L'EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Controcolonialismo disunitario (bye bye, Boris!)

Con la Brexit del Johnson triumphans, i sudditi di Sua Maestà (anglo-germanica) cadranno dalla padella di Frau Angela d’Europa alla brace del King Donald delle Indie Occidentali?

That’s the democracy, baby!”, esclamerebbe un beffardo Ed Hutcheson (Humphry Bogart in Deadline, 1952, di Richard Brooks): “And there's nothing you can do about it, nothing!”. In osservanza della Brexit, riconfermata dalle recenti elezioni del 12 dicembre, con un debordante risultato pro-Tories, lo spettinato biondotinto triumphans Johnson goes out of Bruxelleswood, fuori dall’asfissiante padella urinale della Comunità del Decrepito (in)Continente, proprio entro-e-non-oltre il 31 gennaio prossimo, per ricascare probabilmente nell’accogliente – forse soffocante – braciere dell’iperplatinato King Donald Trump, con estrema goduria dello stratega Bannon: insomma, il Regno Unito disunito dall’Unione Europea per riunirsi agli United States, ex colonia delle Indie Occidentali – stavolta, però, in veste di dominus –, in una specie di Neoceania orwelliana (nella fantageopolitica distopica del celeberrimo 1984). E a rischio di perdere la recalcitrante stuardiana Scozia filo-secessionista.

Bye bye, Boris!

Glorioso Impero Britannico versus Sacro Romano Impero Germanico della Cancelliera, dunque; però, tra i due belligeranti divorziati, stravincono le terze, cioè le superpotenze planetarie USA, Cina e Russia.

Singolare tale ostilità antitedesca, da parte degli Inglesi: essi, infatti, sono felicissimi sudditi di Sua Maestà Teutonica Elisabetta, dell’ancestrale dinastia Brunswick-Lüneburg-Hannover-Sachsen-Coburg-Gotha-Wettin (Deutschland über Alles!) autochiamatasi Windsor, per convenienza (e brevità?!), su ordine di Giorgio V, nel 1917, durante la Grande Guerra contro la Quadruplice Alleanza comandata dal cugino Kaiser Guglielmo II, della cui casata gli albionici ospiti coronati di Buckingham Palace erano e sono giustappunto discendenti diretti; anche il consorte della vetusta ed arzilla monarca, l’ormai quasi secolare guidatore velocista scavezzacollo e famigerato gaffeur principe Filippo d’Edimburgo è un crucco doc, giacché rampollo delle nobili famiglie Battenberg von Hessen, prontamente ribattezzata Mountbatten, cognome anglicizzato mutuato ed adottato dal nonno materno, e Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg. God save the Queen!

Quanto alla fri-a-bi-le franosa Pe-ni-so-let-ta dello Stivaletto (curioso territorio sgarrupato nel quale a un anziano omone rosso in periodo natalizio non è nemmeno consentito di recare un sacco di caramelle in dono alla ben nota nipotina Andreina, detta ‘Ndrina, senza essere iniquamente sospettato di liaisons dangereuses con la criminalità mafiosa, ch’è poi la sola nostra cosa organizzata che abbiamo qui…), si configurerebbe la vaga ipotesi che, tolto un Paese di peso (si scusi il bisticcio) come l’UK, la tradizionale irrilevanza italica nell’Ue s’attenui, cioè aumenti un briciolo la relativa forza d’interferenza decisionale nei confronti dell’incoercibile duo M&M (Frau Merkel e Monsieur Macron).

Nel frattempo, diluvia sul fradicio: il gigantesco tecno-patriarca Mose, affondato e impantanato nella palude malarica di eterni ritardi e della ciclopica cresta corruttiva sui costi originari di costruzione, non sa muovere un cassone per opporsi alle sempre più frequenti e massicce ondate di piena e proteggere dall’acqualta l’affogante Laguna veneta, mentre ogni spiazzo dei mille borghi della Nazione tricolore si affolla di sardoniche sardine (cui seguiranno magari gli sgombri), i ponti stradali non smettono di crollare allegramente sotto le gomme dei veicoli in transito e Santa Claus nella notte della Vigilia giunge in maniche-di-camicia e bermuda alla Città della Mole, con 16 gradi Celsius d’inverno anziché zero o giù-di-lì, gioioso tepore tropicale invece di nivei fiocchi ghiacciati artici (il clima sembra davvero impazzito, ma – con enorme scorno della piccola Greta, dei gretini e delle future generazioni – la CoP-25 di Madrid è miseramente fallita, non trovando, per gretta avidità d’immediati profitti, un’intesa sui preannunciati modesti obiettivi “verdi” di tutela ambientale del Globo surriscaldato). Ottimi presagi per l’incombente Capo-danno bisesto Venti-venti.

[…] Ove per poco/ il cor non si spaura. (Giacomo Leopardi, Canti, XII, 1819)

Sicché tra quella marasmatica inanità s’annegherà il pensier di tutti noi e amaramente naufragheremo nelle morte stagioni infinitamente silenti?…

Boh, chi sopravvivrà intravedrà.

 

Enrico S. Laterza

 

 

 

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Articolo pubblicato il 29/12/2019