Le balle giganti di Conte e l’Italia al collasso

L’analisi di Bartolomeo Giachino

L’abbiamo scritto in più occasioni.  L’Italia rischia di rimanere falciata dal virus, ed il governo non si cura del tracollo economico che ci attenderà alla riapertura.

Conte si produce in proclami, giri di parole, intrecci di slogans con un’opposizione che in modo ancor poco efficace ed approfondito, ha palesato quali sarebbero i rimedi indispensabili per cercare di avviare la ripresa.

Non è ancora decollata l’ erogazione del credito ad aziende che rischiano di scomparire dal mercato, come il dirottamento di finanziamenti in direzione della ripresa che parta dall’economia reale e non dal flusso di denaro sprecato in leggi clientelari, quali tenere in piedi l’Alitalia sino all’erogazione del reddito di cittadinanza, come sino ad ora concepito.

Riceviamo l’analisi elaborata da Bartolomeo Giachino, che pubblichiamo, ribadendo con incisività il completo disaccordo da formule teoriche, sino ad ora ipotizzate dai soloni di Palazzo Chigi,  lontane dalla vita delle imprese e di soggetti produttivi che potrebbero, se adeguatamente sostenuti, fare la differenza.

“Con partiti sempre più deboli, con un Parlamento senza incisività, l’informazione è l’ultimo baluardo a difesa dell’interesse nazionale. Il Governo ha capito tardi la crisi e ha preso provvedimenti insufficienti. Se i giornali non si svegliano invece di riprenderci rischiamo altri anni difficili.

La Guerra del VIRUS ha colto impreparato il Governo e la politica che ha traccheggiato 1 mese per capire la pericolosità del COVID 19 ma ha anche capito con ritardo quali sarebbero stati gli effetti pesanti sulla nostra economia.

I giornali anche loro colti impreparati, dal punto di vista sanitario, han capito prima e hanno incalzato, a difesa del Paese, Governo e Regioni.  Lo dico perché se chi doveva avesse capito prima,  avremmo evitato tanti decessi e ora difenderemmo meglio le nostre aziende. 

La maggioranza della informazione non ha capito per tempo che i Decreti del Governo erano molto insufficienti e mal scritti. Questo purtroppo sta pesando sulla economia reale. 

Esemplare oggi il Corriere della Sera il primo giornale italiano.

In prima pagina un ottimo giornalista , Dario DI VICO, abituato a lavorare sui numeri, in un pezzo titolato “Quei soldi in ritardo” inizia in modo molto rispettoso, quasi ha paura di criticare il Governo e dice “E’ una amara verità ma va detta. Il trasferimento di liquidità dallo Stato alle imprese non sta funzionando come auspicato “. A pagina 17 viene intervistato un barista che occupa una decina di persone: “La Banca ha detto no. Ora mi servono aiuti da non restituire”.

Con un mese di ritardo il maggiore quotidiano nazionale denuncia il fallimento del Decreto sul CREDITO, quello annunciato in pompa magna in TV: Manovra Poderosa e senza Precedenti. Metteremo in moto 400 miliardi. BALLA GIGANTE.

Chi scrive ha avuto una esperienza di Governo e in tanti anni di lavoro e di impegno conosce bene la struttura economica del nostro Paese.  Avevo capito subito che le aziende che presentano qualche problema finanziario non avrebbero avuto il Credito dalle Banche.

L’ho detto e scritto a tutti.

Agli amici come Gianni Letta ho anche telefonato.

Un Paese che non cresce da vent’anni e che ha molte piccole imprese sottocapitalizzate ha evidentemente problemi col credito. Molti negozi, bar e ristoranti, non avendo il coraggio umano di tagliare il personale, hanno ritardi con le Banche e col fisco.

Ecco che due decisioni del Governo, il lockdown più lungo del previsto (perché si è scoperta tardi la crisi) e un Decreto sul credito del ca..., ristruttura d’autorità la nostra rete commerciale, facendo chiudere aziende cui viene negato il credito.

Mai nella storia repubblicana era successa una cosa del genere. E’ il fallimento della politica che ha come compito principale quello di difendere l’interesse nazionale, cioè il lavoro e le aziende.

I partiti che purtroppo sono da anni nella fase calante hanno pure selezionato una classe parlamentare poco brillante che il Parlamento non conta più nulla.

Non parliamo dei sindacati che al massimo difendono il lavoro che c’è o delle Associazioni produttive.

In questa crisi purtroppo sono venuti meno anche i Giornali che in altri tempi oltre a denunciare la situazione avrebbero pure chiesto a qualche consulente di scrivere un Emendamento al Decreto.

In questa situazione nei giorni in cui ricordiamo la vittoria del 18 aprile, che indirizzo ’ l’Italia appena liberata” , sulla strada del Riscatto economico e sociale con il Boom Economico temo che tutto stia giocando per portarci sulla strada dello SBOOM Economico.

Scrivo perché non ho perso la speranza che qualcuno che può, faccia qualcosa che inverta la tendenza. 

 

Mino Giachino 

SITAV SILAVORO

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Articolo pubblicato il 27/04/2020