La paulownia, albero "mangia-smog" per pulire l'aria malata
Viale di paulownia fiorito.

Boschi e fasce verdi contro smog e polveri sottili? Le tante qualità di una pianta dalla larga foglia golosa di CO2. Prime coltivazioni in Italia

Inverno, tempo di smog. Come ogni anno, nella Pianura Padana la qualità dell’atmosfera è pessima e l’allarme per la salute si rinnova. Lo stop agli autoveicoli di una certa età non produce grossi effetti e crea malumore; per invertire il processo inquinante, servirebbe un totale cambio di rotta del nostro esagerato stile di vita. Non succederà.

Le risposte naturali invece, esigono opere di riforestazione in ogni luogo possibile, così da diminuire la quantità di CO2, frenare la diffusione di Pm 10 e ridurre la temperatura al suolo. Infine, l’azione della fotosintesi clorofilliana è l’unica soluzione efficace per restituire all’aria la sua naturale dose di ossigeno. Ogni albero genera in media 25-30 lt di ossigeno al giorno e solo le piante lo producono.

La Paulownia, o "l'albero della principessa"

L’olocausto delle regioni boschive bruciate in Australia e la deforestazione sommaria hanno impoverito il mondo. È d’obbligo reagire, anche su piccola scala, impiantando aree boschive capaci d’una sinergia di interessi, risultando utili e allo stesso tempo convenienti. Il legno è una materia prima e in Italia, con un’equa forestazione, nascerebbero produttive “oasi verdi” e lungo le strade più trafficate, “fasce laterali”, filtro all’inquinamento.

La paulownia è una pianta che potrebbe svolgere questo ruolo in modo eccellente; le sue caratteristiche sono all’attenzione della Green Economy, e se ne sta parlando moltissimo. Importata dal sud-est asiatico intorno al 1800 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ha preso il suo nome dalla figlia dello Zar Paolo, Anna Pavlonia.

La paulownia è un bellissimo albero d’alto fusto, dalla crescita rapida, che raggiunge i 20 m  d’altezza e i 3 m di circonferenza. Tra le sue molteplici qualità: gli aromatici fiori, l’ampia chioma, l’ottimo legno, la capacità di arginare il dissesto idrogeologico e soprattutto, la fame di CO2.

Ogni ettaro di paulownia, è in grado di assorbire dalle 28 alle 32 tonnellate di anidride carbonica all’anno; ogni pianta, attraverso la vasta superficie verde delle sue foglie, “si ciba” con una quantità dai 32 ai 36 kilogrammi di CO2 ogni dodici mesi, restituendo l’equivalente di ossigenoripulito”.

Il respiro purificatore della paulowia si abbina con la possibilità di ricavarne, nell’arco di cinque anni circa dalla piantumazione, un legno leggerissimo e al tempo stesso resistente ed elastico, tanto da essere soprannominato “l’alluminio di legno”. Infine, dopo essere stata tagliata, la tenace pianta si rimette dalle radici e torna a crescere, fino a rinnovarsi per cinque-sei cicli senza dover ricorrere a trattamenti chimici.

Il parere dell’esperto e le prime piantagioni

Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, riporta: «Da un paio d’anni stiamo lavorando per costruire una rete d’impresa di produttori di paulownia e creare una filiera del legno; è ideale per costruire mobili, arnie, anche arredi per le navi, […]  alternative alla plastica.

I fiori possono contribuire a produrre fino a 5 quintali di miele per ettaro, oltre alla grande capacità delle piante di assorbire molta CO2 fin dai primi mesi di vita, grazie alle foglie gigantesche […]. Servono gli strumenti adeguati per agevolare questa coltivazione che non richiede cospicui investimenti iniziali e che può costituire una integrazione al reddito».

Prendendo atto dell’iniziativa, chi scrive immagina quindi un prossimo sviluppo di rimboschimento nel territorio, che sia con paulownia o altre specie autoctone, poco importa. La potenzialità della paulownia è stata recepita anche in altre aree italiane e, sia nel forlivese che in Toscana e nel Tavoliere delle Puglie, iniziano a vedersi le prime piantagioni che, dalla Spagna alla Polonia, alla Romania, già hanno messo radici in mezza Europa.

Un tempo la Pianura Padana era un’unica foresta, oggi è un’inquinata, ininterrotta metropoli che segue l’andamento del Po. Non è tardi per incanalarsi verso una sana, intelligente riconversione del territorio, tentando di mettere una pezza alle nostre invasive abitudini, poco attente alla biomassa & all’essenza della vita.

Foto pexel

Alcune fonti:

https://www.savetheplanet.green/alberi-smog-riforestazione/

http://www.forlitoday.it/cronaca/il-territorio-forlivese-sempre-piu-verde-con-la-paulownia-fausto-faggioli-2305608.html
 
https://www.progettoitalianews.net/news/investire-e-guadagnare-nel-legno-con-la-paulownia/
 
http://www.padovaoggi.it/attualita/paulownia-pianta-mangia-smog-coldiretti-padova-24-gennaio-2020.html
 
 

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Articolo pubblicato il 29/01/2020