Boxe, Bernard Hopkins appende i guantoni al chiodo dopo un durissimo KO nel match di fine carriera

L'ex campione dei medi e mediomassimi, salito sul ring a 52 anni, non è riuscito a tenere testa a Joe Smith Jr., ventiquattro anni più giovane

Bernard Hopkins, conosciuto con il nome da ring di The Executioner, è un veterano della Nobile Arte.

Ha avuto una carriera di tutto rispetto che gli ha permesso di essere il re indiscusso dei pesi medi per ben un decennio, in un lasso di tempo che oscilla dal 1995 al 2005 per un totale di venti difese del titolo da cui è uscito vittorioso.

Dopo la suddivisione delle numerose sigle pugilistiche internazionali, Hopkins divenne il pugile a detenere per più tempo un titolo per le corone IBF, WBC, WBA e WBO.

E' sempre stato un pugile in grado di strabiliare avversari e pubblico per mezzo del suo stile caratterizzato da una difesa ben congeniata e un tipo di contrattacco in grado di adattarsi alle caratteristiche dell'avversario che si trovava davanti.

La sua è una delle tante storie di redenzione in cui la boxe è stato l'elemento utile per salvargli la vita da una gioventù abbastanza irrequieta e turbolenta passata per le strade nel quartiere di Raymond Rosen a Philadelphia.

A diciassette anni, in seguito ad una condanna a diciotto anni di reclusione per nove capi di imputazione, scoprì la boxe e decise di dedicargli tutta la sua esistenza.

Il suo amore per il ring e i duri sacrifici fatti in allenamento per diventare il migliore lo hanno spinto nel 2011 ad indossare nuovamente i guantoni alla veneranda età di quarantasei anni.

Il 17 dicembre scorso Hopkins brucia un nuovo record, decidendo di salire sul ring per l'ultima volta in carriera a cinquantadue anni e, almeno nelle sue iniziali intenzioni, lasciare il mondo del pugilato con una vittoria.

L'avversario è il pugile newyorkese Joe Smith Jr., più giovane di Hopkins di ventiquattro anni.

Il match fin da subito dimostra che l'incontro è fortemente sentito da entrambi i pugili e che sono determinati ad aggiudicarsi la vittoria finale.

Mentre Smith mette subito in scena la freschezza dettata dalla disparità anagrafica presente tra lui e il suo avversario, Hopkins risponde attingendo alle sue doti tecniche e alla sua esperienza.

Questi fattori permettono ad Hopkins di fiaccare la freschezza di Smith, il quale si ritrova costretto a cambiare completamente atteggiamento con il tuo avversario.

L'epiologo dell'incontro (e della carriera di Hopkins) arriva nei primi minuti dell'ottava ripresa, quando Smith colpisce il suo avversario con una serie di colpi precisi al volto che si rivelano talmente efficaci da spingere Hopkins fuori dal ring.

L'impatto è violentissimo e Hopkins non riesce a tornare sul ring prima della fine dei venti secondi iniziato dall'arbitro che decreta la fine dell'incontro per KO tecnico.

Cala quindi il sipario sulla carriera di uno dei pugili più talentuosi e granitici dei medi e mediomassimi.

Benchè in passato sia stato in grado di mettere KO la differenza anagrafica tra se e i suoi giovani avversari, questa volta Bernard Hopkins ha dovuto cedere il passo ad una giovane promessa della boxe di cui, senza ombra di dubbio, sentiremo ancora parlare.


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Articolo pubblicato il 30/12/2016