Konrad Magi: La luce del Nord

Una scoperta e una sfida ai Musei Reali di Torino

Fino all’8 marzo 2020, sarà possibile visitare ai Musei Reali di Torino, l’interessante mostra dedicata a Konrad Mägi, artista estone dalla straordinaria forza espressiva, fatta soprattutto di colore e luce. Mägi è considerato il capostipite della pittura estone moderna ed è spesso assimilato ad artisti quali Vincent Van Gogh e Alfred Sisley, con cui ha in comune l’uso audace della materia pittorica e degli effetti luminosi.

La mostra, curata dallo storico d’arte Eero Epner in collaborazione con la direzione dei Musei Reali di Torino, cade in prossimità dei 100 anni dalla visita di Konrad Mägi in Italia e, con oltre cinquanta opere (paesaggi, ritratti e disegni), è una delle personali più grandi mai realizzate in Europa. Le opere provengono dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e dal Museo d’Arte di Tartu, oltre che da diverse collezioni private.

L’opera di questo artista è il lavoro di una personalità irrequieta e intensa, che attraverso la sua pittura paesaggistica, tesa e talvolta ironica, racconta al continente europeo il fascino della natura del Nord. Grandi cieli solcati da spettacolari nuvole, accesi ai bagliori del tramonto; affascinanti laghi, campagne distese e scogliere a picco sul mare.

Mägi è impossibile da collocare in un preciso movimento, in quanto sfiora tutte le correnti senza farne propria nessuna. Ama la natura e la dipinge come se fosse un ritratto, definendola uno spazio metafisico e sacro.

Nacque in un ambiente rurale dell’Estonia meridionale nel 1878 e nel 1889 si trasferì a Tartu con la famiglia, dove cominciò a lavorare come apprendista falegname.

Poco più che ventenne iniziò a studiare arte a San Pietroburgo, ma nel 1906, già avente un noto animo inquieto, abbandonò la città e si trasferì in Finlandia, nelle isole Aland, dove realizzò i suoi primi dipinti.
L’anno seguente approdò a Parigi, dove si trovò a lottare con i disagi causati dalla povertà e dalle difficoltà di inserimento nell’ambiente artistico della metropoli.

Dopo qualche anno, partì nuovamente. Questa volta per la Norvegia, dove dipinse intensamente, creando la base per le sue prime esposizioni, che gli daranno molta notorietà e gli consentiranno un altro viaggio a Parigi, dove però non rimase molto tempo.

Nel 1912, infatti ritornò in Estonia, dove lavorò come insegnante d’arte. L’ultima sua fase creativa coincide con il viaggio in Italia che fece nel 1912, dove realizzò molte vedute di Roma, Capri e Venezia.
Tornato in patria molto malato, morì nel 1925, a soli quarantasette anni.

 

Anarchico, eccentrico, sognatore e utopista. Mägi è un artista unico nel panorama europeo del primo ventennio del Novecento, per il suo approccio alla pittura e più in generale, alla vita. Egli stesso nel 1906 scrisse: “Prima o poi bisogna andare a vedere il mondo, anche a costo della vita, perché non fa differenza come uno muore o dove muore”.

Marianne Korver ha realizzato, appositamente per la mostra, un film-documentario sull’artista, proiettato nell’ultima sala espositiva.

Nonostante in Italia non sia un’artista molto noto, vale la pena di visitare la mostra dedicatagli che, come affermato dalla direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, sarà per il pubblico una scoperta e una sfida.

Dove:
Musei Reali di Torino; Sale Chiablese

Quando:
dal martedì alla domenica; ore 10/19.
Chiuso ogni lunedì.

Mostra aperta fino a:
8 marzo 2020

Prezzo ingresso:  
intero 10€
ridotto 6€

Attenzione! Da martedì 25 a 29 febbraio 2020, la mostra resterà chiusa, in accordo a quanto disposto dall’Ordinanza della Regione Piemonte in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da CODIV-2019.

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Articolo pubblicato il 27/02/2020