Dialoghi sul senso della vita – 6.7 di n.

Veramente desideriamo guarire?

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Miracolo o guarigione, per fede o magia? A che prezzo!

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Quando una persona ha deciso che sia giusto guarire perché è l’unico modo per svolgere il suo compito nella vita, allora usi la medicina che vuole. In quel caso la medicina gli servirà come supporto al fatto principale: quello di desiderare veramente di guarire! Userà la medicina per guarire come io uso il pennarello per disegnare. Inutile tenere in mano il pennarello aperto se non si ha nessuna intenzione di disegnare! Inutile prendere la medicina se non si ha intenzione di guarire, ma solo di eliminare il dolore!

 

IDP… inoltre bisogna sapere come fare il disegno, se no ancora non ci siamo …

 

Esattamente!

 

IDP… allora ad esempio un genitore che ha bambini piccoli e si ammala … c’è quello che riesce a guarire … c’è quello che dice devo stare bene per i figli … e riesce a guarire …

 

Intendiamoci bene! Non c’è solo il bianco e il nero, o è così o è cosà!

Occorre che ognuno faccia la sua parte con responsabilità e troverà la risposta coerente con la situazione. Quello che stiamo evidenziando in queste poche ore è il compendio dell’esperienza che l’essere umano ha fatto dal suo inizio sulla faccia della terra; a ognuno di noi è lasciato tutto lo spazio e la possibilità per poter comprendere attraverso i suoi strumenti.

 

Infatti non è detto che ciò che è giusto per uno lo sia anche per un altro.

 

Magari per uno in quel momento è veramente necessario un aiuto che ad un altro invece è meglio non dare. Se noi siamo aperti alla comprensione delle cose non possiamo sbagliare valutazione! Non seguiamo più la logica della reazione emotiva, ma agiamo di conseguenza ad una corretta comprensione della situazione. Non facciamo più nulla solo per abitudine o per toglierci il fastidio, ma perché è veramente necessario. Si può chiaramente comprendere se c’è bisogno di un aiuto contingente perché possa seguire la sua strada o se sta cercando complicità per non farlo!

 

Infatti quando ho evidenziato i due tipi di guarigione possibili avevo davanti alla coscienza anche questa seconda opportunità: la guarigione a cui accediamo ogni volta che respiriamo, quel tipo di guarigione che è la vita stessa, in grado di farci vivere a dispetto del nostro modo distruttivo di comportarci!

 

Se dovessimo vivere di conseguenza alle azioni che noi facciamo vivremo un decimo di secondo!

 

Chi di noi infatti si preoccupa di respirare, o di far scorrere il sangue nelle vene, o di far circolare le informazioni, gli impulsi nel sistema nervoso ed ormonale?

 

Nessuno!

 

Provate a farlo se ci riuscite!

 

Questo tipo di guarigione è una costante di cui noi non ci occupiamo mai! Senza di questa saremmo morti all’istante; questo è certamente un miracolo che nessuno riconosce come tale! Questo tipo di guarigione è la risposta amorevole dell’origine rispetto alla malattia cronica che noi siamo diventati!

 

Come fa a vivere un essere che pensa di essere intelligente se nemmeno conosce lo scopo della sua vita?

 

Come posso decidere di andare in un posto se non so perché ci devo andare?

 

È come vivere malati di Alzheimer!

 

Non siamo diversi; la nostra diversità è solo in relazione al fatto che non siamo rinchiusi in un istituto specifico ma confusi in mezzo alla gente malata della stessa malattia non ancora conclamata in modo riconoscibile secondo il protocollo necessario per dichiarare l’esistenza di quella malattia in quella gente!

 

 IDP… però noi siamo dentro un sistema … dobbiamo fare delle cose … non è che noi possiamo decidere … devi fare, devi andare … e non possiamo scegliere …

 

Ha ragione! Fino ad un certo punto non è possibile scegliere! Infatti ripeto che non c’è colpa in questo; al massimo c’è ignoranza!

 

Fino a quando non si conoscono alternative a quello che si crede essere tutto, quale diversa decisione si può prendere?

 

Evidentemente nessuna!

 

Colui che si trova in questa situazione deve essere lasciato tranquillo, non deve essere disturbato o forzato, ma neppure aiutato secondo il nostro metro di misura; gli porteremmo più danni che benefici!

 

Potremo intervenire solo dopo che, essendosi schiantato contro un muro, ci chiederà di aiutarlo. E noi dovremo agire nella giusta misura e poi lasciarlo nuovamente libero qualunque altra cosa, anche distruttiva, si accinga nuovamente a fare.

 

Sembra roba da pazzi!

 

Non dobbiamo cercare di salvarlo o farlo cambiare, dobbiamo lasciare che faccia la sua strada fosse anche per un solo secondo prima che termini del tutto! E noi dobbiamo andare per la nostra strada! Altro che missionari; altro che andare a convincere altri di cose che neppure noi conosciamo davvero, solo per essere sempre più numerosi e potenti!

 

Man mano che prendiamo coscienza di cosa siamo e a cosa serviamo iniziamo un percorso di vera guarigione da quello stato cronico di ignoranza e abitudini che sono il terreno ed i semi dai quali si originano tutte le nostre malattie! 

 

Non importa cosa potrà succederci: se quel processo di guarigione è iniziato, incidenti e malattie non potranno impedirci di condurre a buon fine lo scopo della nostra vita! Esattamente come può avvenire per un bambino che nasce e muore nel giro di due ore! Se tutto funziona di nuovo regolarmente non è importante la durata della vita, ma a cosa è servita! In due ore tutto quello a cui quella vita serviva è stato fatto, che ci piaccia o no! Quindi….

 

IDP… è proprio vero che potremo vivere diversamente! … distaccati … mamma mia! …

 

Ciò non vuol dire non provare emozioni, ma non vivere per quelle! Significa comprenderne le relazioni e lasciarle manifestare e spegnersi con esse, senza mantenerle in piedi artificialmente con la nostra volontà! Non tenerle in piedi o cercare di riprodurle per trarre da loro soddisfazione per i nostri sensi a nostro piacimento! Potremo comunque goderne quando tali situazioni si produrranno per necessità vitale, sorprendendoci con la meraviglia di chi scopre ogni volta una cosa nuova, non la solita cosa alla quale ci abituiamo facilmente perdendone interesse, oppure per la quale abbiamo bisogno in quantità sempre maggiore di stimoli per avere lo stesso risultato! Questa si chiama dipendenza che è la negazione della libertà che si dice di avere quando si vuole provare tale soddisfazione secondo il nostro capriccio!

 

Mentre sto mangiando qualcosa che mi piace la gusto e basta senza pensare: adesso sto gustando una cosa che mi piace allora ne provo piacere e quindi ne mangio ancora e ancora e ancora perché voglio che questo piacere non finisca mai, fino a morirne! Che senso avrebbe! Solo che è quello che facciamo tutti i giorni in tutte le nostre azioni senza accorgercene più!

 

E, ancora, mentre sto gustando la cosa che mi piace, non inizio a pensare a tutte le cose che mi piacerebbe fare in quel momento rammaricandomi di non poterle fare nello stesso istante; oppure visto che sono tante le cose che mi piacciono, allora le infilo in bocca tutte in una volta sola; questa è ingordigia che ha lo stesso effetto di quanto evidenziato qualche riga fa!

 

Per evitare queste anomalie occorre iniziare ad essere, anziché continuare ad immaginare di essere qualcosa! Per aiutarci a comprendere un nuovo stato d’essere possibile, possiamo iniziare semplicemente dal primo passo necessario: quando stiamo facendo una cosa cerchiamo di non pensare ad altro ma occupiamoci solo di quella cosa; è una terapia che aiuta a guarire anche la peggiore delle malattie autoimmuni!

 

 

Prosegue nel prossimo articolo 6.8 di n dal titolo:

prima o poi saremo raddrizzati anche noi.

 

 

Foto e testo

Pietro Cartella

 

 

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Articolo pubblicato il 13/12/2019