L’EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Francesco Rossa. Prescrizione: il Ministro Bonafede è bugiardo o incompetente?

Tensione tra M5s-PD. I democratici: “Pronti a depositare la nostra proposta”

Il governo dei rinvii chiude l’anno tra litigi e incomprensioni, sperando che il bilancino elettorale alle prossime scadenze regionali, non penalizzi troppo i partner di governo. Il tema della Giustizia invece non concede tregua e si rischia lo scontro finale. E’ doveroso premettere che i grillini sono anche gli eredi diretti del giustizialismo becero dei dipietristi.

Ma mentre  il magistrato più chiacchierato d’Italia conosceva le prassi e i malesseri della giustizia, i suoi eredi sono incolti e ancor più assetati del sangue del cittadino che a torto o a ragione incappa in un provvedimento giudiziario.

Permane così la tensione tra M5s e PD sulla prescrizione. Il vertice di giovedì 19 dicembre 2019 non ha ridotto le distanze nella maggioranza con i democratici che sono pronti a presentare la propria proposta in caso di fumata nera nei prossimi incontri.

Il provvedimento firmato da Bonafede entrerà in vigore il 1° gennaio. Da parte dei democratici si spera in un accordo tra Natale e Capodanno ma non è escluso un vertice subito dopo le feste per trovare un compromesso e non avanzare su due strade diverse per questa riforma, considerata chiave per la durata di questo governo.

Da parte del M5S e del Ministro è stato detto che l’abolizione della prescrizione eviterà che i criminali la facciano franca a causa di processi troppo lunghi. Vale invece la pena di ragionarci.

Nella realtà, dal momento che i processi sono lenti perché farraginosi e per la scarsezza di personale, togliendo la prescrizione ai giudici mancherà anche lo stimolo “a far presto per evitarla” e avremo processi infiniti.

Quindi i poveretti che hanno ragione, non se la vedranno riconoscere mai; e quelli che dovrebbero pagare, in particolar modo chi può permettersi gli avvocati più furbi, avranno maggiori possibilità di allungare i tempi.

Ecco cosa ne pensano i magistrati. Come ha riconosciuto lo stesso CSM, l’eliminazione della prescrizione avrà come conseguenza l’esatto opposto di quel che viene rappresentato, cioè determinerà una durata interminabile dei processi e prolungherà in modo esponenziale la già scandalosa durata irragionevole dei processi in Italia.

Oggi la prima cosa che si scrive su un fascicolo è la data di prescrizione del reato. Così si impegna l’attenzione degli uffici giudiziari a concludere, prima che maturi la prescrizione. Nel momento in cui questa annotazione verrà eliminata, non c’è una sola ragione al mondo per la quale i giudici si vedano costretti, come ora sono costretti, a fissare 40-50 udienze al giorno perché il processo non si prescriva.

Così ne fisseranno 20: ma, naturalmente, se si celebra la metà dei processi, la durata dei processi sarà il doppio. Come ha detto Giuseppe Cascini: “La prescrizione è come lo sperone del cavallerizzo. Se non c’è lo sperone, il cavallo se la prende comoda”.

Invece i processi devono diventare proceduralmente snelli, e ci devono essere abbastanza giudici, cancellieri, computer e banche dati. E se no, facciamo chiacchiere di grande presa sul pubblico votante, ma tragicamente vuote.

Da quando i grillini sono al governo abbiamo imparato a diffidare sempre più degli slogan facili da memorizzare, fabbricati per creare consensi di pancia, da parte di coloro che purtroppo non badano se il tutto si ritorce contro.

Francesco Rossa - Direttore Editoriale

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Articolo pubblicato il 22/12/2019