La disabilitÓ Ŕ un limite?

Personaggi ciechi che hanno fatto storia!

La disabilità non è un limite. Lo dimostra la storia stessa, costellata da personaggi che hanno superato la propria disabilità e riscontrato grande successo nelle proprie passioni.
 

In passato, in televisione – dove tutto doveva apparire perfetto- venivano nascoste tante cose del mondo, tra cui le persone affette da disabilità di qualche tipo.
John Jockenberry è stato il primo a rompere la tradizione, presentandosi sul piccolo schermo su una sedia a rotelle. Il giornalista, subì a 19 anni una lesione al midollo spinale a causa di un incidente che lo costrinse sulla sedia a rotelle per il resto della vita.

Si potrebbe pensare che l’unico modo per superare una disabilità sia puntare su una capacità diversa da quella colpita dal disturbo. Ma non è per forza così! Basti pensare a Beethoven, uno dei musicisti più famosi della storia, che, sebbene iniziò a studiare musica quando ancora sentiva, all’età di 26 anni iniziò a perdere l’udito. Fu proprio quando ormai era divenuto definitamente sordo che compose le opere più belle e acclamate.

In questo articolo però, proviamo a concentrarsi su una disabilità in particolare: la cecità. Citando grandi personaggi che, senza la vista, hanno fatto grandi cose.

Partendo da tempi molto lontani, citiamo Omero, il poeta greco autore dell’Iliade e dell’Odissea, i due massimi poemi epici della letteratura greca.
Il suo nome, probabilmente greco, è stato oggetto sin dall’antichità di varie spiegazioni paretimologiche. Una di queste, vedrebbe il suo nome tradotto come “colui che non vede”.

Vi sono testimonianze di molti cantori ciechi a quel tempo.
La cecità, nell’antichità, ebbe una connotazione sacrale e spesso fu simbolo di doti profetiche e di profonda saggezza.
La mancanza della vista era al tempo colmata dall’ispirazione proveniente dalle Muse.

Facciamo ora un enorme passo temporale, e arriviamo a parlare di un altro uomo, vissuto nel 1600: John Milton, uno tra i più celebri poeti d’Inghilterra. Milton, quando divenne cieco all’età di 43 anni non smise di scrivere, anzi proprio senza la vista scrisse la sua opera di maggior successo: Paradise Lost.


Altro balzo temporale e non solo. Passiamo infatti dalla letteratura alla musica.
Probabilmente tutti- anche chi non è esperto di musica- conosciamo Steve Wonder, famosissimo cantante, cieco sin dalla nascita.
E’ scientificamente provato che, non poter utilizzare un senso porti ad affinare gli altri. Steve Wonder oltre ad avere una bellissima voce, aveva infatti un ottimo udito. Divenne quindi, nonostante l’importante disabilità, uno dei cantanti più famosi del mondo.

Una ventina d’anni prima di Steve Wonder, nasceva Ray Charles Robinson, considerato uno dei pionieri della musica soul. Egli, divenuto cieco a 6 anni, seppe coniugare sonorità diverse dal rhythm and blues alla musica country, dal vocal jazz al piano blues fino al soul blues. Icona assoluta, fu nominato nel 2004 dal Rolling Stone Magazine 10º tra i 100 più grandi artisti di tutti i tempi e, nel 2008, 2º nella classifica dei 100 più grandi cantanti di sempre.

Rimanendo nel mondo musicale, impossibile non citare il nostro orgoglio nazionale, divenuto mito mondiale: il grande Andrea Bocelli.
Ipovedente fin dalla nascita, perse definitivamente la vista all’età di 12 anni. Si laureò in Giurisprudenza e successivamente in Canto Lirico e cominciò la sua carriera nel mondo della musica cantando nelle chiese e nei pianobar del suo paese. Ora è amato e stimato in tutto il mondo.

Insomma, questi personaggi (e molti altri) sono da ammirare in quanto portatori di un grande insegnamento: nella vita, è vietato abbattersi!


 

                                                              

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Articolo pubblicato il 07/02/2020