L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Salvate la ciambella!

“Padreterno, il Pianeta bruciacchia!” L’Amazzonia in fiamme aggrava l’emergenza climatica del Globo (o Disco-frittata, secondo i terraplaniballisti), rinfocolando conflitti e migrazioni: piccola Greta, aiutaci tu!

Settembre. “Andiamo, è tempo di migrare”, declamava D’Annunzio e proclamano i fratelli africani.

Chi coi classici gommoni flosci dei pii scafisti, chi con i traghetti delle sacrosantissime Onlus Mediterranean Lines o sulle motovedette della Guardia Costiera (a carico del contribuente), chi in crociera transatlantica très chic su ecopanfilo a emissioni zero, con al timone de rigueur esclusivamente membri della principesca famiglia Grimaldi di Monaco, molti s’apprestano all’arrembaggiooo! Ovvero – lorsignori e signorine, fortunato “manipolo” di “felici pochi” – al veleggio oltreoceanico, appunto.

Proprio così: mentre rincasiamo dal vuoto vacanziero alla piena ripresa lavorativa, con connessa sindrome depressiva dello “stress da rientro”, tanto per confortarci, ci saluta l’irrilevante notizia, corredata d’immagini tremende, che il “polmone planetario” dell’Amazzonia (ammazza!) è in fiamme, a causa degli incendi dolosi appiccati probabilmente dalle brucianti iniziative im-prenditoriali dei più espansivi agricoltori brasiliani, spronati ed incoraggiati dall’evocativo programma elettorale del presidente Bolsonaro, e di conseguenza (le disgrazie non giungono mai sole!) approda all’ONU – ricevuta nella Grande Mela, meglio di Lindbergh, dalla folla festante – l’arcifamosa baby-attivista verde “scioperata” svedese, la “piccola Greta” Thunberg

Perdonate la facilona ironia fuori-luogo, scherziamo: radical glamour salottiero a parte, ecco una che si preoccupa del bene dell’ambiente e della nostra misera sferetta cosmica (o disco-biscottata, mega-omelette o superciambella, secondo alcuni…) che, infaticabile, ruota intorno al Solicello (o viceversa, secondo alcuni…) e che l’astronauta Palmisano, dalla stazione spaziale orbitante, ha fotografato tristemente avvolta dal fumo delle foreste carbonizzate; una ragazza che, sfruttando abilmente i meccanismi del circo massmediatico globale, ha saputo ispirare e trascinare parecchi suoi coetanei (magari ancora idealisti) e adulti (adulterati) in merito a problematiche di fondamentale importanza, inducendoli per un momento a sollevare la testolina dallo schermo dei telefonini ed alzare gli occhi al non lontano orizzonte degli eventi (spesso catastrofici) che minacciano il destino dell’avida Umanità, a rischio d’un prossimo arrostimento climatico, con inerenti disastri, conflitti e biblici spostamenti di straniere genti impaurite e/o impoverite (agli scienziati allarmati – allarmisti, secondo alcuni… – risponderanno, con colpevole inerzia, gli odierni e futuri politicanti domenicali, che arrivan sempre dopo la nottola di Minerva, a tenebre fitte, quando è già troppo tardi). Insomma, un uso social intelligente e pro-positivo (specialmente in confronto ai deliri di certi dementi decerebrati che esternano su facebook autoconfessioni di “bravate” violente o addirittura assassine, vantandosene!). E i macronomici leader occidentali tramontanti – tra cui i governicoli che, per negligente “distrazione”, condannano al rogo venerande cattedrali gotiche – s’accodano e accordano furbescamente alla solfa di tale tendenza à-la-page, al fine di guadagnare agevolmente il consenso dell’opinione pubblica internazionale, ma, in realtà, senza assumere serie misure vincolanti in materia di anti-inquinamento (qua-e-là i cospicui interessi "imperialisti" di Total, non del totale dei citoyen, prevalgono).

Tocca però pure ad ognuno di noi, tramite le singole scelte e gesti quotidiani che compiamo nel microscopico ruolo di infime formichine brulicanti a miriadi sul suolo gremito e martoriato dei cinque (o sei o sette) Continenti incontinenti, impegnarci personalmente nella conservazione e tutela del delicato equilibrio naturale e del fragile patrimonio paesaggistico. Dalle bottigliette in pet ai cotton-fioc, dai mozzico/ni di sigaret/ta alle cialde non biodegradabili…

Salviamo quel pallone-gonfiato del mappamondo, non lasciamolo scoppiare di caldo! Evitiamo di rom/pere l’uo/vo per farne una frittatona: uno ne abbiamo! (Invece l’arrossato Marte sembra assai freddino, inospitale e bellicoso.)

Isciacquìo, calpestìo, dolci rumori.

Ah, perché non son io co’ miei pastori?

Perché, caro Vate, l’erbal fiume silente è in polvere, incenerito, cementato ed asfaltato.

Maremma, mammamia!

 

Enrico S. Laterza

 

 

 

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Articolo pubblicato il 01/09/2019