Chi si ricorda di Ezra Pound?

Il controverso artista americano ora è al centro di uno studio

In pochi lo ricordano. E di chi lo ricorda, in pochi lo leggono.

Poeta, saggista e traduttore, Ezra Pound nacque nel 1885 negli Stati Uniti, ma trascorse la maggior parte della sua vita in Italia, dove morì nel 1972 a Venezia. 

Fu uno dei massimi protagonisti del modernismo e della poesia di inizio XX secolo. 

Nella sua scrittura Ezra predilesse un linguaggio d’impatto, un immaginario spoglio e una netta attinenza tra la musicalità del verso e lo stato d’animo che esprimeva. 

Temi ricorrenti nella sua poesia furono la nostalgia per il passato, la fusione tra culture diverse, e spesso il tema dell’usura. 

Trasferitosi in Italia nel 1924, Pound sostenne il regime fascista fino alla caduta della Repubblica Sociale Italiana. Venne catturato dai partigiani e riconsegnato agli Stati Uniti d’America, nei quali venne incriminato per tradimento e imprigionato in un manicomio giudiziario per 12 anni. 

Nel 1955 gli venne diagnosticato un generico “disordine psichico”. Tre anni più tardi la diagnosi divenne “disturbo narcisistico della personalità, dichiarato permanente e incurabile”. 

E’ molto curioso il fatto che con Pound, il St. Elizabeth - ospedale psichiatrico criminale di Washington D.C. – si tramutò in una sorta di circolo letterario. 

E quel piccolo circolo letterario ortodosso convocato da un fascista recluso in manicomio radunò turisti, attivisti, ambasciatori, accademici, oltre ai più famosi poeti dell’epoca, T.S. Eliot, Robert Lowell, Charles Olson, e molti altri… 

Erza Pound fu senz’altro un grande pensatore e poeta… Eppure, nell’immaginario popolare, l’antisemitismo, l’aiuto che prestò a Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale, la fama acquisita a causa dell’accusa di tradimento, hanno offuscato il genio di Pound.

Questo fa sì che nella società non esista un Pound grande poeta, ma solo il Pound fascista. 

Dopo la morte, questo aspetto divenne un vero e proprio caso da studiare, il così detto “problema Pound”. 

Si tratta di un quesito tanto importante quanto complicato. 

L’arte, il talento, può essere considerato a parte – di lato - rispetto alle convinzioni dell’artista?
Nel caso di Pound sembrò impossibile dividere le due cose. 

In lui, vita e poesia coincidono, uno penetra l’altro. Non si può disarticolare Ezra in due parti; Ezra è solo uno.

Eppure, questo processo è avvenuto per Pound, il quale sembra essere stato vinto dalla Storia pur rimanendo indomito ai lettori.  

Nel 1948 Pound ottenne una sorta di risarcimento comminato dagli amici poeti. per l’infamia subita.  

Non si può dire con criterio se Ezra Pound sia stato un agnello sacrificale del Novecento; di certo rimane, come molti lo hanno definito: l’uomo più difficile del Ventesimo secolo. 

Davanti a questa questione, un aforismo dello stesso Ezra pare molto significativo. 

“Il cattivo critico critica il poeta, non la poesia.”  

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 16/05/2020