Riaprire o no? Le Banche aiuteranno il nostro sistema economico? Cosa farà l’Europa?

La proposta di Mino Giachino

La giornata di ieri ha spostato l’attenzione dell’opinione pubblica dalle vicende sanitarie ai rischi che l’economia del Paese corre se si ritarda la riapertura del sistema produttivo e di pari passo, l’erogazione dei credito, evitando le consuete e  lunghe procedure e  articolazioni bancarie.

Ospitiamo il fattivo contributo di Mino Giachino, che ringraziamo, con l’auspicio che il sistema bancario piemontese accolga la logica razionale del suo messaggio, unitamente alle proposte presentate.

 

“Se non riapriamo la botta all’economia e al lavoro, sarà durissimo. Le banche aiuteranno il nostro sistema economico? Cosa farà l’Europa?....

Il credito delle Banche potrebbe contribuire al risanamento del sistema economico cittadino.

La malattia e l’economia non fanno e non faranno sconti a nessuno. 

Così come le persone anziane e con patologie sono state le più colpite dal CORONAVIRUS, così le economie più fragili saranno le più colpite dai pesanti effetti economici del lockdown che hanno interessato prima la Cina poi gli altri Paesi asiatici e da quasi due mesi il nostro Paese e poi le economie occidentali. 

Così il FMI ha aggiornato le sue previsioni che danno un +1,5 alla Cina , un -3% per gli USA, un -6-7% per l’Europa e -9.1% per l’Italia. 

Oggi la Confesercenti stima che siano a rischio il 35% delle nostre aziende commerciali, un disastro da cui sarà difficile tirarsi su.

Hanno grande urgenza di riaprire soprattutto le aziende che esportano perché le aziende concorrenti tedesche potrebbero rubarci lavoro e fatturato .

Tutti i Paesi stanno cercando di riaprire perché i danni del blocco delle attività è pesantissimo e le conseguenze potrebbero interessare aziende, posti di lavoro ma anche i livelli di Welfare e pensionistici. Non dobbiamo mai dimenticarci l’avvertimento del Presidente dell’INPS secondo il quali lui poteva garantire il pagamento delle pensioni sino a Maggio.

In Germania stanno riaprendo con l’indice di contagio allo 0,7%

Noi stiamo arrivando allo 0,8.

Da noi lo scontro è alto tra un Governo debole e le Regioni che garantiscono la quota più importante del PIL del nostro Paese.

Nella attesa della riapertura la cosa più importante da fare è la modifica del Decreto CREDITO del Governo in modo che il finanziamento sino a 25.000 sia effettivamente messo a disposizione di tutte le realtà che lo possono contrarre, con la totale garanzia dello Stato.

Così come abbiamo chiesto ai Medici di non discriminare tra le persone per le cure in terapia intensiva così dobbiamo chiedere allo Stato e alle Banche di non discriminare tra chi ha l’azienda in Bonis o chi aveva tirato avanti, garantendo servizio e posti di lavoro, si presenta con conti difficili.

Ecco perché ieri ho scritto ai vertici delle Grandi Banche torinesi per invitarle a concedere finanziamenti a tutte le aziende aperte il giorno di inizio del lockdown.

In questo modo le aziende potrebbero saldare fornitori, bollette e tasse. 

In questo modo il finanziamento delle Banche aiuterebbe il risanamento delle aziende. 

Non demordo dalla richiesta che il Governo intervenga con un parziale risarcimento Cash  da 5 a 10.000 a seconda dei posti di lavoro Così come hanno fatto in Germania, in Svizzera e negli USA.

Ma per il rilancio della economia più penalizzata dal CORONAVIRUS saranno necessari grandi stanziamenti dall’Europa, così come fecero gli USA nel secondo dopoguerra con il Piano Marshall , che De Gasperi andò a concordare con gli USA. De Gasperi il nostro statista più grande dopo Cavour per volare negli States si fece prestare il cappotto dal suo amico Piccioni.

I finanziamenti europei dovremo utilizzarli per pagare la cassa integrazione ai lavoratori, per gli investimenti pubblici, per ristorare le aziende di quanto perderanno con il blocco delle attività.

Qui debbo constatare come i 5 Stelle condizionano pesantemente il PD tenendo fermo lo sblocco delle Opere pubbliche, perchè sono contrari ad esempio alla Gronda di Genova, un’opera importante per il collegamento tra il porto più importante del nostro Paese e il Nord Ovest. 

Evidentemente la lezione della TAV non è stata sufficiente. 

Ricordando le elezioni del 18 aprile del 1948 mi auguro che la politica sappia ispirarsi alle scelte che diedero il Boom Economico negli anni 50-60 ci evitino lo SBOOM economico nei prossimi mesi”.

Mino Giachino 

SiTAV SILAVORO 


 

Lettera aperta alle Banche Torinesi.

Il credito da 25.000 invece di darlo alle aziende che non hanno problemi, datelo alle aziende che hanno problemi e con questa scelta aiuterete la economia e il lavoro di Torino e del Piemonte più di tanti discorsi.

Carissimi,

Mi rivolgo umilmente a Voi che avete il pregio di dirigere prestigiosi Istituti di Credito, alcune tra le più importanti d’Europa,  affinchè gestiate il finanziamento sino a 25.000 euro , che secondo il recente Decreto del Governo è totalmente garantito dallo Stato, privilegiando le nostre piccole aziende che pur avendo problemi erano aperte prima del “lockdown” .

Anche il Presidente della Repubblica è intervenuto affinché ognuno faccia la sua parte a uscire bene da questa guerra del Coronavirus e io sono convinto che anche Voi abbiate un’anima.

Da 40 giorni queste aziende sono chiuse , non incassano e hanno fornitori da pagare , e se il lockdown prosegue , hanno bisogno di quel credito per  riaprire, pagando fornitori, bollette e tasse per  continuare a dare il loro servizio alla società torinese . 

Molte di queste hanno un posto nella storia dell’ultimo secolo di Torino e hanno dato ai visitatori della nostra bella Città un servizio di pregio .

Con questo finanziamento, che i loro titolari  rimborseranno in 5-6 anni , il loro bilancio  ne avrà un giovamento e Voi in questo modo dareste  il contributo più importante  al rafforzamento della economia torinese che da anni invece soffre ma che deve assolutamente arrivare in piedi all’appuntamento con la TAV. 

Aiutando queste aziende aiuterete il Lavoro della Città come nessun altro.

 Vi ringrazio molto della Vostra attenzione”.

Mino Giachino 

Sitav SILAVORO 

 

 

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Articolo pubblicato il 19/04/2020