Mentre si teneva un esorcismo …

… si rincorrevano nei pressi bambini felici!

I fatti sono i fatti; la memoria è quella che è. Quello che la memoria dei fatti permette di ricordare può essere assai diverso dal fatto stesso, poiché essa interagisce costantemente con ogni tipo di esperienza e ne viene modificata in modo più o meno importante.

Anche la mia memoria non è immune da tale processo; tuttavia nel racconto del fatto che riporto è rimasto impresso da sempre, in modo nitidamente indelebile, qualcosa che difficilmente potrà essere modificato, poiché la sua unicità (tra le mie esperienze) non potrà essere facilmente confusa, mediata o elaborata, neppure inconsciamente.

 

Avrò avuto più o meno dieci anni e quel pomeriggio d’estate mi trovavo con alcuni miei parenti di Gussago (Bs) a mangiare l’anguria nei pressi del Santuario della Stella sul colle San Rocco di San Vigilio di Concesio.

 

Stavo giocando insieme ai miei cugini rincorrendoci per tutto l’ampio cortile compreso tra la chiesa e la costruzione adiacente sotto il cui porticato erano sistemati alcuni tavoli e sedie su cui ci si poteva accomodare per consumare la merenda o altro.

 

Ad un certo momento, presi dal gioco, alcuni di noi girarono schiamazzando gioiosi dietro l’edificio percorrendo la striscia di terra battuta lungo la sua parete a valle, sulla quale insistevano alcune finestre aperte il cui davanzale, assai basso, mi permise di scorgere all’interno di una stanza una assai strana scena.

 

Alcune persone stavano sostenendo dal pavimento, trattenendola per braccia e gambe, un’altra persona che si dimenava ed urlava.

 

Si trattò di pochi istanti, di una fugace impressione, alla quale lì per lì non detti peso tant’è che credo di non averne fatto cenno con alcuno e, peraltro, nessuno dei miei cugini, che pure erano passati di lì e avessero potuto vederla anch’essi, ne diedero riscontro.

 

Evidentemente nessuno diede importanza al fatto non avendo idea di ciò che avevamo visto. Continuammo a giocare fino a quando – e questa scena invece se la ricordarono tutti – sul sagrato della chiesa, rivolto verso Cellatica, si presentò improvvisamente il prete con le braccia allargate a croce proprio negli stessi istanti in cui, nel cielo terso, completamente sgombro di nubi, apparve una nuvola nerissima e circoscritta, come disegnata, che, proveniente da Gussago, in breve raggiunse il luogo in cui ci trovavamo, scatenando una grandinata epocale e costringendoci a riparare, tremanti per il freddo improvviso, sotto il porticato.

 

Pochi minuti e tutto finì, la nuvola scomparve come svanita nel nulla, lasciando ovunque segni del suo passaggio e un’aria fredda appena un po’ mitigata dal sole che era tornato a splendere nel cielo nuovamente terso.

 

Passata la buriana e ormai interrotta l’atmosfera gaia e festaiola dei momenti precedenti, la comitiva lasciò il luogo per ritornare a casa.

 

Mentre ricordo in modo piuttosto vago chi erano i miei parenti presenti e le condizioni al contorno, le due scene, quella vista dalla finestra e quella del sacerdote sul sagrato e della nube rimasero impresse nella mia memoria come un marchio a fuoco. E lì rimasero sepolte per alcuni anni fino a quando, iniziate le ricerche in campo esoterico, scoprii di aver assistito accidentalmente ad alcuni istanti di un rito di esorcismo.

 

In quel luogo, infatti, tra gli anni 50 e 70 del secolo scorso, operò un esorcista autorizzato delle cui azioni si trovano documenti presso gli archivi dei comuni e parrocchie della zona.

 

Storie di ordinaria amministrazione dello straordinario di quei tempi.

Tempi in cui c’ero anch’io!

 

grafica e testo

pietro cartella

 

link di riferimento

https://www.stilearte.it/santuario-della-stella-cronaca-dei-riti-desorcismo-e-grandi-opere-darte/

 

 

 

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Articolo pubblicato il 14/08/2020