“Il suicidio più bello del mondo”

Evelyn McHale e la fotografia che ha fatto storia

“Il suicidio più bello del mondo” non è il titolo di una commedia o di un romanzo; e la donna nella foto non è una modella su un set fotografico in stile retrò.

Raccontiamo oggi un fatto tragico; un suicidio realmente accaduto nel 1947.

Si tratta della storia triste e inconsueta di Evelyn McHale, una giovane ragazza americana, e del suo gesto estremo e inaspettato dietro al quale pare non nascondersi un vero e proprio motivo.

Ripercorriamo rapidamente la sua breve vita.

Evelyn nacque in California nel 1923 sesta di 7 figli. A causa del lavoro del padre, un impiegato di banca, la famiglia era costretta a cambiare sovente residenza. La situazione degenerò quando la madre, colpita da una forte depressione, andò via abbandonando il marito e i figli.

I genitori divorziarono, mentre la giovane Evelyn finì il liceo ed entrò nelle Forze Armate americane. Esperienza che si disse non aver vissuto con serenità, in quanto finito il periodo di servizio la ragazza diede fuoco alla divisa.
Trovò lavoro a New York e qui incontrò un uomo: Barry Rhodes. I due si innamorarono e decisero che di sposarsi nel giugno del 1947.

Prima di suicidarsi, Evelyn aveva fatto visita proprio all’amato per festeggiare il suo compleanno. Nessuno si sarebbe aspettato il suicidio della giovane e bella promessa sposa.

Una depressione nascosta a tutti i suoi familiari per colpa dell’abbandono della madre? Un evento che ha scosso a tal punto la sua vita? Cosa indusse la bella e giovane Evelyn McHale ad un gesto tanto estremo?

New York, 1° maggio 1947.

Sembrava essere una normale giornata di primavera, tra la frenesia e la velocità che contraddistingue la grande città. Un giorno come un altro che avrebbe però cambiato per sempre la vita di una ragazza e la storia della stampa.

Dall’Empire State Building a un tratto si vide cadere leggiadra una sciarpa bianca. Subito dopo, un tonfo.
Il corpo stranamente intatto e composto di una giovane donna precipitò dall’alto e si schiantò su una Limousine Cadillac parcheggiata.

Robert Wiles, un giovane fotografo, non si fece scappare la grande occasione.

Fotografò subito la giovane, morta eppure inverosimilmente bella ed eterea: non solo i suoi abiti, ma la compostezza stessa della donna resero lo scatto di Wiles celebre come “Il suicidio più bello del mondo”.

La donna che si era gettata dall’86° piano dell’Empire State Building aveva 23
anni, e il suo volto non mostrava la minima sofferenza, che anzi sembrava in posa in una espressione riposata.

Un detective che si occupò personalmente del caso, ritrovò il cappotto di Evelyn piegato sul parapetto, un kit per il trucco pieno di fotografie di famiglia e un foglio dentro a un portafoglio nero, il quale recitava:

“Voglio che nessuno, della mia famiglia o meno, veda alcuna parte di me. Potete distruggere il mio corpo, cremandolo? Prego voi e la mia famiglia: non voglio alcun funerale o commemorazione.”

Curioso e beffardo il destino, per il quale la realtà fu tanto distante dalla richiesta fatta dalla giovane prima dell’estremo gesto: non solo la sua famiglia, ma milioni di persone videro la fotografia del suo cadavere su un giornale.

Il caso rimane ancora oggi irrisolto. Un vero e proprio mistero, per sempre immortalato in una fotografia in bianco e nero, paradossalmente macabra e allo stesso tempo bellissima.

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Articolo pubblicato il 10/06/2020