Dialoghi sul senso della vita – 2.8 di n

Cosa è giusto fare.

Continua il precedente articolo dal titolo: Una incalcolabile successione di esperienze a senso unico.

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Se non siamo disponibili a dare l’aiuto come ci viene richiesto ma come vorremmo noi, allora impediremo a lui di fare la sua strada e noi creeremo nella sua strada semplicemente un’interferenza che non è senza conseguenze! Facciamo l’esempio di due automobili che percorrono la propria strada: nessuna delle due può essere contemporaneamente nello stesso posto alla stesso tempo; ci sarebbe un incidente! Ma se una di esse è guasta e ferma sul ciglio della strada, e il suo guidatore ci sta facendo segno di fermarci perché ha bisogno di aiuto, se ci fermiamo dobbiamo essere disponibili ad ascoltare ciò che egli ha da dirci e a dargli l’aiuto che chiede perché è lui che sa di aver bisogno e di quale bisogno si tratta! Anche se ciò non ci sembrerà la cosa giusta, dovremo essere disponibili a dedicargli il tempo e le energie che quell’aiuto richiede!

 

Solo dopo potremo comprendere il senso di quella situazione; solo quando essa si sarà conclusa! Ciò può avvenire correttamente solo se non abbiamo preconcetti, altrimenti sarà solo un modo per metterci su una pezza! E di solito così il rimedio si rivela peggiore del male!

 

Nessuno ha colpa se agisce così: un leone non può che comportarsi da leone, un cerbiatto da cerbiatto, un essere umano biologico da essere umano biologico!

E neanche a chi, tentando di uscire da una routine di cui si è reso conto, compie degli errori; non potrebbe sapere prima cosa è giusto fare!

 

Tutto ciò che pensiamo di fare, per gestire, per capire, per conseguire un risultato stabile, non potrà mai funzionare come vorremmo; o funzionerà come deve funzionare, indipendentemente da noi, o malfunzionerà a causa della nostra interferenza. Al massimo noi potremo partecipare al suo funzionamento come ci sarà chiesto di partecipare! Oppure potremo semplicemente restare spettatori! Tutto meno che intervenire come pensiamo sia giusto!

 

Potremo constatare che, quando i tempi sono maturi, accadono delle cose, in apparenza catastrofiche, che, se non ostacolate dal nostro intervento arbitrario, in seguito si rivelano buone e giuste! Cose che accadono per rimetterci in gioco contro le nostre stesse previsioni!

 

Avete presente la “divina provvidenza”?

 

Faccio un altro esempio per il quale vi chiedo scusa in anticipo!  Abbiamo tutti notizia del rischio di chiusura di un certo numero di ospedali! Ovviamente sentiamo che questa cosa non può che avere un carattere negativo perché mettiamo in relazione tale fatto con la paura di non essere assistiti nel momento del bisogno! Per altri versi però tale sistema di assistenza in alcuni casi era degenerato a mero strumento di business e quindi se non c’erano clienti sufficienti a sostenere il business occorreva procurarseli anche a costo di inventarsi nuove malattie in pazienti sani! Quante mastectomie e interventi alla prostata sono stati eseguiti inutilmente procurando invece danni irreversibili! Questi sono dati noti per i quali sono stati cambiati i protocolli sanitari, ma solo dopo un certo tempo! Fortunatamente non è tutto così: ma non si può guadagnare il proprio pane sulla pelle degli altri! Tra i pro e i contro occorre trovare la giusta via; però ogni azione comporta conseguenze! È meglio perdere posti di lavoro o vite umane? Di esempi possiamo trovarne a quintali!

 

Naturalmente sono consapevole che ciò che sto dicendo potrebbe ritorcersi contro di me immediatamente. Se in questo istante mi prendesse un qualsiasi malore grave rischierei di morire nonostante la presenza di una dottoressa fra di voi; potrebbe non giungere in tempo a darmi il soccorso necessario! Bene me ne assumo la responsabilità di fronte a voi quali testimoni, scagionando a priori la dottoressa nel caso ciò avvenisse!

 

Queste apparenti elucubrazioni mentali hanno però in sé qualcosa di grandioso da trasmetterci: lasciare che il mio destino si compia e liberare la dottoressa da responsabilità che non può avere! Scusate se è poco! La nostra normale abitudine comportamentale avrebbe scatenato recriminazioni circa le possibilità di salvarmi e accuse di inefficienza o peggio alla dottoressa!

 

C’è ancora qualcosa da evidenziare: chiunque di noi in questo momento sta mettendo la propria esperienza al servizio di tutti senza sforzo e senza secondi fini coscienti, semplicemente essendo presente! Chiunque ne abbia bisogno saprà trarre da solo ciò che serve fra tutto quello che è messo a disposizione. Esattamente come un bambino che se ha bisogno di giocare lo fa utilizzando anche un semplice pezzo di carta!

 

Questo è un altro modo per entrare nel senso della vita: essere al servizio degli altri intelligentemente! Permettendo questo scambio continuo non personale! Non indirizzato dalla nostra volontà priva di conoscenza reale!

Guidato dalla reale necessità e da una intelligenza che trascende la nostra.

 

Così, in poche parole, ho dato una botta alla reincarnazione, comunemente intesa, poi una all’assistenza ospedaliera…..cosa mi rimane ancora di buono da demolire?

 

Ci ricordiamo il discorso dell’anima vera e quella biologica animale?

 

 

Certo è un discorso che non si può esaurire in un così ristretto lasso di tempo, però il breve accenno che ne abbiamo fatto è sufficiente a farci comprendere quali ampi spazi di indagine personale siano presenti dentro di noi al riguardo. Per ora limitiamoci a questo e cerchiamo di fare buon uso della possibilità di vita che ci è stata offerta.

 

IDP…anche l’utilizzo della nostra vita è soggetto alla nostra volontà?

 

Dovrei dire di no! Perché in realtà la volontà ci è stata data per una buona ragione. Però abbiamo visto in precedenza che la utilizziamo per raggiungere i nostri scopi anziché per realizzare il piano che ci è proprio.

 

Come avviene per il nuovo nato, servirebbe a fargli percorrere il suo cammino anziché farlo combattere contro tutte le cose che non costituirebbero mai un ostacolo reale se non pensasse erroneamente che lo siano e trasformandole così davvero in un ostacolo.

 

IDP…io faccio fatica….trovo abbastanza complicato….a volte mi sembra di vivere la vita da spettatrice….come se stessi al di fuori …e prima si è parlato di reincarnazione…..io sogno molto….però a volte mi sembra di aver già sentito quelle parole, di aver già visto quel luogo, vissuto quella situazione……

 

IDP…anche a me succede!

 

Ognuno di noi è in contatto con tutto! Non solo abbiamo l’informazione che ci spetta direttamente, ma attraverso il sé superiore siamo collegati a tutti gli analoghi del resto dell’umanità! Quindi è facile ipotizzare la possibilità di leggere inconsciamente ricordi di altre persone che stanno in luoghi e situazioni diverse come se fossero propri! Ma questa è una tra le tante possibili ipotesi! L’unica certezza in tutto questo è che queste cose ci sono accadute, ci accadono e ci accadranno realmente, indipendentemente dalla spiegazione che possiamo o vogliamo dare! Ci sono bambini che a tre anni cominciano a suonare il pianoforte ……anche senza che prima si trovi la ragione perché ciò possa accadere!

 

IDP…nessuno lo sa spiegare veramente….li chiamano geni…qualcosa c’è di diverso in questi bambini…..

 

Tutti i bambini sono dei geni già alla nascita, infatti sono perfettamente in grado di gestire i genitori!

Queste informazioni sono talmente presenti in loro e talmente precise che quando mi è capitato di fare delle domande dirette a bambini le loro risposte hanno fatto capottare gli ascoltatori!

 

A noi tutto questo sembra complicato solo perché ce ne siamo dimenticati!

 

E così accade come ai nostri occhi che vedono solo ciò che siamo abituati a vedere. Il resto che c’è, e che è sempre presente, non lo vediamo!

 

Segue nell’articolo 2.8 di n dal titolo:

La sintesi dell’esperienza di ogni vita.

 

Foto, schema,testo

Pietro Cartella

 

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Articolo pubblicato il 22/08/2019