Cosa succede in Bielorussia ?

Fuori dal giro mediatico in Italia si conosce poco o nulla dell'attuale situazione in Bielorussia. Potenzialmente però potrebbe avere effetti ancora più pesanti rispetto la crisi Ucraina per la geopolitica europea.

La prima regola che segue la propaganda è quella di essere "responsive" arrivare cioè per prima su qualsiasi tipo di notizia senza verificarla e proporre la "propria versione" dei fatti propedeutica al disegno che si è data.

Attualmente non sono ancora state trovate delle contromisure efficaci e lo stesso debunking è oggetto di discussione in quanto non sembra dare i risutati sperati, anzi in molti casi l'esposizione di prove che comprovano la falsità di una notizia comporta la radicalizzazione a chi crede a tale bufala.

Così una delle migliori armi rimane ancora "l'anticipo" del fake, cioè prevedere un evento e prevedere quale sarà la "versione" che esporrà la propaganda.

In questo caso ci concentriamo su quanto sta accadendo in Bielorussia, Stato in cui nelle ultime settimane stanno avvenendo fatti molto importanti per il quadro geopolitico europeo ma quasi del tutto ignorati dall'informazione italiana.

Ho spesso trattato della "Dottrina Gerasimov", testo fondamentale per comprendere gli avvenimenti internazionali degli ultimi anni ed il caso Bielorusso si adatta perfettamente al conflitto in corso tra la Bielorussia e la Russia. Secondo il modello schematico della dottrina Gerasimov, la Bielorussia e la Russia hanno già superato il primo step ("covert origins") ed anche la seconda fase ('escalation'). Siamo ora nella terza fase: 'avvio delle attività di conflitto', anche se nel frattempo la Bielorussia e la Russia rimangono formalmente alleati strategici.

Quando le contraddizioni interstatali si intensificano, la terza fase del conflitto ha inizio, e le forze opposte cominciano a intraprendere provvedimenti l'uno contro l'altro. Questa fase può assumere la forma di manifestazioni di massa, proteste di piazza, sovversione, sabotaggio, attentati, e formazioni paramilitari. Il Cremlino successivamente inquadra "ufficialmente" questa intensificazione del conflitto come una minaccia diretta per gli interessi nazionali della Russia e della sua sicurezza iniziando i preparativi per intervenire politicamente e militarmente.

Il Cremlino ha sistematicamente messo sotto pressione politica e diplomatica la Bielorussia dall'inizio del conflitto con l'Ucraina e l'Occidente. Mosca sollecita Minsk a schierarsi in una nuova guerra fredda, con il tentativo di stabilire una presenza militare russa sul territorio della Bielorussia, trasformandola così in un avamposto militare per la Russia direttamente a ridosso della Polonia.

Mosca ha imposto delle sanzioni anche alla Bielorussia ed includono una guerra commerciale e restrizioni per i prodotti bielorussi sul mercato russo, la disputa sui prezzi del gas e una consegna insufficiente per il fabbisogno di minsk di petrolio russo. Le conseguenze sono state che nel gennaio 2017 la Bielorussia ha perso l'1,5% del suo PIL rispetto l'anno precedente. Questa pressione economica contribuisce in modo significativo a minare la stabilità sociale ed economica del Paese.

Vladimir Putin ha recentemente ignorato Alexander Lukashenko e ha rifiutato di incontrarsi con lui a Sochi. Questo può anche essere uno dei modi con cui il Cremlino segnala di non percepire più Lukashenko come un partner degno di negoziazione di Mosca.

Il 17-19 e 26 febbraio 2017, a Minsk e in molte altre città si sono svolte le più grandi manifestazioni delle forze di opposizione dal dicembre 2010, quando i bielorussi protestarono contro i risultati delle elezioni presidenziali. Centinaia di persone hanno protestato contro la legge controversa definita del 'parassita sociale', legge che prevede una tassa per i disoccupati.

Il 5 marzo 2017 decine di anarchici in maschere nere sono comparsi inaspettatamente alla manifestazione di Brest. e potrebbero essere una fonte di provocazioni.

Le proteste hanno alimentato il dibattito intorno al fatto che la Russia potrebbe approfittare della situazione per destabilizzare il paese e inviare truppe per 'ripristinare l'ordine costituzionale'. Lo stesso Lukashenko ha già accennato a questo scenario in una recente dichiarazione.

Sembra che il Cremlino stia preparando la sua propaganda sui temi di una grave crisi nei rapporti bielorusso-russo, provocati da una campagna di guerra informativa orchestrata dall'Europa la quale vrebbe interesse a sottrarre la Bielorussia dalla sfera di influenza russa, lo stesso schema usato per l'Ucraina.

Per quanto riguarda le misure militari, la Bielorussia ha già reso noto di essere a conoscenza del dispiegamento in corso di due brigate meccanizzate delle Forze armate russe in Yelnya e Klintsy vicino al confine bielorusso. Da notare che queste brigate sarebbero molto adatte per un intervento di un'ipotetica crisi con il pretesto di, per esempio, una operazione anti-terrorismo congiunta.

E' sin troppo facile prevedere cosa accadrebbe ad esempio in Italia il giorno dopo se questo scenario si avverasse. Salvini e Grillo, freschi della firma dei patti con Russia Unita che prevedono il cambiamento delle sfere di influenze a favore del progetto Eurasia, condannerebbero la deriva "fascista" della Bielorussia a causa delle interferenze occidentali. Verrebbe rispolverato come per l'Ucraina tutto l'armamentario della propaganda con accuse di nazismo, Soros, CIA, rivoluzioni colorate etc. etc. Verrebbe cancellata anche la storia della Bielorussia che diventerebbe un "non Stato" in quanto il "Ministero della Verità" provvederebbe a riscrivere la storia e a cancellare quella non più allineata. Sembra già di vederlo Grillo che dal suo blog scrive "La Bielorussia non è mai esistita, si tratta di un'invenzione artificiosa della propaganda occidentale e ben ha fatto Putin ha ristabilire l'ordine in quella regione ribelle che stava prendendo una pericolosa deriva nazista"

Ho scritto questo articolo il 9 marzo 2017 sia per raccontare cosa sta succedendo in centro europa sia per dimostrare (qualora succedesse) come sia facile prevedere come le "marionette" del Cremlino si comportano come da contratto, o se volete chiamarlo agreement politico cambia poco, e le loro dichiarazioni seguano lo schema imposto dalle gerarchie militari russe.

Possiamo ancora dire che questi politici stanno facendo gli interessi degli italiani o dobbiamo chiederci cosa in realtà hanno firmato a Mosca ?

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Articolo pubblicato il 10/03/2017