Un ricordo di Placide

La perfidia ed il cinismo, oltre la cronaca

Abbiamo conosciuto e stimato Carlo Alberto Dalla Chiesa e tra gli altri Giorgio Castagnola. Uomini tutti d’un pezzo che in momenti difficili per il nostro Paese hanno saputo testimoniare ed agire, in nome della Giustizia ed in difesa della nostra libertà. Erano orgogliosamente Carabinieri e, come si diceva, gli alamari li avevano cuciti sulla pelle. Dalla Chiesa pagò anche di persona, non solo perché fu mandato allo sbaraglio in un’ambiente difficile, ma perché poteva dar fastidio, molto più a Nord di Palermo, ove il Potere, per lui ancor più ostile,  annientava e corrodeva.

Ai fulgidi esempi seguono momenti bui, come il destino non felice che fu riservato ai collaboratori più fidati del Generale.

Ogni tanto però, le mele marce, come in questi giorni affiorano e ciò provoca tristezza  e smarrimento in coloro che ancora credono nello Stato e nel valore delle Istituzioni democratiche , pur ampiamente offuscate da politicanti privi di cogito e morale per poter sedere in Parlamento ed ancor più governare.

Oltre ai casi eclatanti di Piacenza, con i riflettori puntati della Giustizia e l’esecrazione dell’opinione pubblica, si nascondono scelleratezze camuffate di cui poco si parla, perché le vittime, il più delle volte, non possono più farlo.

Ascoltando i primi passi dell’inchiesta in corso, non possiamo non tornare ai primi anni ’80 e non ricordare la triste fine di Placide. Lavoravi qui, perché in Congo, il tuo zio illustre, Moise Ciombe fece una brutta fine, orchestrata da quegli agenti segreti difensori di interessi altolocati in Paesi che formalmente ostentano la democrazia, ma che poi sono abilissimi in sequestri di persona  ed omicidi. L’aereo su cui stava viaggiando fu dirottato ad Algeri ed internato fino alla morte, avvenuta il 29 giugno 1969 per un sospetto attacco cardiaco.

Tu Placide stavi vivendo un periodo famigliare difficile, lontano da casa e privato dagli affetti più cari.

Un pugno mal dato e ricevuto peggio, in un’osteria del pinerolese ti fece ruzzolare per terra e non ti sei più rialzato. Poco prima della tua triste fine, c’era un graduato che voleva che tu ti fossi allontanato per sempre.

Nessun indagine, nessun accertamento. Povero Placide, che male facevi? Lavoravi e basta!

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 29/07/2020