Archeologia Industriale a Torino
Ex SNOS Società Nazionale Officine Savigliano in corso Mortara 4 a Torino.

Sito di archeologia industriale della Spina 3 (di Marco Montesso)

Si conclude la nostra ricognizione nella Archeologia Industriale torinese condotta da Marco Montesso che ci ha già descritto Ex Stabilimento FIP Fabbrica Italiana Pianoforti di corso Racconigi 51 e l’Ex Birrificio Metzger poi Dreher in via San Donato 68.

Sempre sulla scorta del suo libro «L’Archeologia Industriale, “Primo Manuale Italiano di Archeologia Industriale”» (MediaRes, Torino, 2015), Montesso ci fa ora conoscere il Sito di archeologia industriale della Spina 3.

Buona lettura! (m.j.).

 

Sito di archeologia industriale della Spina 3

Sito di archeologia industriale della Spina 3, sui terreni occupati fino agli anni Novanta del secolo scorso da alcune tra le più importanti e gloriose industrie torinesi: Ferriere Fiat, Stabilimenti Michelin, SNOS - Società Nazionale Officine Savigliano, Tappeti Paracchi.

L’area si sviluppa su una superficie di oltre 1.002.956 metri quadrati e costituisce il principale ambito di trasformazione del Piano Regolatore del 1995, la c. d. Spina 3, da qui la denominazione.

I vari Stabilimenti industriali insieme a quelli ausiliari che insistevano sull’Area occupavano, ai tempi di massima produzione, circa 20.000 persone nel loro complesso.

Il Comune di Torino, attivando un programma di investimento per 800 milioni di euro, con l’utilizzo di fondi nazionali e U. E., ha portato negli anni successivi, rispettando, a tappe, le ricorrenze delle Olimpiadi a invernali del 2006, i festeggiamenti per i 150 Anni dall’Unità d’Italia e ancora, alla realizzazione di Environment Park, che sorge in gran parte sull’area delle Ex Ferriere FIAT.

Questo Parco Tecnologico ospita vari edifici di dimensioni diverse di centri di ricerca legati agli Atenei cittadini, spin off dell’Hi Tech, sale convegni, uffici direzionali.

Il piano progettuale in pura connotazione Green, porta ad una buona mimetizzazione visiva degli stabili, in virtù del manto erboso coltivato nella collina artificiale di riporto che esalta e rende unico il mix funzionale.

Il Piano comprende tutt’intorno alle aree del primitivo insediamento industriale una serie di edifici adibiti a civile abitazione, un centro commerciale e d’uffici, con attività che vanno dalla ristorazione all’abbigliamento, dalla grande distribuzioni a studi legali, medici e di società di consulenza aziendale, un cinematografo multisala, giardini, piste pedonali, ciclabili e, dal 2013, un pontile dalla struttura ferrea nei pressi del Fiume Dora, che dà il nome al complesso delle summenzionate attività.

Non lontano sorge l’edificio dell’Ex SNOS, Società Nazionale Officine Savigliano, ristrutturato e valorizzato il quale ospita al piano terra un centro commerciale che mantiene lo storico nome, mente al piano superiore allinea dei loft abitativi dall’alto standard di classe.

Una nuda, scheletrica struttura del fabbricato industriale Ex Michelin, si erge nei dintorni facendo bella mostra di sé come suggestiva e maestosa copertura di una vasta superficie asfaltata che viene utilizzata per ospitare degli eventi sportivi, culturali, sociali e religiosi.

L’etereo edificio è contornato da passerelle metalliche, poste a vari livelli, le quali permettono di oltrepassare la sottostante via Borgaro, donando una serie di interessanti colpi d’occhio e viste panoramiche su tutta la Spina 3. Attraverso le passerelle si può in tal guisa anche giungere alla Chiesa del Sacro Volto, progettata dall’archistar elvetica Botta, i cui attigui uffici da qualche anno ospitano la Curia Arcivescovile. La Chiesa e’ in mattoni a vista, i quali ricoprono tutte le sette slanciate strutture architettoniche di cui è composta.

È presente sul piazzale antistante la Basilica il campanile, che si erge in tutta la sua imponente e affusolata eleganza a forma di ciminiera alla cui sommità, ovviamente, è issata una croce metallica. In cemento grezzo, esso e’ ingabbiato per tutta la sua altezza da aeree spirali puntute d’acciaio cromato rilucenti nel colore naturale che lo arricchiscono sia fisicamente che coi suoi contrasti cromatici. Il campanile è stato disegnato per essere il memento che rievoca lo storico e prestigioso passato industriale dell’intera Area della Spina 3.

In più con le passerelle sospese si può arrivare ad un’altra zona di archeologia industriale che si sviluppa in parallelo a lato del grande complesso direzionale e di uffici presente sin dagli anni Settanta, che è sin dall’epoca denominato Piero della Francesca.

La passeggiata permette di affacciarsi sui basamenti metallici affogati nel cemento che sostenevano in antiquo il capannone e ora son circondati da erba, pietre e sassi candidi.

Proprio riflettendo su questa peculiare struttura scheletrica e di tutto ciò che da essa si dipana sull’Ex Area Industriale Spina 3, l’autore del Manuale ha pensato di equipararla, mutatis mutantis, ad uno vero e proprio scavo archeologico tradizionale in salsa industriale.

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Articolo pubblicato il 19/07/2020