La non giustizia: i processi come strumento di lotta politica

Gigi Cabrino per Civico20News

E’ evidente a tutti che la votazione con cui il Senato ha dato il via libera al processo a Salvini per il blocco della nave di una ong carica di migranti clandestini quando ricopriva l’incarico di Ministro dell’Interno non abbia proprio niente a che vedere né con il diritto penale né con questioni umanitarie relative al soccorso dei migranti.

Per l’ennesima volta si è svelato il volto di una parte militante della magistratura che va in soccorso della Sinistra incapace di raggiungere il Governo nazionale attraverso una normale e democratica via elettorale che possa garantire una maggioranza di Governo; costretta a cercare maggioranza improbabili pur di stare al governo anche quando perde sonoramente e vergognosamente le elezioni la Sinistra accoglie il soccorso di alcuni magistrati militanti che con inchieste ad hoc cercano di eliminare per via giudiziaria gli avversari politici.

Il problema è molto più serio delle vicende giudiziarie di questo o quel politico, qui si tratta di una fazione militante di quello che dovrebbe essere un potere indipendente, quello giudiziario, che decide di eliminare per via giudiziaria chi si oppone alla Sinistra.

Solo per restare all’ultimo anno abbiamo visto il caso Palamara, il magistrato romano che gestiva il gioco delle correnti per assicurare a magistrati delle correnti di sinistra incarichi e destinazioni che avrebbero potuto permettere la gestione di certi processi importanti; basti pensare che tra le correnti di sinistra della magistratura – che dovrebbe essere indipendente – troviamo Magistratura Democratica che nel 1971 intendeva presentarsi come “componente del movimento di classe” di sessantottarda memoria; a parte la comicità del volere ergersi a paladini del proletariato con stipendi, indennità, privilegi e conti in banca da fare spavento, dove viene assicurata l’indipendenza dell’azione giudiziaria da parte di correnti apertamente di sinistra?

Poco dopo il caso Palamara abbiamo avuto le rivelazioni post mortem di uno dei giudici che nel 2013 ha partecipato al processo a Berlusconi (l’unico tra i 96 che ha subito in cui è stato condannato); nella sua testimonianza ha detto chiaramente che Berlusconi è stato condannato in quanto Berlusconi e non in quanto colpevole; secondo il giudice chiunque altro si fosse trovato in quella situazione probabilmente non sarebbe nemmeno arrivato a giudizio e comunque sarebbe stato assolto.

E adesso il via libera al processo ad un senatore che da Ministro dell’interno ha preso la decisione politica, condivisibile o meno , ma pur sempre politica, di chiudere i porti alle navi che trasportavano immigrati clandestini; pensare che tra i capi d’accusa c’è il sequestro di persona fa anche ridere, i bambini delle elementari sanno, senza essere penalisti titolati, che sequestrare una o più persone vuol dire impedire di uscire da un luogo, mentre i “ sequestrati” da Salvini erano proprio invitati ad andarsene da qualunque altra parte che non fossero i porti italiani.

Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse seria, perché a qualunque cittadino potrebbe capitare, per un motivo o per l’altro, di doversi trovare di fronte ad un magistrato di questa minoranza militante sinistroide, e chi può sentirsi tranquillo?

La vera “madre di tutte le riforme”, non il decreto semplificazioni che è stato approvato e non sta semplificando un bel niente, sarebbe, come peraltro ci chiede l’Unione Europea – ma in questo caso il celochiedeleuropa non vale -, una seria riforma della Magistratura che ponga fine a queste storture dell’uso politico dei processi.

Dei processi, non delle condanne, che rarissimamente arrivano; perché il gioco di indagare, rinviare a giudizio, emettere atti che servono solo a sbattere in prima pagina e mettere in cattiva luce dei politici antipatici (alla Sinistra ovviamente), quasi sempre assolti anni dopo, è un gioco criminale oltre che pericoloso per la democrazia.

Craxi l’altro ieri, Berlusconi ieri (ma non è ancora finita) , Salvini oggi, domani chissà; sono stati o sono politici che nel bene e nel male hanno compiuto scelte politiche, giuste alle volte sbagliate molte altre, ma le scelte politiche le giudicano il Parlamento, approvandole o respingendole, e gli elettori con il voto; il ruolo della Magistratura è un altro, non quello di eliminare gli avversari di una Sinistra incapace di raggiungere il governo attraverso il consenso degli elettori.

Ma c’è poco da sperare con i partiti della Sinistra e il circo 5 stelle pronti a votare secondo i desideri della magistratura militante pur di mantenere il potere nella speranza che questi elementi schierati dell’ordine giudiziario eliminino avversari scomodi.

(ecosdelestato.com)

 

Gigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 01/08/2020