24 agosto 1815: a San Salvatore Monferrato (AL) nasce Carlo A-Valle

Prolifico scrittore e giornalista, č cofondatore e primo direttore del settimanale satirico «Il Fischietto»

Carlo A-Valle, nato il 24 agosto 1815 a San Salvatore Monferrato (Alessandria), figlio di Bartolomeo e Maria Caterina Cavalli, rimane in giovane età orfano di entrambi i genitori e viene avviato alla vita sacerdotale. Entra nel seminario di Casale Monferrato che però abbandona presto. Lavora per breve tempo nelle scuole pubbliche di Fubine (AL) per poi trasferirsi a Torino, dove lavora come correttore di bozze presso la tipografia Pomba.

A-Valle inizia nel frattempo a comporre alcune opere poetiche e collabora con alcuni periodici, dove pubblica articoli di arte, letteratura ed erudizione. È amico di Domenico Carbone (patriota e scrittore che definisce Carlo Alberto come “Re Tentenna”), Giuseppe Bertoldi (giornalista, poeta, deputato al Parlamento e Accademico della Crusca.) e Michele Lessona (zoologo, scrittore, divulgatore scientifico e senatore del Regno). Frequenta gli ambienti liberali torinesi, dove è noto per la sua vena satirica in campo politico.

A-Valle è scrittore molto fecondo, autore di drammi storici per il teatro, di allegorie su temi di attualità, di novelle, romanzi, saggi storici, opere di divulgazione, poemi eroicomici e drammatici. Gran parte della sua produzione è rimasta inedita.

Dal 1848 al 1852, A-Valle è il primo direttore del giornale satirico “Il Fischietto”, che ha contribuito a fondare. Vi pubblica satire politiche e composizioni poetiche firmate con gli pseudonimi di Fra Chichibio, Fra Bonaventura, Fra Pignatta. Dal 1848 al 1852 è quasi il solo collaboratore del giornale, illustrato dalle caricature di Redenti. Le pubblicazioni sono sospese nel 1852. “Il Fischietto” riprende vita con nuovi autori, tra i quali Vittorio Bersezio, fondatore de “La Stampa” nel 1867, e viene pubblicato fino al 19 luglio 1916.

A-Valle, uscito dalla redazione del “Fischietto”, dal 1° marzo 1853 tenta di lanciare il giornale “Il Nuovo Fischietto” che però deve concludere le pubblicazioni già nello stesso anno.

Nel 1856 A-Valle si trasferisce ad Alessandria, dove è, fino al 1879, direttore della biblioteca civica. Dal 1864 insegna letteratura italiana all'Istituto tecnico. Ma, a motivo del suo carattere bisbetico e del suo aperto anticlericalismo, si attira antipatie e rancori che causano la sua sospensione temporanea dall'insegnamento e la revoca dell'incarico presso la biblioteca.

Torna quindi a Torino, come docente del Liceo classico Vincenzo Gioberti, e muore nella nostra città il 13 luglio 1873.

Completamente dimenticato a Torino, il Nostro è ricordato da due vie, ad Alessandria e a San Salvatore Monferrato, che portano la dizione “Carlo Avalle”. Gli è stata dedicata anche una loggia massonica, la “Carlo A.Valle” di Alessandria.

Lo studio più esauriente su Carlo A-VALLE è quello di Maria Luisa Scauso nel Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 (1962).

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Articolo pubblicato il 24/08/2020