Padova – La scultura nell’incontro nell’abbraccio nell’attesa

La Casa Editrice Il Poligrafo, presenta un libro per riflettere e meditare sulla vita umana dalla grandezza alla fragilità attraverso le sculture di Rodin, Picasso, Salvator Dalì e tanti altri grandi scultori

L’arte scultorea,  ci invita a riflettere sulla vita, dalla sua grandezza alla sua fragilità. Tutto ciò, viene documentato nell’artistico volume:

L’abbraccio e l’incontro  nella scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj” edito in bilingue italiano-inglese dalla casa editrice padovana  Il Poligrafo (pp.256 riccamente illustrato), curato dallo storico medico  della medicina Alfonso Pluchinotta, con la collaborazione della storica dell’arte Maria Beatrice Autizi.

Scrive Alfonso Pluchinotta:”Nell’epoca del digitale, l’Umanesimo appare sempre più lontano scavalcato (ma non domato) dalla velocità e dalle nuove possibilità di comunicazione, che limitano l’esercizio dell’attenzione e della riflessione, il farsi della sedimentazione e della memoria, la dimensione reale e rispondente dei contatti”.

La pubblicazione qui citata, accompagna la mostra in programma al palazzo del Monte di Pietà ( che è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana) di Padova.

La copertina del  volume riporta il particolare della scultura di Arturo Martini del “figliol prodigo” realizzata dall’artista dopo la scomparsa del padre, ed è  conservata nella casa di riposo Jona Ottolenghi di Acqui Terme (prestata per l’occasione). La scultura da forma all’amore tra il genitore e il figlio che ritorna pentito a casa.

Analizzando bene la scultura scorgiamo i gesti, umanissimi, che diventano  un’emozione tutt’unica, le mani dell’uno esplorano con pudore la fisicità dell’altro, il figlio accarezza il genitore, mentre il padre sembra aggrapparsi a lui facendo fronte con la rigidità alla commozione dell’incontro, in un atteggiamento che prelude ad un abbraccio.

Nelle pagine scorrono all’incirca centoventi opere (quante sono esposte in mostra) di artisti del secolo scorso, da Auguste  Rodin,   a  Igor Mitoraj con il “Bacio dell’Angelo”, che traduce la vicinanza in un malinconico abbraccio tra due figure inutile. Grande innovatore della scultura moderna di Auguste  Rodin  con  l’opera “la mère”.

Altri capolavori si contemplano  iniziando da Virgilio Guidi a Henri Matisse, da Salvator Dalì, a Fernand Léger, da  Pablo Picasso a Francesco Messina, da Novello Finotti, a Alfredo Sasso, tutte opere   a rappresentare gesti che  la figura umana emana  e  che ogni artista ha raccolto modellando  con questi materiali, metalli, terrecotte, plastiche  suscitando nell’osservatore riflessioni profonde sul senso della vita, contrapponendo e sconfiggendo quella indifferenza o disimpegno che oggi si vuol far passare.

Le opere umane lasciano nel lettore molte riflessioni dall’importanza della vita, ma porta in evidenza anche la fragilità che essa contiene. L’opera d’arte diventa ricerca di gesti che corrispondono a un mondo di valori ideali.

Tra le espressioni artistiche, la scultura è quella che riesce meglio a rappresentare le diverse sfaccettature della figura umana, per la tridimensionalità delle forme, la complessità dei volumi, l’attenzione al dettaglio e alla relazione dei corpi con lo spazio.

Quello spazio intimo della materia che racconta il corpo trasformandolo in forma e luogo di accadimenti nelle più diverse modulazione, ora armonizzandole in una compostezza classica, ora enfatizzando il movimento con cui la materia presenta se stessa, sollecitando le superfici con tonalità impressioniste, o ripiegando su narrazioni liriche, simboliste, metafisiche.

Abbiamo sfiorato appena tematiche – sottolinea Alfonso Pluchinotta- che meriterebbero ben altra collocazione. Speriamo di aver raggiunto la finalità che ci eravamo proposti:ossia che l’incontro ( quello che ci cambia), il contatto (quello che ci suscita le nostre emozioni), l’empatia (dalla compassione alla pietà) possano realizzare il superamento del bisogno di umanità, al limite il superamento delle immancabili ingiustizie sociali e delle condizioni di miseria fisica e morale, attraverso una motivata condivisione del quotidiano e l’attenzione verso l’Altro nella convinzione che egli ci possa cambiarci e arricchirci”.  

Descrizione foto

Foto copertina volume

Foto 1 Arturo Martini “Figlio Prodigo”, 1926 bronzo a patina medaglia cm 219(h)x149x100 “Acqui Terme, casa di riposo “Jona Ottolenghi”

Foto 2 Igor Mitoraj “Il Bacio dell’Angelo” 2003 bronzo a patina verde cm 82(h)x80x35, Venezia, Collezione Contini  

Foto 3 Virgilio Guidi “Figure nello spazio”1972 bronzo a patina nera firmato “Guidi”numerato «1/12» cm 22 (h) x45x15 coll. priv.

Foto 4 Lorado Taft “Towards the Unknown, 1910 ca. bronzo patina scura cm30(h)x16x12 coll. priv.  

Foto 5 George Colin”Le timonier 1910 ca. bronzo a  patina nuancée firmato «G. Colin» cm 40(h) x31x22 coll. priv.

Foto 6 Salvator Dalì “Alma del Quijote”, 1969 bronzo a patina scura formato “«Dalì»”, numerato «536/650» cm 60 (h) x38x18 coll. priv.

Foto 7 Novello Finotti “Riflessi”, 1995 ca. bronzo da scultura in marmo del 1991cm 39(h)x24x32 Padova Galleria La Teca

 Foto 8 Alfredo Sasso “Man and mirror”, 1978 cm 67(h)x31x20, coll. priv.

“Incontro e abbraccio nella scultura del novecento da Rodin a Mitroj”di Alfonso Pluchinotta, 256 pp. Ill. colori e b/n Il Poligrafo Padova 2019 prezzo di copertina € 40.00.

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Articolo pubblicato il 02/02/2020