La Cina povera di cui pochi parlano

Una storia che fa commuovere e indignare

E’ sconvolgente che nel 2020, nella Cina della rinascita economica e dei progetti di sussidio, sia ancora possibile morire di fame.

Ne è la triste prova Wu Huayanla, la ragazza 24enne che negli ultimi anni, per occuparsi della salute del fratello malato, nonostante la morte dei genitori aveva deciso di continuare a lavorare e allo stesso tempo studiare per acquisire abilitazioni professionali che le permettessero di avere un sussidio.

Wu viveva nella campagna del Guizhou, una delle province cinesi più arretrate.
I genitori morirono quando lei era una bambina e dovette così occuparsi da sola del fratello con problemi mentali.

Due zii -anch’essi poveri- la aiutavano con 300 yuan al mese (39 euro), altri 300 yuan arrivavano dal programma sociale della sua famiglia. Wu spendeva quasi tutto in spese mediche, ma non smise di lottare. Frequentò una scuola professionale e ottenne dalle autorità una borsa di studio dal valore di 7 mila yuan all’anno. Si diplomò e si iscrisse all’università.

Negli ultimi tre anni, la ragazza sopravvisse spendendo per sé la somma di due yuan al giorno, ovvero 26 centesimi.

A ottobre, sfinita, Wu venne ricoverata nell’ospedale della città. Non riusciva più a stare in piedi, pesava solo 21 chili. La denutrizione cronica aveva ormai danneggiato cuori e reni.

A quel punto, la sua storia atroce divenne nota, commovendo e indignando milioni di cinesi.
Ricevette donazioni da compaesani, dai suoi professori, dai compagni di studio: quasi un milione di yuan, 130mila euro.

Ma ormai era troppo tardi. Wu si è spenta all’alba del nuovo anno.

La posizione del Governo cinese nei confronti dei poveri?
Alla Cina sono bastati trent’anni per riscattarsi dalla povertà assoluta di 800 milioni di cinesi. E’ nata una polemica a riguardo. A quanto pare i dirigenti, ansiosi di coronare il progetto di Xi, sembra abbiano gonfiato i dati del successo.

Basti pensare alla curiosa e irrealistica statistica ufficiale per quanto riguarda Jiangsu, provincia con 80 milioni di abitanti, nella quale sono stati riscontrati solamente 17 poveri.

 

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Articolo pubblicato il 27/01/2020