Claudio Calzoni: "La traccia del fuoco"

Un libro strutturato su una direttrice molto precisa

Claudio Calzoni, legato con un cordone ombelicale al mondo del fantasy, ha al suo attivo una serie di romanzi, racconti e alcuni libri sul Toro, come il recente I luoghi del Toro (Yume Edizioni): ma in questa occasione rivolgiamo la nostra attenzione al suo ultimo romanzo in ordine di tempo: La traccia del fuoco.

Intanto va detto che è un libro strutturato su una direttrice molto precisa: la relazione tra il fuoco e la devozione cattolica. Detto così può sembrare ambiguo: in realtà Calzoni ha costruito il suo romanzo avvalendosi di casi come gli incendi che videro vittima la Sindone, o quello di Notre-Dame a Parigi e altri adagiati nelle pieghe della storia.

Il risultato è un thriller pulito, semplice, ma con quel tanto che basta per renderlo avvincente, anche per i lettori avvezzi al giallo e al noir.

L’autore ha come centro di gravità Torino e nello sviluppo della sua storia si concede tutta una serie di riferimenti alla città, che naturalmente consentono un’ambientazione coerente e certamente non priva di sorprese.

Ne abbiamo traccia effettiva quando l’autore si avventura in ambiti poco noti della capitale subalpina, concedendosi incursioni in luoghi ed edifici che escono dagli itinerari più battuti.

Il romanzo consente così di “visualizzare” tutta una serie di eventi adagiati nelle pagine di questo libro che, con voluti cortocircuiti tra le epoche, restituiscono della città un’atmosfera ora marcatamente sabauda, ora con venature riferibile al Dario Argento prima maniera, però senza inutili virate verso lo splatter.

Temi trainanti del libro la lotta tra il bene e il male, tra la paura e il coraggio, tra il peccato e il riscatto mosso dalla ricerca del perdono. Infatti, numerosi personaggi del romanzo sono segnati da una colpa e si muovono, ognuno nel bozzolo determinato dal proprio ruolo, alla ricerca del modo per ricostruire la propria esistenza.

Il personaggio chiave è un giornalista che ha perso il lavoro e si imbatte casualmente (ma forse no?) in una serie di indizi che lo condurranno a scoprire le trame di un complotto mirato a colpire alcuni punti di riferimento universali della fede.

Con calibrati flashback il lettore si trasferisce alla corte di Emanuele Filiberto nella città appena diventata capitale del Ducato: forse sta proprio lì l’origine di tutto. Le chiavi dell’enigma che è alla base del mistero, forse vanno ricercate nella Torino del XVI secolo…

Naturalmente il tutto è sorretto da quella vitalità narrativa che ha nella fantasia la sua energia dominate: ma in questo Calzoni è bravo, perché sa maneggiare abilmente gli elementi mitici, codificandoli in un linguaggio accessibile, che non precipita nell’esoterismo, ma, al limite, nel fiabesco.

Pur avendo velature di pessimismo, La traccia del fuoco ci porta un messaggio di speranza: una speranza che sa prendere le distanze dalle troppe prospettive distopiche, e guarda alla fede come lo strumento primario a cui l’uomo può appoggiarsi per superare gli ostacoli. Il protagonista del romanzo ci riesce benissimo…

 

Claudio Calzoni, La traccia del fuoco, Edizioni Hogwords, pag. 192, 10,00 Euro.

 

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Articolo pubblicato il 18/07/2020