Milano – La vita di un grande uomo del Novecento: Riccardo Gualino

Una storia tutta vera dai personaggi ai fatti raccontata sotto forma di romanzo in un libro della Utet

Dopo il successo del libro “Quando l’automobile uccise la Cavalleria”, Giorgio Caponetti , si ripresenta al lettore  con un volume edito dalla  nota casa editrice Utet ”Il Grande Gualino”( pp.435 € 17.00- foto copertina libro). Nel volume  viene  raccontata  la  vita e  le avventure di questo straordinario uomo del Novecento. Scrive l’autore nella premessa:”Il bello di questa storia è che, per quanto romanzesca possa sembrare, è tutta vera. Sono veri i personaggi, veri gli avvenimenti . Mi sono solo preso la libertà di intrecciarli e raccontarli a modo mio, in forma di sinfonia: quattro movimenti  più un finale, allegro e maestoso”.

Riccardo Gualino uomo  imprenditore, raffinato mecenate, elegante  viveur, lungimirante affarista, colto, piratesco, sottile avventuroso,  ha segnato il secolo scorso come pochi altri hanno saputo fare. Nato sul finire dell’Ottocento (1879) da una ricca famiglia biellese, fin da subito si rivela un’incrollabile determinazione. Dapprima commerciante di legname, presto la sua ambizione lo porta a un crescendo di imprese sempre più grandiose.

Acquisisce banche, in società con Giovanni Agnelli fonda la Snia Viscosa Rumianca, diventa azionista di riferimento e vicepresidente della Fiat (il sodalizio è breve) lancia i filati artificiali, ha interessi nel settore chimico e in quello alimentare. Il nome di Gualino diventa noto in tutto il mondo:  se pensiamo che nel 1928 è inserito nella rosa dei cinque uomini più ricchi d’Europa.

La sua ascesa è vertiginosa e la sue cadute fragorose. Le sue idee degne di un visionario: nel 1914 acquista un enorme terreno sulle rive della Neva, determinato a costruire una nuova San Pietroburgo ricalcata sul profilo di Manhattan. La Rivoluzione d’Ottobre manderà a monte il progetto, ma non si fermerà la sua fame di affari. Non ci riuscirà neppure il tracollo economico del 1929 né l’accanimento di Mussolini che lo confina a Lipari.

Gualino, è uno di quei rari talenti in grado di capire il flusso del tempo, nel prevedere la modernità: lo troviamo, dopo la caduta, a capo della pionieristica casa cinematografica Lux, che nel dopoguerra produce i film di Visconti  e Lattuada avvalendosi anche dei giovani Carlo Ponti e Dino De Laurentis.

Al suo fianco c’è sempre Cesarina che condivide con lui una lunghissima vita piena di viaggi, incontri e amicizie memorabili: tra gli altri ci imbattiamo in Gabriele D’Annunzio e Gobetti, Nijinskij, Solomon Guggenheim, Curzio Malaparte, Winston Churchill, i Kennedy, Liz Taylor, Luchino Visconti.

Lui (Gualino) e Cesarina, appassionati di tutte le arti, dall’architettura alla danza, alla musica, alla pittura, costruiranno castelli e teatri, daranno vita a splendide stagioni di eventi e acquisteranno una strabiliante raccolta di capolavori, da Botticelli a Modigliani: una parte di questi eccelsi capolavori costituiranno la “Collezione Gualino”, patrimonio  della Galleria Sabauda di Torino.

Una vita come un romanzo, che Giorgio Caponetti racconta con vivacità dall’improvvisazione jazz e con l’andamento di una partitura sinfonica, consegnandoci lo scintillante ritratto di un  epoca irripetibile.

Ma vediamo  cosa  si è salvato di questo  stupendo patrimonio Gualino, dopo  la sua morte improvvisa  avvenuta a Roma al Giullarino nel 1964 per un ictus all’età di 85 anni. Fortunatamente, una parte della sua  strepitosa  collezione artistica donata alla Galleria Sabauda (l’immenso patrimonio collezionistico che Gualino e Cesarina hanno messo insieme nel percorso della loro vita, non è quantificabile, in quanto molti capolavori sono andati dispersi). Dal 2015 la collezione si trova esposta al pubblico al terzo piano della Manica Lunga di Palazzo Reale. Assolutamente da vedere, solo lei è un romanzo.

Un’altro pezzo del patrimonio salvato è  Il   prestigioso Palazzo Lascaris che fu la prima  sede  degli uffici di Gualino, attualmente è   prestigiosa sede  del Consiglio Regionale del Piemonte. Ma, ahimè molto del  suo patrimonio andò in rovina o fallimento  come il castello di Cereseto nel Monferrato, uno splendido maniero caduto ormai in rovina, sotto atti di vandalismo depredato di tutti i mobili.

L’immenso stabilimento Snia Viscosa  alle porte di Torino esattamente Abbadia di Stura,  abbattuto da anni al suo posto  è sorto un  grosso centro commerciale, della struttura  è rimasto in piedi “l’piciu d’la Snia” ( sembra quasi il dito medio, di un gigante proteso verso il cielo di Torino) ritenuto un importante esempio di archeologia. Tre anni dopo la morte di Gualino, la Rumianca fu assorbita dalla SIR di Nino Rovelli ed ebbe il tragico destino che tutti sappiamo. La Lux film anche lei fallì.

Una  cosa strana che proprio a Torino, molte persone anche di buona cultura non conoscono affatto chi era  Gualino. Tutt’al più visto che ci sono Villa Gualino e Palazzo Gualino pensano che sia stato un architetto. Cesarina l’adorata moglie si spense il 4 agosto 1992 a Roma all’età di 102 anni dopo 28 anni di vedovanza. Vennero sepolti uno accanto all’altro a Oropa nella cripta di un mausoleo di marmo rosa incastonato in una faggeta in cui si vede tutta la pianura. Un libro da leggere per capire quel meraviglioso secolo del Novecento torinese.

Foto 1  Il celebre ritratto di Riccardo Gualino eseguito da Felice Casorati nel 1922.   

Giorgio Caponetti, torinese classe 1945. E’ stato creativo pubblicitario, allevatore e addestratore di cavalli, istruttore d’equitazione, regista e conduttore di grandi eventi equestri, autore di documentari, docente universitario. Ha esordito come scrittore nel 2011 con il romanzo edito da Marcos y Marcos: “Quando l’automobile uccise la cavalleria”, giunto ormai alla nona ristampa. Ha pubblicato sempre  per la  Marcos y Marcos, “Due belle sfere di vetro ambrato(2013), “Venivano da lontano”(2014), “La carta della regina”(2015) e “La disfida”(2016). Vive a Tuscania nella Maremma Etrusca.

Giorgio Caponetti”Il Grande Gualino”  UTET (pp.435€17.00)

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 24/09/2019