Torino - Le violenze degli antagonisti al Campus Einaudi del 13 febbraio. La polizia sta procedendo con gli arresti e le misure cautelari

La presa di posizione del Presidente del Consiglio Regionale Allasia e degli assessori Elena Chiorino, Maurizio Marrone e Fabrizio Ricca .La nota del SIAP.

La polizia nella giornata di ieri a Torino ha eseguito diverse misure cautelari in relazione ai fatti avvenuti il 13 febbraio scorso e  proseguiti il giorno dopo, quando, in occasione di un volantinaggio effettuato da esponenti del Fuan presso la Palazzina Einaudi dell'università, alcuni antagonisti e studenti dei collettivi universitari fecero irruzione all'interno del Campus, creando disordini.

Quel giorno era in programma un convegno sulle foibe, contestato dal Fuan. Quello che doveva essere un momento di riflessione sull'uso politico della memoria, alla presenza di Moni Ovadia e Stojan Spetic, si trasformò in un pomeriggio di scontri tra antagonisti e forze dell'ordine. Il bilancio fu di tre poliziotti feriti, altrettanti antagonisti arrestati più una quindicina di denunciati, devastata l'aula intitolata a Paolo Borsellino e assegnata al Fuan, che stava tenendo un volantinaggio di protesta.

Un'auto della polizia, accerchiata, venne danneggiata a calci e pugni. Tre dei principali referenti del Cua, il Collettivo universitario autonomo, sono finiti in carcere: si tratta di Stefano Millesimo, 21 anni, Eugenio Tardardi, 23 anni, Nicola Martino, 25 anni. Sono considerati  i coordinatori delle azioni violente.

La Digos del capoluogo piemontese ha eseguito ieri una ventina di misure cautelari, tra arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di firma.

Ferma e  tempestiva la presa di posizione del Presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia che ci ha dichiarato: “Le  misure cautelari di questa mattina nei confronti di alcuni antagonisti e studenti dei collettivi universitari che fecero irruzione all'interno del Campus creando disordini lo scorso febbraio, è la dimostrazione che dentro i nostri atenei ci sono alcuni soggetti che esercitano soprusi e violenze ai danni dell’intero sistema. Delinquenti, teppisti e chi con la forza tenta di impedire ad altri di esprimere le proprie legittime idee, non dovrebbe mai  trovare spazio all’interno delle università, che sono luogo di studio e di condivisione. Un grazie all’operato delle forze dell’ordine che hanno assicurato alla Giustizia questi  facinorosi”

Ricordando la recente  polemica del consigliere SEL Grimaldi ed altri esponenti della sinistra contro la decisione della giunta di non ammettere al beneficio dei sussidi pubblici gli studenti facinorosi che si dilettano in  atti di teppismo e devastazioni delle strutture universitarie, interviene  l’assessore regionale al Diritto allo Studio Universitario,  Elena Chiorino, unitamente agli assessori Marrone e Ricca: “L’operazione condotta stamane dalle Forze dell’Ordine nei confronti di alcuni antagonisti che, nello scorso febbraio si erano resi protagonisti dei gravi disordini presso la Palazzina Einaudi dell’Università degli Studi di Torino, conferma la pericolosità sociale di questi elementi che non devono, a maggior ragione, beneficiare di alcun sussidio da parte della Regione o di qualsiasi altro Ente, essendo loro i primi a dimostrare, con la violenza delle loro azioni, il disprezzo per la cosa pubblica”. Che così prosegue: “Ribadisco con forza la nostra posizione, certa che non potrà che essere condivisa dai Magnifici Rettori dei tre Atenei piemontesi, che lavorano con grande impegno per rendere il livello accademico del nostro territorio una vera e propria eccellenza: i delinquenti, i violenti e chi con la forza tenta di impedire ad altri di esprimere le proprie legittime idee non solo non hanno diritto a borse di studio o incentivi, ma non dovrebbero nemmeno trovare spazio all’interno delle Università pubbliche. Enti, va ricordato, finanziati con le tasse degli studenti e di tutti noi, che questi signori non hanno alcuna remora a devastare, mettendo anche in pericolo l’incolumità delle Forze dell’ordine costrette ogni volta a intervenire. A loro va il mio particolare ringraziamento”

Sullo stesso tema puntualizza l’assessore  Maurizio Marrone, “Come Regione Piemonte abbiamo compiuto tutti i passi necessari affinché siano tolte le borse di studio ai violenti. Ora, però, auspichiamo dal Rettorato una posizione chiara e sanzioni disciplinari certe per arrivare alla revoca della borsa agli eventuali beneficiari coinvolti nei fatti oggetto d'indagine. Basta tutele e premi nei confronti di chi devasta le nostre università. Si tratta di condotte gravissime dal punto di vista disciplinare e incompatibili con un beneficio economico, finanziato dalla Regione, per sostenere il diritto allo studio e riservato a studenti meritevoli, invece che ai figli di papà che trattano l’Ateneo come un parco giochi dell’antagonismo”.

Per l’assessore Regionale Fabrizio Ricca “Gli atenei sono un luogo di studio e condivisione dei saperi che non deve diventare ostaggio di chi occupa e usa la violenza per imporsi. Ci auguriamo che queste operazioni smantellino la rete di prevaricazioni messe in atto da realtà organizzate per commettere aggressioni e imporsi in spazi di tutti

Sugli scontri al Campus Einaudi e la presa di posizione della Regione Piemonte, interviene anche il segretario generale del SIAP, Pietro DI Lorenzo

“Quanto accaduto a febbraio scorso al Campus Einaudi è l’ennesimo grave episodio che vede sempre al centro i soliti noti violenti dei centri sociali” – dichiara Pietro DI LORENZO, Segretario Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato – “Non stupisce certo che tra gli arrestati di allora ed i destinatari dei provvedimenti di oggi ci siano ancora una volta quelli che agiscono come se alcuni ambienti, come l’università, fossero cosa loro”.

Al di là delle ferite, anche gravi, riportate dai colleghi, prosegue DI Lorenzo, deve far riflettere la convinzione di impunità che questi soggetti dimostrano di avere ed il fatto che tra loro, nuovamente presenti a praticare danneggiamenti, intimidazioni e violenza, vi siano alcun già arrestati nei mesi passati in importanti operazioni della Digos torinese”

“Non smetteremo mai di richiedere provvedimenti seri, quali quelli assunti dalla Regione Piemonte circa la non concessione di borse di studio ai violenti, e certezza della pena. La Digos di Torino, conclude il segretario del Siap, ha svolto ancora una volta un grandissimo lavoro, speriamo che il suo operato non sia vanificato e che cessi la copertura e l'appoggio politico ai violenti dell'università”.

Al momento si registra un nota inconcludente del gruppo consigliare del M5S in Regione, contro le prese di pozione della regione.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 24/07/2020