1819 sul periodico inglese “New Monthly Magazine”, con la firma di George Byron.

La notorietà di questo racconto è assai minore rispetto a quella di Frankenstein.

Per vedere un vampiro assumere immensa celebrità, bisogna attendere “Dracula”, il romanzo dello scrittore irlandese Bram Stoker (Clontarf, Dublino, 1847 – Londra, 1912), apparso nel 1897. La vicenda, narrata presentando un compendio di documenti e lettere di alcuni protagonisti, inizia il 3 maggio 1890, quando il giovane avvocato Jonathan Harker arriva in Transilvania per incarico del suo direttore: un nobile locale, il Conte Dracula, intende acquistare una dimora a Londra e Harker è incaricato delle pratiche relative. Il giovane avvocato ha un primo contatto con gli abitanti del luogo, impauriti e timorosi, tanto che vorrebbero dissuaderlo dal raggiungere il castello del Conte, che gli appare inizialmente come un cordiale anziano che intende prendere domicilio in Inghilterra: «All’interno c’era un vecchio, alto, sbarbato ma con lunghi baffi bianchi, vestito di nero dalla testa ai piedi: neppure una nota di colore in tutta la sua persona». Dopo alcuni giorni, Harker fa la terrificante scoperta che il Conte è un vampiro che si nutre del sangue dei viventi e che intende raggiungere l’Inghilterra.

L’azione si sposta in Inghilterra, dove appaiono altri protagonisti.

Mina Murray, fidanzata di Harker, che va a soggiornare a Whitby con la famiglia della sua amica Lucy Westenra, corteggiata dal dottor John Seward, direttore di un manicomio, dal texano Quincey Morris e da Sir Arthur Holmwood, con cui si fidanza. Il Conte Dracula arriva in Inghilterra, a Whitby, durante una tempesta, su una nave con il capitano, morto, legato al timone. Renfield, paziente del dottore Seward, delira di un favoloso “Signore” mentre Lucy è vittima di Dracula, malgrado l’intervento del professor Abraham Van Helsing di Amsterdam, chiamato da Seward, già suo allievo. Lucy diventa un vampiro e inizia a mordere i bambini che giocano nei pressi della sua tomba. Seward e Van Helsing riescono a neutralizzarla piantandole un paletto di legno nel cuore.

Intanto Mina Murray apprende che il fidanzato Jonathan Harker, a stento fuggito dal castello di Dracula, è a Budapest, dove lo raggiunge. Si sposano e tornano in Inghilterra, per collaborare con Van Helsing, il quale ottiene qualche parziale vittoria, come la distruzione dei rifugi londinesi del Conte.

Dracula penetra però nel manicomio del dottor Seward, uccide il paziente Renfield che aveva soggiogato, e vampirizza Mina, per farla sua sposa per l’eternità. Harker tenta invano di ucciderlo poi si mette ad inseguirlo, sotto la guida di Van Helsing e con il dottor Seward, Sir Arthur Holmwood e Quincey Morris (i tre corteggiatori di Lucy).

Tra Mina, vampirizzata, e Dracula si è stabilito un legame oscuro, che aiuta Van Helsing a rintracciarlo. La sfida finale si svolge il 6 novembre 1890, sulle montagne della Transilvania dove sorge il castello del Conte. Dracula viene ucciso dal texano Quincey Morris e diventa polvere, con un sorriso di sollievo sulle labbra. La sua maledizione su Mina è spezzata. Quincy Morris, ferito a morte nello scontro, non gli sopravvive.

La vicenda si conclude con un gioioso messaggio di Jonathan Harker: lui e Mina hanno avuto un figlio, chiamato Quincey, perché è nato proprio il 6 novembre, anniversario della morte di Quincey Morris.

Ho elencato tutti i personaggi del romanzo perché nelle successive elaborazioni compaiono spesso amalgamati tra loro (Jonathan Harker e Renfield), con ruoli invertiti (Mina e Lucy) oppure omessi (Quincy Morris).

L’ispirazione di “Dracula” è fornita a Stoker nel 1890, quando l’amico storico ungherese Arminius Vambéry gli racconta del principe rumeno Vlad III di Valacchia. Per sette anni Stoker studia cultura e folclore transilvani e si documenta sulla storia di Vlad III. Vambéry lo aiuta, in particolare per la descrizione dei suggestivi paesaggi.

Recentemente, però, tra i documenti di Stoker, sono stati trovati alcuni ritagli di giornale che suggeriscono una ispirazione alternativa: un macabro, e clamoroso, episodio di sospetto vampirismo, realmente accaduto nel 1892 nella cittadina di Exeter, in Rhode Island, nella regione del Nord-Est degli Stati Uniti d’America nota come New England. Qui era da tempo diffusa una superstizione popolare che parlava di morti che si nutrivano di sangue dei parenti viventi, provocandone deperimento, pallore e morte, e che occorreva neutralizzare con l’asportazione del cuore. Questi sintomi sono oggi ricondotti alla consunzione provocata dalla tubercolosi polmonare (“peste bianca”).

Pare più interessante sottolineare che alla comparsa di “Dracula” il tema del vampirismo non era così nuovo in letteratura. Goethe ne aveva parlato nella sua ballata “La sposa di Corinto” (1797), nel 1819 viene pubblicato il già citato racconto “The Vampire” di John William Polidori e, nel 1872, il racconto di Sheridan Le Fanu intitolato “Carmilla”, affascinante e sensuale vampiro al femminile.

Il personaggio del Conte Dracula gode però di notorietà assai maggiore.

Ha ispirato non soltanto un elevatissimo numero di film, analizzati dal mio collega Fabio Mandaglio, ma anche musical e un numero quasi incalcolabile di opere di fantasia, come, ad esempio, il ciclo di romanzi ucronici dell’inglese Kim Newman, dove il vampirismo si è diffuso ed integrato nella società mondiale, come alcuni apocrifi holmesiani e come i fumetti della Marvel degli anni ‘70.

Il pronipote di Bram Stoker, Dacre Stoker, nel 2009, ha scritto con Ian Holt il sequel ufficiale di Dracula, “Undead - Gli immortali”, dove il protagonista è Quincey, figlio di Mina e Harker, che lotta con Elizabeth Báthory, anch’essa vampiro.

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Articolo pubblicato il 02/10/2016