Chi ritroviamo? Mrs Pearlman: il papā cattivo delle boy band

Le due facce dell’estroso inventore dei Backstreet Boys

Lou Pearlman, conosciuto anche come Big Poppa, è stato un manager nato a New York, considerato il “papà” delle boy band. 

Pearlman – uomo basso con una prominente pancia e radi capelli rossicci – fondò l’etichetta discografica Trans Continental Records, con la quale lanciò molte delle band più in voga negli anni Novanta.

Backstreet Boy, Natural, US5, Innosense, Aaron Carter e Jordan Knight sono solo alcuni dei nomi che toccarono la vetta partendo proprio dagli studi di Lou Pearlman. 

Fin qui, Lou potrebbe sembrare una sorta di “messia della discografia” soprattutto nel caso delle boyband… 

Ahimè, la sua storia presenta un oscuro retroscena. 

Infatti, a parte gli US5, tutti i gruppi musicati con cui Pearlman lavorò lo denunciarono per frode e dichiarazioni false e vinsero tutti i processi.  

Tutto iniziò proprio dal gruppo che riscosse maggiore successo tra i sopracitati: i Backstreet Boys. 

Brian Littrell assunse un avvocato per far luce sui motivi per cui i guadagni del gruppo fossero minimi mentre l’etichetta di Lou ne guadagnasse milioni. 

Inoltre, nel 2007 Vanity Fear ha riportato la notizia di alcune voci riguardanti atteggiamenti sessuali molesti di Lou nei confronti di alcune star che si erano affidate a lui. 

Qualcuno – tra cui la madre di Nick Carter dei Backstreet Boys - confermò la notizia.
Altri smentirono categoricamente, e lo stesso Nick Carter un’intervista fece intendere che forse quelle voci fossero nate in seguito ad amarezze e rancori. 

Nel 2006 si scoprì che per oltre vent’anni Pearlman aveva perpetrato uno dei più grandi e duraturi schemi di vendita truffaldini della storia americana, lasciandosi alle spalle oltre trecento milioni di dollari di debiti. 

Due anni più tardi è stato catturato, processato e condannato a 25 anni di carcere. 

Un manager farabutto;

furono queste le due facce di “Big Poppa”: un uomo che si avvolse nel lusso truffando centinaia di persone e ingannandone altrettante. 

L. Pearlman è morto in carcere quattro anni fa in seguito a ictus.
Aveva 62 anni. 

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Articolo pubblicato il 18/05/2020