Era il 3 febbraio 1957

Cosa accadeva nelle case degli italiani, sessantatrÚ anni fa?

Nel 1957 chi si trovava davanti alla televisione non poteva fare zapping; il telecomando sarebbe stato inventato solo vent’anni più tardi. Esisteva un unico canale e al contrario d’oggi, non si sbuffava quando arrivava il momento della pubblicità, anzi la famiglia si godeva con grande piacere quel piccolo teatrino di personaggi reali e immaginari. 

Esattamente sessantatré anni fa, il 3 febbraio 1957, era una domenica. Quel giorno, alle ore 20:50 gli italiani videro per la prima volta in televisione, sulla RAI: ‘Carosello’.

Si trattava di un format creato con estrema astuzia, che, nel ricreare l’ambientazione teatrale, apparve allo spettatore come un mini varietà occupato soltanto in minima parte dal prodotto reclamizzato.

Ogni scena, rigorosamente in bianco e nero, durava al massimo due minuti e quindici secondi, dei quali solo gli ultimi 35 secondi erano dedicati alla reclame. Vi recitavano noti attori e personaggi dello spettacolo.
Il nome fu scelto ispirandosi probabilmente al film musicale “Carosello napoletano”.

Fu così che lo “spot”, la “pubblicità” entrò nelle case di migliaia di italiani (gli abbonati a quel tempo ammontavano a poco meno di 700mila), che con il passare del tempo si affezionarono ai personaggi visti sullo schermo.

Gli adulti, seguivano e amavano soprattutto gli sketch delle star del cinema e della tv come Totò, Macario, Vittorio Gassman, Mina e Nino Manfredi. I piccoli invece adoravano le storie di figure immaginarie come Angelino, Carmencita e soprattutto il pulcino Calimero.

Un piccolo show di 135 secondi curato da grandi firme della regia quali Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Sergio Leoni, e altri ancora.

La trasmissione fu un importante vero e proprio fenomeno sociale che scandiva la quotidianità. Genitori e bambini di quel tempo ricordano con un pizzico di nostalgia la frase ‘a letto dopo Carosello’.
Un merito che fece passare in secondo piano l’aspetto commerciale.

Carosello, diede calore alle famiglie italiane per più di vent’anni per poi andare in pensione il primo gennaio 1977.
Il saluto di addio fu affidato alla mitica Raffaella Carrà.

Nel 2013 la Rai ne ha lanciato una versione “Reloaded”, con una seconda edizione trasmessa fino a febbraio 2014.

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Articolo pubblicato il 03/02/2020