Genius – la storia vera dell’editore di Thomas Wolfe

Colin Firth e Jude Law in un film biografico che mette in luce il rapporto tra Wolfe e il curatore editoriale Max Perkins, che pubblicò autori fondamentali come Hemingway e Francis Scott Fitzgerald

Anno: 2016

Titolo originale: Id.

Paese: USA, Regno Unito

Durata: 104 minuti

Genere: Biografico, Drammatico

Regia: Michael Grandage

Soggetto: A. Scott Berg (biografia)

Sceneggiatura: John Logan

Cast: Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce, Dominic West

In concorso lo scorso febbraio al Festival di Berlino, tratto dalla biografia del 1978 Max Perkins: Editor of Genius, approda nei cinema italiani Genius, diretto da Michael Grandage.

Nella New York di fine anni Venti Maxwell Perkins fu il lungimirante curatore editoriale che fece pubblicare le straordinarie opere di Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e Thomas Wolfe. Proprio il rapporto con quest’ultimo è alla base del film; il rapporto difficile tra un editore pacato quanto ostinato e un genio letterario esuberante, vulcanico e fuori dagli schemi, difficilmente arginabile.

Il film parte dal primo incontro tra il giovane ed entusiasta Wolfe con Perkins, interpretati da Jude Law e Colin Firth, e racconta di come l’editore capì di trovarsi al cospetto di un autore di razza degno di stampa e della lunga e travagliata gestazione dei romanzi che lo scrittore pubblicò con la casa editrice Scribner, dopo lunghi e sofferti lavori di messa a punto da parte di Perkins, il quale contribuì in modo decisivo alla realizzazione dei capolavori che diventarono Angelo, guarda il passato e Il fiume e il tempo (divertente la sequenza in cui Wolfe fa portare nell’ufficio di un disperato Perkins decine di casse di fogli per un totale di migliaia di pagine). Un intenso lavoro a stretto contatto che portò i due a sviluppare un affettuoso e forte legame, un’amicizia padre-figlio naturalmente scaturita dal loro passato personale (lo scrittore perse il padre quand’era poco più che ventenne, mentre Perkins desiderò a lungo un figlio maschio ma ebbe cinque figlie), finché il rapporto non si incrinò e Wolfe diede sfogo al risentimento a lungo covato verso Perkins per via dei massicci tagli subiti dalle sue mastodontiche opere in fase di editing.

Due personalità differenti, quasi opposte, il cui incontro-scontro fu totalizzante al punto di minare seriamente la vita privata dei due uomini, la relazione amorosa di Wolfe con Aline Bernstein (che ha il volto di Nicole Kidman, in un’intensa interpretazione) e le dinamiche della grande famiglia Perkins (ottima Laura Linney nei panni della moglie dell’editore).

Genius fu Wolfe per il suo talento fertile e inarrestabile, ma anche Perkins, per averlo scoperto e per aver reso migliore un’immensa materia prima. Senza ombra di dubbio la vicenda portata sullo schermo è molto più romanzata ed edulcorata della realtà, specie, immaginiamo, per quanto riguarda il finale.

Michael Grandage, britannico regista teatrale alla prima esperienza sul grande schermo, realizza un film potenzialmente appassionante e interessante che scivola però sin dall’inizio in un’incomprensibile inedia che ovatta tutto il film, come se la narrazione tentasse di emergere, di brillare ma fosse trattenuta; conseguentemente l’andamento del film risulta piuttosto debole.

Discutibile anche la scelta di utilizzare una fotografia quasi monocroma, tendente al marrone, con un paio di sequenze inspiegabilmente fotografate con toni più brillanti e carichi; per niente utile ai fini della narrazione, questa ridotta gamma di colori spenti ha il solo risultato di concorrere all’atmosfera polverosa del film.

Il cast, però, è ciò su cui regge tutta la struttura; il pacato, schivo, determinato Max Perkins del sempre superbo Colin Firth (ruolo peraltro perfettamente in linea con le caratteristiche dell’attore) trova un perfetto contraltare nell’energia pirotecnica della mente in continuo fermento di Wolfe, un Jude Law davvero degno di nota, ottimo nel ritrarre l’instabilità e le fragilità di un maestro della parola autodistruttivo. L’accostamento tra le due personalità dei personaggi, ma soprattutto tra le due differenti identità attoriali assorbe del tutto l’attenzione, facendo a tratti dimenticare i difetti del film.

Oltre alle già citate Kidman e Linney, spicca Guy Pearce nei panni di Francis Scott Fitzgerald e una brevissima apparizione di Dominic West come Ernest Hemingway.

Difettoso ma emozionante, Genius pur con qualche debolezza rende conto di un’importante pagina di storia e di cultura americana, puntando i riflettori su due personalità di spicco e facendo riflettere su come la letteratura non sia mai frutto del lavoro di un solo uomo. Da vedere anche solo per il cast.


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Articolo pubblicato il 16/11/2016