Francia presentato il "piano di rilancio" francese dell’economia da 100 miliardi

E l’Italia?

Il nostro PIL s’inabissa più delle poco incoraggianti previsioni. Le fantomatiche  misure varate dal governo, tutte marcatamente assistenziali, clientelari ed antitetiche allo sviluppo del Paese, sono già state inghiottite dalla burocrazia, peggiorando ancor più gli effetti. Non siamo neppur sicuri se e come potrà iniziare l’anno scolastico, con la mascherina incollata sul visino dei pargoli ormai divenuta il pomo della discordia.

Tra poco si scatenerà il tormentone se la mascherina all’interno della sinistra sia diventata il vessillo dei grillini, del PD o il chiodo fisso di quella conchiglia fossile che ricopre indegnamente l’incarico di Ministro dell’Istruzione.

Invece, oltralpe, almeno i presupposti sono ben diversi. La Francia si è fermata come e più di noi, ma il Governo vuole andare avanti e senza chiacchiere. Ieri si è diffusa la notizia che il Primo Ministro francese, Jean Castex, ha presentato il piano governativo per uscire dalla crisi economica successiva alla pandemia.

Tre mesi dopo quello tedesco e successivo di 90 giorni a quello dell'Unione europea, il mega piano di rilancio da 100 miliardi di euro - 40 dei quali finanziati proprio da Bruxelles - è denominato "France relance" e mira a rilanciare gli affari, ridurre le tasse sulle imprese e aiutare a combattere la disoccupazione, soprattutto tra i giovani.

A tal proposito, il Governo transalpino vorrebbe creare 160.000 posti di lavoro entro il 2021.

Trenta miliardi di euro sono destinati alla "transizione ecologica".

In Germania, il piano di stimolo presentato lo scorso giugno dalla Cancelliera, Angela Merkel, mostra già i primi segnali positivi, leggasi alla voce riduzione dell'IVA e assegno di 300 euro a bambino, inviato a tutte le famiglie.

Il programma di sostegno ammonta a 130 miliardi di euro e prevede anche una modernizzazione dell'industria automobilistica.

In tutta Europa, i Governi operano per fornire pronte risposte alla crisi, e di certo in questo assume un ruolo essenziale l'Unione Europea.

I leader dei 27 Stati membri hanno concordato (in luglio) un massiccio piano di sostegno da 750 miliardi di euro, destinato a vari programmi, ma un terzo degli aiuti versati deve essere obbligatoriamente utilizzato per la transizione ecologica.

"I soldi però dovranno essere spesi in aree particolari - dice Darren McCaffrey, redattore politico di Euronews - l'Unione europea desidera utilizzare i fondi non solo per aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia, come l'Italia o la Spagna, ma anche per cercare di rendere l'economia europea più competitiva, perseguire programmi ecologici e garantire a milioni di persone, che rischiano di perdere il lavoro, assistenza finanziaria".

Ma se, la tanta vituperata Europa vara misure, recepite e colte al volo dai governi più attivi e vicini ai cittadini, perché da noi le previsioni sono così nefaste? Il difetto sta nel lerciume della cloaca governativa romana. E’ lì che si annidano e crescono le insormontabili difficoltà per impantanare il Paese, mentre i nostri partner europei risalgono la china.

Per porvi rimedio, prima che sia troppo tardi, chi ha il potere e la sensibilità per agire, dovrebbe assumere  le decisioni adeguate e consone al momento.

Ma dal Colle più alto sta arrivando  un segnale? Non l’abbiamo ancora recepito.

 

 

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Articolo pubblicato il 04/09/2020