San Giorgio Monferrato (AL) - Riapriamo le aziende prima che sia troppo tardi

Gigi Cabrino per Civico20News

Ogni giorno che passa risulta sempre più evidente che a governare l’Italia non sia tanto il Governo legittimo, quanto gli interessi e le forze anti italiane che di fatto lo controllano.

E se  personalmente mi sento tranquillo e rassicurato sul fronte sanitario per la grande professionalità che sta dimostrando in questa crisi il personale sanitario e medico non posso dire altrettanto per quello che riguarda il profilo sociale ed economico.

Non esiste un solo provvedimento che vada incontro agli interessi più elementari delle famiglie e delle imprese italiane tra quelli presi in queste settimane.

Fanno davvero paura  le misure economiche intraprese, non una che non abbia avvantaggiato le note forze economiche e finanziarie anti italiane.

Basti pensare alla finanza bancaria trasnazionale, i grandi banchieri che dalle loro scrivanie con una telefonata decidono le sorti dei titoli di debito di interi stati; pensiamo a ciò che è stato proposto dal Governo; alle imprese costrette alla cessazione di attività ormai da un mese, in particolare le piccole e piccolissime imprese che vivono di cassetto quotidiano, l’aiuto offerto dai governanti è stato un banale invito ad andarsi ad indebitare in banca.

Oppure per la grave situazione nazionale non si è fatto altro che tenere aperta la porta all’indebitamento col mostro finanziario MES che, per inciso, dovrebbe prestarci ad interesse miliardi che già noi in precedenza abbiamo versato nelle sue casse con l’aggiunta di tagli alla spesa sociale che porterebbero ad operazioni di vera e propria macelleria come avvenuto in Grecia pochi anni fa, quando lo stato ellenico ha dovuto regalare i propri gioielli culturali ed infrastrutturali ai soliti noti ( tedeschi in primis).

E alle piccole imprese che si sono viste costrette a chiedere la cassa integrazione per i dipendenti lo stato non ha fatto altro che consigliare pagare con fondi propri e poi si vedrà; va da sé che se la liquidità alle piccole imprese manca per la forzata cessazione di attività  basta andarsi ad indebitare in banca.

Le tante attività di piccolissima imprendtoria delle ditte individuali sono in attesa dei famigerati 600 euro mentre sulle macerie industriali che si vanno delineando l’industria tedesca si arricchisce come non mai se è vero, come è vero, che nell’ultimo mese il consumo energetico in Germania è calato di un misero 6% mentre in Italia del 27%. Cosa significa questo se non che mentre il secondo sistema produttivo europeo si è bloccato il primo - quello tedesco ovviamente – ha continuato a lavorare come se niente o quasi fosse successo?

Le poche aziende che hanno avuto il permesso di continuare a lavorare, ad esempio alcune del settore alimentare, hanno problemi a sostenere gli ordinativi dall’estero, segno che l’economia dei nostri competitori europei non è stata spenta per decreto.

Mi rifiuto di pensare che se siamo in grado di garantire la sicurezza sanitaria a chi in queste settimane lavora in ospedale o in strutture sanitarie non sia possibile garantire la stessa sicurezza nelle aziende; inoltre chi ha deciso la serrata forzata del sistema produttivo italiano e le “cupole” finanziarie e tecnocratiche cui fa riferimento non ha avuto il benchè minimo contraccolpo economico in questa crisi… miracoli del fenomeno tutto italiano ( e cinese) del capitalismo fatto coi soldi pubblici.

E come se non fosse abbastanza si riaffaccia lo spettro della patrimoniale, magari, come suggerito da alcuni esperti di comunicazione, con un nome più accattivante per non incutere timore nei contribuenti.

I segni di insofferenza iniziano ed essere forti, la parrucchiera di Asti che decide di violare la quarantena e alza la saracinesca non fa disobbedienza civile ma lotta per la sopravvivenza e sono milioni gli imprenditori ed i professionisti in questa situazione.

E’ urgente far ripartire il sistema produttivo italiano, milioni di persone si trovano a dovere scegliere tra il rischio di beccarsi il corona virus e la certezza di morire di fame; tutto mentre le forze economiche e finanziarie internazionali, di cui i nostri governanti sono servi obbedienti, si arricchiscono sulle nostre serrate.

 

Gigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 15/04/2020