UN BON BICER ËD VIN… C’era una volta la Piòla

Il libro di Massimo Centini descrive le innumerevoli sfaccettature delle piòle, tra l'amarcord e il desiderio di salvare dall'oblio una parte importante della cultura piemontese

La recensione di questo recentissimo libro di Massimo Centini, “UN BON BICER ËD VIN… C’era una volta la Piòla” (Editrice Il Punto - Piemonte in Bancarella – Torino – 2019) è stata inizialmente l’occasione per una malinconica riflessione sui cambiamenti della città di Torino: fino agli anni Settanta di piòle ce n’erano ancora tante, in centro e in periferia.

 

Oggi, quelle autentiche, sono scomparse, lasciando il posto ad attività d’altro tipo, trasformandosi in bar anonimi, o al massimo in birrerie alla moda.

 

Ricordo bene anch’io, pur non frequentandole, la loro struttura abbastanza costante che prevedeva un bancone sontuoso e massiccio con dietro la stagera, le sedie impagliate, credenze addossate alle pareti e pesanti tavoli di legno scuro. Il pavimento era fatto di massicce assi di legno, disposte a “tolda di nave”, oppure coperto da vecchie mattonelle esagonali. Il riscaldamento proveniva dalla stufa con accanto il cestone della legna e il tubo per il fumo, detto canon, che attraversava tutta la stanza, solitamente appeso con il fil di ferro.

 

E poi tutta la fauna dei frequentatori...

 

Ecco perché si può considerare benemerito questo libro per la conservazione di almeno qualche barlume della nostra cultura tradizionale: nelle sue pagine le piòle sono descritte nelle loro innumerevoli sfaccettature, tra l’amarcord e il desiderio di salvare dall’oblio una parte importante della cultura piemontese.

 

 

Massimo Centini

 

UN BON BICER ËD VIN… C’era una volta la Piòla

 

Editrice Il Punto - Piemonte in Bancarella – Torino - 2019

 

Pagine 256 - Formato 15×21 - € 15:00

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Articolo pubblicato il 25/11/2019